mercoledì, Novembre 30, 2022
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Iran: La costruzione dei palazzoni, un tunnel per i furti del regime

Geograficamente parlando, Teheran è situata in una valle circondata da montagne su tre lati. Ma nel frattempo i funzionari e le bande all’interno del regime, attraverso la costruzione di palazzoni, stanno impedendo alla città di respirare. Prima sradicando i giardini a nord di Teheran per fare spazio ai nuovi fabbricati e poi erigendo questi palazzoni al posto dei giardini, impedendo così  la circolazione dell’aria nella città.

La costruzione eccessiva di questi palazzoni è uno dei problemi principali di Teheran e di altre grosse città iraniane. Così, oltre agli altri problemi che affliggono Teheran, questo ora si è trasformato in un fattore stabile dell’inquinamento della città.

Come si è visto nei cosiddetti dibattiti presidenziali del regime, questa questione è stata sfruttata dai candidati come una sorta di strumento da utilizzare contro i rivali.

“E’ solo un sindaco delle costruzioni”, ha detto il primo vice-presidente di Rouhani, Jahangiri’, rivolgendosi al sindaco di Teheran Ghalibaf durante i cosiddetti dibattiti presidenziali del regime. Ed ha aggiunto: “No fa altro che dare permessi. Vada a vedere il danno che i palazzoni eretti nel 22° distretto di Teheran, hanno fatto alla città”. (dibattito presidenziale-farsa trasmesso sulla TV di stato il 28 Aprile 2017)

“Ma chi ha dato il permesso di costruire questi palazzoni così alti?”, ha detto Rouhani rivolgendosi a Ghalibaf durante lo stesso dibattito-farsa, aggiungendo “Lei ha autorizzato lo stesso tipo che ha rubato le proprietà della gente e ha defalcato 3,8 miliardi di dollari del denaro del popolo per costruire una torre di 33 piani, non è vero? Su quali basi lei da i permessi di costruzione per costruire palazzi di 20 piani in cortili di 10-12 metri?”.

Anche il capo del Dipartimento per l’Ambiente del regime, Masoumeh Ebtekar, ha parlato proprio di questa questione in un’intervista all’agenzia di stampa ufficiale ILNA, dicendo: “Ci sono dei costruttori a Teheran che non hanno nessun problema ad ottenere qualunque permesso di costruzione, dato che possono offrire un sacco di soldi, nonostante queste grosse costruzioni siano al di là della capacità di Teheran. Ad esempio, grossi centri commerciali sono stati costruiti in Moghaddas-Ardebili Street e nella zona sud di Niavaran Park. Costruzioni al di fuori degli standard che hanno trasformato l’area in un campo di battaglia”.

“Fino a che la vendita di permessi di densità e costruzione sarà tra le prime fonti di guadagno dei comuni, questa crisi continuerà”, ha detto Ebtekar nel mezzo di una continua battaglia tra le bande rivali del regime, aggiungendo: “La politica di vendere la città porterà solo da una eccessiva costruzione, alla distruzione dei giardini, ad uno squilibrio ecologico e al sovrappopolamento”. (agenzia di stampa ufficiale ILNA – 3 Giugno  2017)

Intanto, un’occhiata al numero dei palazzoni di Teheran e al modo in cui è stato permesso di costruirli, rivela la vastità dei furti e delle rendite del regime. Ci sono 987 palazzoni a Teheran al momento. Ma il numero era di soli 37 nel 1981, con altri 733 aggiuntisi ai palazzoni di Teheran nel 2005 e altri 208 aggiuntisi tra il 2005 e il 2016. Ma il punto interessante è che solo 208 su 937 palazzoni di Teheran sono stati autorizzati dal Comitato Articolo 5 del regime, mentre gli altri non possiedono neanche un certificato di fine lavori.

Secondo le norme edilizie del regime, la costruzione di palazzi più alti di 12 piani, deve essere autorizzata dall’Articolo 5, un comitato i cui membri sono: il vice-ministro per le strade e le costruzioni urbane, il vice-ministro per l’agricoltura Jihad, il vice-ministro per l’energia, il vice-ministro degli interni, il vice-Presidente dell’Organizzazione per il Beni Culturali, il vice-Presidente del Dipartimento per l’Ambiente, il presidente del consiglio comunale e il sindaco di Teheran.

Ma la domanda importante è: com’è possibile che chiunque possa costruire palazzoni a Teheran senza essere stato autorizzato dal Comitato Articolo 5 del regime, i cui membri sono tutti alti esponenti del regime? Proprio questo stesso capo del Dipartimento per l’Ambiente che ora è preoccupatissimo per i palazzoni di Teheran, per tutti questi anni ha avuto qualche vice nel Comitato Articolo 5, ma ora si stanno denunciando l’uno con l’altro nel corso di una lotta tra bande rivali.

A questo riguardo anche il vice-portavoce della Camera del regime, Ali Motahari, dice che “l’istituto chiamato ‘taskforce per applicare gli ordini di Khomeini’, non-governativo, ma agli ordini diretti del leader del regime, Ali Khamenei, si è trasformato in un cartello economico. Un costruttore occupato ad erigere palazzoni qua e là”.

E’ piuttosto chiaro che non esiste traffico, problemi della gente o questioni ambientali che contino per gli esponenti del regime, ma che si tratta solo di continuare con le loro politiche predatorie e le loro ruberie, nelle quali sono coinvolti tutti gli esponenti del regime. Questa è l’unica cosa che conta in ogni questione per gli esponenti del regime.

 

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