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Iran: La Corte spagnola sonda tortura psicologica dei residenti di Ashraf

La Corte nazionale spagnola ha deciso di tra le altre cose, di indagare l’uso della tortura psicologica contro i residenti di Campo Ashraf

Camp Ashraf, in Iraq, è la patria di 3.400 membri della principale organizzazione di opposizione  dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI / MEK).

La Corte Centrale Centrale Investigativa spagnola n ° 4 ha dichiarato in una sentenza pubblicata il 17 marzo che sonderà la tortura psicologica dei residenti di Ashraf che ha avuto inizio nel febbraio 2010 utilizzando altoparlanti.
 
Gli altoparlanti emettono minacce 24 h su 24 di omicidio e maltrattamenti contro i residenti. Il giudice indagherà anche su gravi restrizioni sulle medicine, attrezzature mediche e il trattamento, cibo, energia, carburante e risorse educative per i residenti.
 
Essa ha detto che probabilmente sonderà la negazione dei diritti individuali per quanto riguarda i residenti di Ashraf come crimini contro la comunità internazionale nel contesto della Quarta Convenzione di Ginevra.

La Corte vigente ha convocato Ali Sadeq Yaseri e Mohammad Kazem, rispettivamente presidente e direttore del Comitato per la chiusura di Ashraf in Iraq nell’Ufficio del Primo Ministro, insieme con il tenente colonnello e il tenente Nezar Heydar Azab.

E’ stato ordinato loro di comparire in tribunale accompagnato da un avvocato il 31 maggio. In caso contrario, un avvocato sarà per loro nominato in loro assenza.

Citando l’articolo 29 della Quarta Convenzione di Ginevra, la sentenza sottolinea che un governo è il responsabile ultimo per le azioni commesse dalle sue forze e sul suo territorio nei confronti delle persone protette, che comprendono i residenti di Ashraf.

Ha aggiunto che quelli accusati di aver commesso o ordinato tali gravi violazioni devono essere perseguiti.