mercoledì, Novembre 30, 2022
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Iran – La conferenza di Parigi celebra il 10 Ottobre – Giornata Mondiale Contro la Pena di Morte

Maryam Rajavi: “Il nostro piano prevede un Iran senza pena di morte”

•Qualunque forma di impegno con il regime iraniano deve essere subordinata alla fine della pena di morte. Fino a che continuerà questa ondata di esecuzioni in Iran, tendere la mano ai mullah non sarà giustificato in nessuna maniera.

•Appoggiare Assad ed il suo governo aiuta l’ISIS a sopravvivere. La cacciata del regime iraniano è l’unica via per sconfiggere l’ISIS.

Durante una conferenza internazionale tenutasi a Parigi in occasione del 10 Ottobre, Giornata Mondiale Contro la Pena di Morte, la Presidente eletta della Resistenza Iraniana Maryam Rajavi ha dichiarato: “Il nostro piano prevede un Iran senza pena di morte e l’annullamento dei decreti religiosi dei mullah”.

Ed ha poi sottolineato: “Le torture e le esecuzioni devono finire. Questa è la richiesta di tutto il popolo dell’Iran. Ai governi in Occidente noi diciamo: ‘Mettete da parte il vostro silenzio ed immobilismo verso le esecuzioni e le atrocità del fascismo religioso dei mullah e rispettate invece la lotta per la libertà del popolo iraniano’. Se i governi occidentali avessero condannato le violazioni dei diritti umani in  Iran, i mullah non avrebbero mai esteso la loro barbarie in Siria e in Iraq.

Maryam Rajavi ha ammonito: “Qualunque forma di relazione e impegno con il regime iraniano deve essere subordinata alla fine delle esecuzioni in Iran. Fino a che questo macabro trend continuerà, non è giustificabile tendere la mano ai leaders di un regime responsabile di 120.000 esecuzioni politiche”.

Precisando che tutto il mondo deve condannare il crudele massacro del popolo della Siria, Maryam Rajavi ha ribadito: “Alcuni erroneamente affermano che la caduta del regime siriano aprirebbe le porte di Damasco all’ISIS, ma questa è un’argomentazione creata dai mullah al potere in Iran nel tentativo di salvare il loro regime-fantoccio. Al contrario, è appoggiando Assad è il suo governo che si aiuta l’ISIS  a continuare a sopravvivere e ad espandersi. Secondo la stessa logica, l’unico modo per sconfiggere l’ISIS è cacciare il regime iraniano da Siria e Iraq e rovesciare Assad.

La conferenza, sponsorizzata dal Comitato in Difesa dei Diritti Umani in Iran, è stata intitolata “Iran, Diritti Umani, Fermate le Esecuzioni”. Molte personalità europee ed internazionali, rappresentanti eletti del popolo francese e difensori dei diritti umani e dei diritti delle donne hanno partecipato al meeting.  Dalla Francia, Gilbert Mitterrand, ex-membro dell’Assemblea Nazionale francese e Presidente di France Libertés, Fondazione (Danielle Mitterrand). Illustri giuristi e avvocati come Henry Leclerc, François Colcombet e Patrick Baudouin, Rama Yade, ex-Ministro per i Diritti Umani e molti rappresentanti eletti del popolo francese come Jean-François Legaret, sindaco del 1° Distretto di Parigi, Jean-Pierre Béquet, ex-Sindaco di  Auvers-sur-Oise  e Jean-Pierre Brard, ex-membro dell’Assemblea Nazionale, Pierre Bercis, ex-Presidente dell’Organizzazione New Human Rights e il vescovo Jacques Gaillot. Phumla Makaziwe Mandela, difensore dei diritti delle donne e figlia di Nelson Mandela, il defunto leader del Sud Africa. Dall’Albania, Ermonela Felaj, Ministro per le Relazioni con il Parlamento, Edmond Spaho, Vice-Presidente del Parlamento e molti deputati come Evis Kushi e Blerina Gjylameti,  Tahir Muhedini, Arben Cuko, Musa Ulqini e Bedri Hoxha che hanno parlato alla conferenza a nome di una nutrita delegazione politica. Anche Zhani Viktor Ciko, direttore dell’Orchestra Sinfonica dell’Albania che, insieme ad una delegazione di musicisti dello stesso paese, ha concesso una bellissima esibizione. Dalla Gran Bretagna David Jones e Mark Williams, membri della Camera dei Comuni britannica, Hanan Al-Balkhi, rappresentante della Coalizione Siriana a Oslo e Taher Boumedra, ex-direttore dell’Ufficio Diritti Umani della Missione di Assistenza delle Nazioni Unite in Iraq – UNAMI sono stati alcuni degli oratori al meeting di Parigi.

In un’altra parte del suo discorso Maryam Rajavi ha sottolineato che la portata delle violazioni dei diritti umani in Iran è aumentata in ogni ambito, andando a colpire tutto il popolo dell’Iran: dai difensori dei diritti umani, alle donne, ai giovani, agli insegnanti, dai cristiani, ai bahai’ e ai compatrioti sunniti, arabi, baluci e curdi.

Criticando la continua accondiscendenza verso il regime iraniano, Maryam Rajavi ha aggiunto: “Ma perché il mondo resta in silenzio mentre i detenuti politici vengono tormentati a morte o impiccati? Perché il mondo tace mentre i minorenni vengono giustiziati in Iran? Oggi un gran numero di nostri compatrioti indifesi viene giustiziato in segreto nelle prigioni di tutto il paese. Altre diverse migliaia sono nel braccio della morte. Pensiamo ai loro genitori, alle loro mogli e ai bambini che passano ogni notte e ogni giorno nel terrore. Pensiamo alle donne che vendono i loro reni per pagare il prezzo del sangue per i loro mariti e salvarli dall’esecuzione. Si vergognino quelli che ignorano tutte queste violazioni dei diritti umani in Iran!”

Ed ha poi ribadito: “Quelli che vogliono lavare la macchia di questi crimini dalle mani del presidente del regime devono sapere che questa politica aprirà la via ad altre atrocità e al genocidio nella regione e nel mondo. Rouhani ha esplicitamente dichiarato che queste esecuzioni sono ‘o basate sul leggi divine o su alcune leggi adottate dal parlamento …. e noi le applichiamo soltanto’. Nonostante le loro differenze, i mullah al potere hanno un’opinione comune sulle esecuzioni e la repressione. Essi beneficiano delle esecuzioni per preservare il loro regime. Ma questi criminali devono sapere che il sangue che versano ogni giorno dal corpo della nazione iraniana si trasformerà in una marea che alla fine distruggerà il regime dei mullah”.

Parlando del piano della Resistenza Iraniana per l’Iran libero del domani, Maryam Rajavi ha dichiarato: “Il nostro piano per il futuro prevede un Iran senza pena di morte, l’annullamento dei decreti religiosi dei mullah e la creazione di una magistratura indipendente, la difesa dei valori democratici, della libertà, dell’uguaglianza e della sacralità della vita privata di ogni cittadino. Nessuno verrà arrestato arbitrariamente e la tortura sarà proibita.

Farzad Madadzadeh, un detenuto politico rilasciato di recente dopo aver trascorso cinque anni di carcere nelle camere della tortura del regime teocratico, e Pariya Kohandel, il cui padre è un detenuto politico nella prigione di Gohardasht a Karaj, entrambi sostenitori del PMOI in Iran che recentemente hanno lasciato il paese, hanno parlato delle terribili condizioni in cui vive il popolo iraniano e delle orribili condizioni carcerarie. I loro discorsi sono stati alcuni tra i momenti più interessanti della conferenza “Iran, Diritti Umani, Fermate le Esecuzioni”. Entrambi hanno esortato le organizzazioni internazionali a spingersi oltre le parole nel condannare gli abusi del regime e processare nei tribunali internazionali i leaders del regime iraniano per i loro crimini, in particolare per il massacro dei 30.000 detenuti del 1988 e per le incessanti e quotidiane esecuzioni in Iran.

Alla conferenza è stata presentata una mostra in memoria dei 120.000 detenuti politici giustiziati per ordine dei leaders della dittatura religiosa in Iran, tra cui vi erano i 30.000 detenuti politici massacrati nel 1988. In mostra anche sculture e statue simboliche realizzate da scultori della Resistenza Iraniana

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

10 Ottobre 2015

 

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