lunedì, Febbraio 6, 2023
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Iran: Khamenei sottolinea “Passdaran è l’unico pilastro del regime”

Hanno promesso che tra dieci anni questo Iran non esisterà più… tutti dovrebbero apprezzare l’IRGC.

Indebolire le guardie rivoluzionarie e fare dichiarazioni sconnesse contro di loro, contenta il nemico…. L’IRGC è un enorme dono divino

Durante un meeting con i leaders delle guardie rivoluzionarie (IRGC) svoltosi mercoledì 17 Settembre, il leader supremo del regime iraniano Khamenei ha espresso la sua preoccupazione sul futuro oscuro del regime del velayat-e faqih e sul disfacimento delle forze del regime, ribadendo ancora una volta il ruolo dell’IRGC quale fulcro e primo garante della sopravvivenza del fascismo religioso al potere in Iran.

Khamenei ha espresso la sua preoccupazione sul futuro del regime, ammettendo l’opposizione del popolo e persino di elementi stessi del regime verso le guardie rivoluzionarie: “Hanno promesso che l’Iran fra 10 anni non sarà questo Iran. Non dobbiamo permettere che questo pensiero ed un desiderio malvagio crescano nel cuore del nemico. Noi dobbiamo rafforzare enormemente i pilastri dalla rivoluzione e la mentalità rivoluzionaria. Tutti devono rispettare l’IRGC. Indebolire le guardie rivoluzionarie e fare dichiarazioni sconnesse contro di loro è immotivato e contenta il nemico…. L’IRGC è un enorme dono divino per il paese”.

Khamenei, che ha definito l’IRGC un “enorme dono divino” e temendo di perdere le forze del regime ha detto: “L’influenza nel campo economico e della sicurezza è ovviamente pericolosa ed ha conseguenze significative, ma l’influenza politica e culturale del nemico è una minaccia molto più grande e tutti devono stare attenti”. Ed ha aggiunto: “Stanno aspettando che la nazione e il sistema si distraggano e fra dieci anni ad esempio, quando io non ci sarò più, raggiungeranno i loro obbiettivi”.

Khamenei ha elogiato gli atti di guerra, di terrorismo e gli interventi aggressivi dell’IRGC nei vari paesi nell’ambito della “creazione di funzionalità, politica, identificazione e ostentate capacità”, ed ha affermato che “il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche non è un’organizzazione chiusa, che si occupa solo dei suoi affari amministrativi, ma è un osservatore cosciente, attento alle questioni interne ed esterne. L’intelligence dell’IRGC deve osservare costantemente i fatti ed identificare le minacce”.

Anche il Maggior Generale Jafari comandante dell’IRGC ha dichiarato nel suo intervento ai leaders dell’IRGC, che “l’IRGC ritiene che combattere i nuovi pretesti dei nemici, aumentando al contempo la capacità e la precisione dei suoi missili, aumenterà la portata degli ideali islamici e proteggerà i simboli necessari alla rivoluzione” (quotidiano di stato Khorassan – 16 Settembre 2015).

Allo stesso modo, il 15 Settembre, si è espresso anche il presidente del regime Rouhani rivolgendosi ai leaders dell’IRGC e sottolineando il proseguimento degli interventi aggressivi del regime e le azioni di guerra nella regione: “Non possiamo restare indifferenti verso i paesi musulmani”. Nonostante il regime teocratico sia la fonte principale dei massacri, dei conflitti e della crisi nella regione, demagogicamente Rouhani ha dichiarato: “Noi siamo i più grandi soldati che creano tranquillità, stabilità e pace non solo in Iran, ma in tutta la regione, per i nostri vicini, per l’unità dei musulmani e per riunire i musulmani che faranno tremare il nemico”.

Inchinandosi inequivocabilmente all’IRGC, che controlla le arterie principali dell’economia del paese, Rouhani l’ha rassicurato che i saccheggi continueranno e “ha chiesto alle guardie rivoluzionarie e ai Basij di sostenere il governo per raggiungere l’obbiettivo di un’economia salda e per far arrivare l’economia del paese ad un punto di invulnerabilità” (News Network – 15 Settembre 2015).

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

17 Settembre 2015

 

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