martedì, Febbraio 7, 2023
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Iran – Iraq/ Amnesty: governo dia spiegazioni su arresti a Camp Ashraf

36 i Mujaheddin arrestati e trasferiti in località sconosciuta

ImageApcom, 5 agosto – Amnesty International ha chiesto chiarimenti urgenti sulla sorte dei circa 36 Mujaheddin del Popolo iraniano residenti nel Campo di Ashraf, rimasti feriti nel corso dell'assalto compiuto il 28 luglio dalle forze irachene nel campo, e trasferiti con la forza in una località sconosciuta a Baghdad. In particolare l'organizzazione in difesa dei diritti umani ha sollecitato le autorità irachene a rendere noto il luogo di detenzione dei 36 Mujaheddin per inviare loro assistenza legale e ad accertare se siano stati picchiati o torturati mentre erano detenuti in una struttura all'interno del campo prima del trasferimento a Baghdad.

 Secondo Abdul Nassir al-Mehdawi, governatore della provincia irachena di Diyala, le autorità "stanno indagando sui loro casi". "Ma non li rimanderemo in Iran", ha assicurato il governatore. Amnesty International ha anche chiesto al governo di Baghdad di aprire una inchiesta indipendente per stabilire se le forze di sicurezza irachene hanno fatto un uso eccessivo della forza per prendere il controllo del campo la settimana scorsa. Secondo fonti non ufficiali, almeno otto residenti del campo sono stati uccisi e molti altri feriti. 'Ali al-Dabbagh, portavoce del governo iracheno, ha ammesso che sette persone sono morte ma ha detto che "cinque di loro si sono gettate di fronte ai veicoli della polizia irachena" e che altri due sono stati colpiti da altri iraniani. Il Campo di Ashraf era stato costruito negli anni '80 per accogliere i Mujaheddin, una delle formazioni più attive nell'opposizione iraniana; concesso in virtù di un accordo con Saddam Hussein siglato ai tempi della guerra fra Iran e Iraq, viene considerato un "presidio dei rifugiati iraniani". Ashraf è stato comunque sede anche di un campo di addestramento dell'opposizione iraniana, ma dopo l'arrivo degli americani in Iraq tutte le armi sono state requisite e con esse ogni operazione di matrice militare è stata abbandonata. Il campo attualmente è un villaggio abitato da circa 3.500 attivisti che portano avanti una intensa attività politica e diplomatica di opposizione al regime di Teheran. Negli ultimi anni è stato visitato da esponenti politici di molte nazioni tra le quali anche l'Italia

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