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Iran – Iraq: 19° giorno di prigionia per Safar Zakery ( residente del Campo Liberty ) con il pretesto di un incidente sospetto

Il rapimento di un residente di Liberty – No. 3

Il giudice investigativo ha preso una scusa per prolungare la sua detenzione, favorendo il coinvolgimento dell’ambasciata del regime in questo caso. 

Il complotto contro i membri del PMOI a Camp Liberty portato avanti dal fascismo religioso al potere in Iran attraverso Faleh Fayad e i suoi agenti

Oggi, venerdì 3 Aprile, è il diciannovesimo giorno che Safar Zakery, un residente di Camp Liberty è stato rapito e preso in ostaggio con la scusa di un incidente sospetto. Giovedì 2 Aprile il giudice investigativo di questo caso, Nasser Moussavi, ha addotto delle scuse assurde per prolungare la sua detenzione. Tutte le prove indicano l’esistenza di un complotto contro i residenti di Camp Liberty che il fascismo religioso al potere in Iran sta portando avanti mediante il Consigliere per la Sicurezza Nazionale iracheno Faleh Fayad e i suoi agenti a Camp Liberty, come Sadeq Mohammed Kadhim ed Ahmed Khozair:

1. Il 16 Marzo Zakery, un autista delle cisterne per le acque nere di Camp Liberty, stava tornando al campo dopo aver svuotato la sua cisterna. Nonostante fosse accompagnato da un poliziotto iracheno che si trovava con lui nel veicolo, è stato speronato da un Humvee appartenente all’unità SWAT irachena che ha provocato l’incidente. L’Humvee viaggiava alla velocità illegale di 60km/ora quando, ad una curva, si è gettato sulla carreggiata sinistra colpendo la cisterna di Zakery che invece viaggiava sulla sua carreggiata destra della strada a 20km/ora, danneggiandola seriamente. La polizia stradale giunta per indagare la scena dell’incidente, ha dichiarato che la colpa era dell’Humvee. Anche il poliziotto che viaggiava all’interno del veicolo di Camp Liberty e quello nella cisterna che seguiva a breve distanza quella di Zakery, che hanno assistito all’incidente, hanno dichiarato che la colpa era stata dell’Humvee della SWAT.

2. Invece di risarcire i danni della cisterna di Camp Liberty, gli agenti iracheni hanno arrestato illegalmente Safar Zakery. Inizialmente un agente della SWAT aveva chiesto 3 milioni di dinari per i danni all’Humvee iracheno e per chiudere il caso, ma questo palese ricatto è stato rifiutato dal PMOI/MEK. Nei giorni seguenti, tutte le promesse quotidiane fatte delle autorità irachene, dai funzionari ONU  e U.S.A. ai residenti di Camp Liberty sul rilascio di Zakery, si sono rivelate vane.

3.Con un provvedimento sospetto il giudice investigativo, nonostante fosse in possesso della carta d’identità di Zakery, del suo documento ufficiale di “Persona Protetta” e della sua patente di guida iraniana, ha riferito la questione in un ordine scritto all’ambasciata del regime dei mullah a Baghdad per chiarire l’identità e il passato di questo membro del PMOI. Questo atto illegale apre la via al coinvolgimento dei criminali della Forza Qods in questo caso e svela il piano per un rapimento mediante un finto incidente stradale.

4. Questa richiesta è stata fatta nonostante il 23 Marzo 2015 l’UNHCR abbia ufficialmente consegnato al tribunale di Karkh, a Baghdad, una lettera che afferma: “Il cittadino iraniano Safar Zakery è Soggetto Beneficiario per l’UNHCR”.

5. Il 30 Marzo il giudice investigativo ha portato in tribunale due soldati assolutamente sani facendoli passare per i passeggeri feriti dell’Humvee e accettando le loro dichiarazioni di querelanti. Intanto l’autista dell’Humvee, responsabile dell’incidente, non ha passato neanche un giorno in prigione. Fino a quel momento la scusa del giudice per non rilasciare Zakery è stata che le dichiarazioni di questi due soldati non erano state registrate, ma Zakery non è stato rilasciato neanche dopo che le dichiarazioni dei due soldati sono state registrate.

6. Il 31 Marzo in un incontro con gli avvocati di Safar Zakery, il giudice ha accettato le loro argomentazioni sul fatto che Zakery debba essere rilasciato ed ha affermato che tutti i documenti sono completi. Ha solo chiesto al rappresentante dell’UNHCR di andarlo a trovare di persona per spiegargli qual’è lo status legale dei residenti. Inoltre uno degli avvocati, in qualità di garante, ha presentato tutte le assicurazioni necessarie al giudice per ottenere il rilascio di Zakery.

7. Su richiesta del giudice, mercoledì 1° Aprile, due rappresentanti dell’UNHCR sono andati in tribunale per spiegare che Safar Zakery risiede a Camp Liberty, come gli altri residenti del campo e che si trova sotto la supervisione dell’UNHCR.

8. Ma giovedì 2 Aprile il giudice investigativo si è rimangiato la sua promessa precedente ed ha tirato fuori una scusa nuova, che un ente iracheno deve confermare lo status legale di Safar Zakery, ed ha prolungato la sua detenzione appellandosi, in maniera ingiustificabile, all’articolo 24 che si riferisce invece all’ingresso illegale degli stranieri, aprendo così la via ad una lunga detenzione, all’espulsione e all’estradizione. Perciò i residenti di Camp Liberty si trovano ad affrontare un preciso caso di rapimento ed una palese violazione delle leggi internazionali.

9. Safar Zakery, 60 anni, viene ancora trattenuto in carcere nonostante dopo aver atteso tre anni e soffrendo per le restrizioni imposte dal blocco sanitario, sia riuscito ad avere un appuntamento in ospedale per essere sottoposto ad un importante intervento chirurgico il 5 Aprile 2015.

10. Negli ultimi 19 giorni, nessuna delle richieste e delle proteste degli avvocati e dei rappresentanti di Camp Liberty, o la corrispondenza quotidiana con i rappresentanti delle Nazioni Unite e dell’ambasciata americana, nonché le misure prese dall’UNHCR, si sono rivelate efficaci. Se davvero si trattasse di un semplice incidente stradale, non ci sarebbe stato bisogno del carcere e del rapimento di un membro del PMOI, specialmente dato che l’incidente non ha provocato feriti gravi e la responsabilità è dell’altra parte.

Il Comitato Internazionale di Giuristi in Difesa di Ashraf (ICJDA) ha scritto in diverse lettere indirizzate all’Alto Commissario dell’ONU per i Rifugiati e al Primo Ministro, al portavoce del parlamento, al Presidente dell’Alto Consiglio Giudiziario e al Consigliere per la Sicurezza nazionale iracheno: “Tutte le prove indicano che la detenzione illegale di Safar Zakery abbia basi politiche. Sembra che alcuni esponenti del governo iracheno stiano progettando persino di prolungare questa detenzione sollevando dubbi sullo status legale della residenza di Safar Zakery. E ciò nonostante, come gli altri residenti di Camp Liberty, Safar Zakery sia legalmente entrato in Iraq e che la sua permanenza in Iraq sia stata legale per tutto il tempo. Nel 2004 gli è stata data un carta d’identità dal Governo U.S.A. e dalla Forza Multinazionale di ‘Persona Protetta’ secondo la Quarta Convenzione di Ginevra. Nel 2011, insieme agli altri residenti di Ashraf, è stato riconosciuto ‘richiedente asilo’ dall’Alto Commissariato dell’ONU per i Rifugiati (UNHCR) ed è protetto dalle leggi internazionali. Inoltre il 25 Dicembre 2011, il Governo dell’Iraq ha firmato un Memorandum d’Intesa con le Nazioni Unite assumendosi la responsabilità della protezione di Safar Zakery e degli altri residenti fino al loro trasferimento in un paese terzo. Nel 2009, quando il governo di Maliki prese in ostaggio 36 residenti di Ashraf, il giudice iracheno emise un verdetto dicendo che l’ingresso e la permanenza dei residenti di Ashraf era legale”.

La Resistenza Iraniana ribadisce che l’illegale detenzione di Safar Zakery è una palese violazione del Memorandum d’Intesa (MoI) del 25 Dicembre 2011 siglato tra il Governo dell’Iraq e le Nazioni Unite, nonché una violazione delle leggi internazionali sui rifugiati e chiede al Governo U.S.A., all’UNAMI e all’UNHCR, che molte volte si sono impegnati a garantire il benessere e la sicurezza dei residenti, di prendere misure immediate per porre fine a questo rapimento e garantire l’immediato rilascio di Safar Zakery.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

3 Aprile 2015

 

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