domenica, Novembre 27, 2022
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Svezia: Gli iraniani protestano contro le esecuzioni del regime e la repressione delle donne, durante una partita di calcio

La partita amichevole disputatasi a Stoccolma martedì tra la Svezia e l’Iran è stata l’occasione per la comunità iraniana in Svezia per sfidare la legittimità del regime iraniano.

Zlatan Ibrahimović ha segnato per la Svezia, che ha battuto l’Iran per 3 a 1, sotto la curva in cui si trovavano gli iraniani e gli svedesi ostili al regime iraniano.

Molti manifestanti hanno protestato fuori dalla Friends Arena di Solna prima della partita. Gli slogans erano contro l’oppressione delle donne e le tante esecuzioni di prigionieri politici.

Secondo l’AFP, la partita tra Svezia e Iran si è svolta in un’atmosfera gioiosa e politica, mentre i membri della comunità iraniana in Svezia manifestavano per il diritto delle donne di andare allo stadio sventolando la bandiere di prima della Rivoluzione Islamica.

I dimostranti avevano bandiere verdi, bianche e rosse senza il simbolo del regime teocratico che era stato sostituito da un leone e dal sole, simboli dell’Iran. Questa è quella che viene considerata la bandiera nazionale dai moltissimi dissidenti iraniani. I manifestanti erano là per esprimere la loro opposizione al regime.

Uno di loro ha detto alla TV svedese: “Ci siamo riuniti qui per dimostrare la nostra opposizione alla repressione in Iran e per dimostrare che gli iraniani di tutto il mondo condannano la violazione dei diritti umani in Iran”.

Svenska Dagbladet ha riferito che ci sono state grosse proteste fuori dalla stadio della città di Stoccolma, durante le quali i manifestanti hanno gridato: “Abbasso il regime terrorista in Iran”.

L’agenzia di stampa svedese ha riferito che uno dei cartelli contro il regime iraniano criticava le moltissime esecuzioni di prigionieri politici che avvengono in Iran, tra le quali quella dell’ex-capitano della nazionale iraniana Habib Khabiri.

Habib Khabiri era l’astro nascente del calcio iraniano. Alcuni lo avevano paragonato alla star del basket americano Kobe Bryant. Era stato chiamato per giocare nella nazionale iraniana a soli 20 anni. Habib segnò un gol straordinario da quasi 40 metri nella partita di qualificazione ai mondiali contro il Kuwait a Dicembre 1977, secondo Hassan Nayeb-Agha, un membro del CNRI che ha giocato nella squadra iraniana durante la Coppa del Mondo del 1978 in Argentina.

Dopo la rivoluzione del 1979, era diventato capitano della nazionale nel 1980, ma fu arrestato nel 1983 dal regime teocratico per il suo sostegno all’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (POI/MEK), il principale movimento di resistenza iraniano.

Habib venne giustiziato insieme ad altri 40 dissidenti nel Luglio 1984. Aveva solo 29 anni e venne anche torturato prima dell’esecuzione. La sua esecuzione non è mai stata ammessa ufficialmente.

Molti sportivi iraniani, tra cui ex-componenti della nazionale di calcio, furono tra i 120.000 prigionieri giustiziati per aver collaborato con la resistenza ed aver condiviso la sua aspirazione di ristabilire la democrazia e il rispetto dei d

iritti umani negli ultimi tre decenni.

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