venerdì, Dicembre 2, 2022
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Iran: Intervista del figlio di Jafar Kazemi, prigioniero politico condannato a morte

ImageLa ragione principale di questi crimini mira a seminare la paura fra la popolazione fino all'anniversario della rivolta popolare, che giunge a Khordad (il 12 giugno 2010). Il regime teme enormemente queste manifestazioni e aumenta pressioni e esecuzioni contro i prigionieri politici.

VOCE D' AMERICA VOA, 19 MAGGIO – Il canale in persiano, Voce d'America ha diffuso un'intervista del figlio di Jafar Kazemi, prigioniero condannato a morte:

Jafar Kazemi si trova nel braccio della morte, e suo figlio risiede nel campo di Ashraf, in Iraq. I residenti del campo di Ashraf hanno molti problemi di cui abbiamo parlato in passato. Ma oggi il nostro proposito è un altro, intervisteremo Behrouz Kazemi (figlio di Jafar kazemi).

VOA: Signor Kazemi, come Iraniano che vive fuori dall'Iran e in un luogo come il campo di Ashraf, qualunque siano le sue convinzioni, che non è argomento di oggi, come persona, come ha reagito alla notizia della condanna di suo padre?

BEHROUZ KAZEMI: Mi è stato estremamente difficile sapere del suo arresto e della sua condanna a morte dopo aver reso visita alla città di Ashraf.
Quando ho appreso della pena di morte di mio padre, per me, suo figlio, è stato particolarmente doloroso.

VOA: Di che cosa è accusato? Abbiamo sentito dire che uno dei suoi " crimini ", è la visita che le ha fatto.

BK: Si.Come sapete il regime ha condannato sei persone a morte e uno di essi è Jafar Kazemi. Mio padre è stato arrestato durante le manifestazioni della Giornata di QODS. Per due settimane siamo stati senza notizie. Poi abbiamo scoperto che mio padre era incarcerato nella prigione di Evine.
Circa quattro mesi dopo, con un processo farsa, mio padre è stato condannato a morte. Abbiamo saputo la notizia dal suo avvocato, ma la pena è stata confermata all'insaputa del suo avvocato. Durante questo tempo, il regime ha fatto di tutto per giustificare la pena di morte sulla base di false imputazioni.
La sola ragione per questa pena di morte è perchè è venuto a visitarmi ad Ashraf due anni fà. Ciٍ significa che il regime non tollera il diritto fondamentale di una persona di visitare la sua famiglia. E' per questa ragione che è stato arrestato, accusato di essere Mohareb ( nemico di Dio ), e su questa accusa è stata pronunciata la condanna a morte. E' ridicolo che il regime non tolleri che le nostre famiglie vengano a visitarci ad Ashraf. Tanto più che non più di 100 giorni fà, con l'aiuto del governo iracheno, il regime ha portato (dall' Iran) dei genitori di residenti ad Acharf davanti al campo per torturare mentalmente e fisicamente i residenti.

VOA: Un'altra questione. Che cosa si aspetta dal mondo di fronte alla condanna di suo padre? Voglio dire, dall' Organizzazione delle Nazioni Unite?
Pensa che il mondo presti la giusta attenzione e che sia il regime a non curarsene affatto?

BK: Per provare a salvare mio padre, ho scritto all' ONU e ad altre organizzazioni. Forse il mondo prenderà coscienza e aprirà gli occhi sui crimini in Iran contro degli innocenti, come mio padre. Forse il mondo aprirà gli occhi e vedrà che ci sono tante persone condannate a morte.
Come sapete, cinque altre persone, cari a tutti noi, sono stati recentemente impiccati.
La ragione principale di questi crimini ( l'imprigionamento e l'esecuzione ) mira a seminare la paura fra la popolazione fino all'anniversario della rivolta popolare, che giunge a Khordad ( il 12 giugno 2010 ). Il regime teme enormemente queste manifestazioni e allora commette dei crimini contro i prigionieri politici.

VOA: Dunque, suo padre è stato accusato di aver attentato alla sicurezza nazionale? E' ciٍ che il governo della Repubblica islamica d' Iran dice.
Questa accusa non è sicuramente ingiusta? Considerano dunque la visita fatta a lei da suo padre come una minaccia alla sicurezza nazionale?

BK: Esatto. Come ho già detto precedentemente, con questa pena di morte, il regime dimostra che il diritto fondamentale di vedere la propria famiglia è considerato come un'azione contro la sicurezza nazionale. Come una visita alla propria famiglia puٍ minacciare la sicurezza nazionale?
E, nello stesso tempo, il regime porta dei genitori ad Ashraf e cerca di farli parlare contro di noi. E' la contraddizione del regime.

VOA: La ringrazio Signor Behrouz Kazemi, residente della città di Asharf in Iraq, che ospita i partigiani dei Moudjahidine del popolo Iraniano. Tante grazie.

BK: Vi ringrazio per lo spazio concesso. Grazie a voi
 

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