domenica, Dicembre 4, 2022
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Iran: impedita la sepoltura di un cittadino Baha’i a due mesi dalla sua morte

Sono quasi due mesi che il corpo di un cittadino Baha’i di Ahwaz viene tenuto nella camera mortuaria e che le autorità locali si rifiutano di rilasciare il permesso per la sepoltura.

Secondo la Comunità Internazionale Baha’i di Ginevra, la sepoltura di Shamel Bina, morto il 28 Ottobre, è stata impedita nonostante le richieste dei familiari e di diversi funzionari tra cui anche il governatore e l’imam della città.

La notizia aggiunge che il cimitero Baha’i della città di Ahwaz è stato chiuso recentemente dalle autorità in maniera crudele: il cancello di ingresso al cimitero è stato saldato e vi è stato costruito un muro davanti.

La Comunità Internazionale Baha’i asserisce che questo è l’ultimo di una serie di fatti accaduti negli ultimi mesi che hanno visto le autorità iraniane impedire la sepoltura dei cittadini Baha’i, o ostacolarla, o rilasciare permessi per la distruzione dei loro cimiteri. 

Sembra che tutti questi fatti facciano parte di una campagna organizzata per costringere i Baha’i a negare la loro identità religiosa.

Nella città di Semnan è stato detto ai Baha’i che devono firmare una liberatoria per il rilascio di un permesso di sepoltura per i loro parenti.

In questi modelli si dichiara che sulla tomba non possono essere riportati altri dati all’infuori del nome e della data di nascita e che non verrà creato nessuno spazio verde attorno ad essa. Regole simili sono state emesse all’inizio di quest’anno per i cimiteri Baha’i di Sangsar.

L’articolo indica altri casi di violazioni dei diritti dei Baha’i in Iran, come i seguenti:

A Tabriz le autorità locali, per almeno 8 giorni, si sono rifiutate di rilasciare il permesso di sepoltura per una donna nel cimitero Baha’i di Tabriz, a meno che non fosse stata seppellita senza bara, cosa contraria ai riti funebri dei Baha’i.

Inoltre a Novembre i funzionari statali hanno chiuso il cimitero Baha’i di Mahmoudieh, a Esfahan affemando che ai Baha’i non è permesso essere seppelliti in quel luogo.

A Tabriz nell’arco di otto mesi, è stata impedita la sepoltura nel cimitero pubblico di almeno 15 Baha’i e le famiglie sono state costrette a mandare i corpi dei loro cari in altre città.

Secondo il rapporto di Ottobre 2014 di Ahmed Shaheed, l’Inviato Speciale dell’ONU sulla Situazione dei Diritti Umani in Iran, almeno 126 Baha’i si trovavano in prigione a tutto Agosto 2014.

La Comunità Internazionale Baha’i e i leaders della Chiesa Anglicana dell’Iran hanno aggiunto che anche molti avvocati che avevano accettato casi delicati di Baha’i o cristiani sono stati arrestati, oppure hanno dovuto lasciare il paese.

La distruzione di luoghi religiosi come cimiteri, centri di culto e chiese continua. A Maggio 2014, nonostante le richieste dei gruppi e delle organizzazioni in difesa dei diritti umani, le Guardie Rivoluzionarie della Repubblica Islamica hanno distrutto il cimitero Baha’i di Shiraz.

Ban Ki-moon, il Segretario Generale dell’ONU, nel suo rapporto del 12 Settembre dello scorso anno ha detto che le promesse del presidente Hassan Rouhani della Repubblica Islamica dell’Iran riguardo ad una maggiore libertà, non hanno portato ad alcun evidente miglioramento nei diritti umani e nella libertà di espressione.

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 18 Dicembre 2014, per la sessantunesima volta ha condannato il regime iraniano per le sue violazioni dei diritti umani, l’alto numero di esecuzioni e per la repressione delle minoranze.

 

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