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Iran: Il testimone dell’omicidio di Neda Agha Soltan a rischio di tortura nel carcere di Teheran

ImageAmnesty International, 4 settembre 2009

Caspio Makan, il fidanzato di Neda Agha Soltan, una giovane donna uccisa nelle recenti proteste in Iran, è stato trattenuto in carcere dal 26 giugno, dopo aver fatto una dichiarazione che collega il suo omicidio alla milizia filo-governativo Basij.

Caspio Makan, attualmente è detenuto nella prigione di Evin a Teheran, la sua famiglia ha dichiarato che se avesse firmato una "confessione" dicendo che ad ucciderla sarebbero stati i Mojahedin del popolo iraniano (OMPI), un’organizzazione  politica fuori legge in Iran dal 1981, forse allora potrà essere rilasciato.

Amnesty International teme che egli venga costretto a firmare una confessione "sotto tortura o  maltrattamenti, dato la forte violazione dei diritti umani in Iran dopo le elezioni. AI ha affermato che può essere considerato un prigioniero di coscienza, dato che ha esercitato il suo diritto alla libertà di espressione.

Neda Agha Soltan, 27 anni, è stata uccisa il 20 giugno a Teheran. La giovane ragazza era in compagnia di tre amici, tra cui Caspio Makan e si stavano allontando da una delle numerose manifestazioni che hanno avuto luogo in Iran dopo le elezioni presidenziali del 12 giugno. Nel frattempo che altri manifestanti cercavano di aiutarla, un uomo con la fotocamera del cellulare ha filmato la sua agonia. Il filmato è stato ampiamente diffuso su Internet ed è diventato un simbolo  delle proteste che hanno avuto luogo in Iran.

In un'intervista con la BBC Persian TV del 22 giugno, Caspio Makan ha affermato che " i testimoni oculari e le riprese video mostrano chiaramente che, probabilmente, i paramilitari Basij l’abbiano deliberatamente presa di mira". In seguito è emerso che un membro della milizia Basij, un corpo di sicurezza di Stato sotto il comando della Guardia Rivoluzionaria, sia stato accusato della sua uccisione ribadendo il fatto che non aveva intenzione di ucciderla. Caspio Makan è stato arrestato quattro giorni dopo nella propria dimora a Teheran.

Il presidente Mahmoud Ahmadinejad  dichiarò la morte Neda Agha Soltan come "sospetta". Il 29 giugno ha comunicato al capo della magistratura chiedendo che  venga svolta un indagine.

Tuttavia, nei giorni a venire dal suo assassinio, alcuni funzionari del governo hanno negato il coinvolgimento delle forze di sicurezza di stato nella morte di Neda.

Ayatollah Ahmad Khatami, un rappresentante del leader supremo, ha dichiarato durante la preghiera del Venerdì santo, celebrata nell’università di Teheran il 26 giugno, che le prove hanno dimostrato che sarebbero stati i manifestanti ad ucciderla a scopo propagandistico contro il regime.

Le autorità hanno intimidato gli iraniani che avrebbero espresso opinione circa l'uccisione. Il Capo della polizia, generale di brigata Ahmadi-Moghaddam, ha affermato durante una conferenza stampa del 30 giugno che la polizia iraniana e il Ministero dei Servizi Segreti avevano emesso un mandato di arresto internazionale tramite Interpol per l'arresto del dottor Arash Hejazi, un medico che ha tentao invano di salvare la vita di Neda Agha Soltan e che ha parlato pubblicamente dell’accaduto ai media internazionali. Il mandato d'accusa contro il dottor Arash Hejazi riguarderebbe la diffusione di false dichiarazioni riguardo l'uccisione e che quindi, "avvelenerebbe il clima internazionale" ai danni del governo iraniano. Il Dr Arash Hejazi, assieme al giornalista che ha intervistato lo stesso Makan Caspio, hanno entrambi abbandandonato l'Iran, temendo per la loro incolumità.

Le autorità iraniane hanno fortemente intimidato la famiglia di  Neda Agha Soltan ed altre persone in lutto dopo la sua morte. Prima che venisse seppellita nel cimitero di Behesht-e Zahra, in una sezione creata appositamente per i caduti durante le manifestazioni, le autorità hanno comunicato alla famiglia di Neda che nessuno avrebbe potuto partecipare al lutto della famigli Agha Soltan e prendere parte alla sua sepoltura.

E’ stato riportato inoltre che le autorità hanno emesso un divieto di celebrazione collettiva per Neda Agha Soltan nelle moschee. Quando la famiglia di Neda ed altri hanno tentato di commemorarla nella moschea a Niloufar Abbas Abad, sono state brutalmente interrotti dopo 10 minuti circa da 20 paramilitari Basiji che hanno fatto irruzione nella moschea e allontanato i partecipanti.

Amnesty International ha chiesto alle autorità iraniane di intervenire immediatamente per proteggere Caspio Makan dalla tortura o da altri maltrattamenti nel corso della sua detenzione ed a impedire un eventuale costringimento a firmare "confessioni" di alcun genere sotto tortura.

Amnesty International ha richiesto che Caspio Makan abbia un immediato accesso al suo avvocato di famiglia e di qualsiasi trattamento medico possa necessitare. Quest’ultima ha inoltre chiesto il rilascio immediato e incondizionato a meno che non venga accusato di un reato penale palesemente riconoscibile.

 

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