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Iran – Il regime del terrore dei mullah cadrà entro un anno

ImageMaryam Rajavi, capo del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, si appella alla Norvegia per evitare la catastrofe che è in corso in Iraq.

Aftenposten, quotidiano norvegese
3 Dicembre 2009

Il movimento della resistenza iraniana è ottimista sul futuro: La rivolta in Iran la scorsa estate è un'opportunità realizzabile e non solo un problema di qualche politico visionario.
Dopo che il movimento è stato guidato fuori dal paese sull'onda della rivoluzione islamica del 1979-1980, ha vissuto in esilio. Ora vede la possibilità di poter tornare a casa.

"Spero di essere a Tehran la prossima volta che rilascerٍ  un'intervista ad Aftenposten", ha detto Maryam Rajavi al giornalista e al fotograpo del quotidiano norvegese.

Questa carismatica leader del movimento del PMOI e del Consiglio Nazionale della Resistenza iraniana è in Norvergia per parlare con i politici norvegesi della situazione di migliaia di sostenitori che sono nel campo in Iraq vicino al confine con l'Iran.
Oggi verrà ricevuta dalla Commissione Affari Esteri del Parlamento e domani incontrerà un certo numero di rappresentanti parlamentari che sono interessati alla situazione.

Come una regina

Incontrare Maryam Rajavi è sempre un evento speciale: Il movimento che sta guidando da decadi è stato perseguitato dalla polizia segreta dello Scià o dalle truppe del regime dei mullah.
Migliaia di sostenitori del movimento sono stati incarcerati e uccisi.
Una delle priorità della politica estera dell'Iran è sempre stato il tenere lontano i paesi occidentali dal movimento.

Oggi, è difficile dire quanto sostegno abbia oggi il movimento in Iran. Ma al di fuori del paese, il gruppo viene visto come un apparato competitivo nei confronti del regime, con Maryam Rajavi come leader del movimento e portavoce.

Che Maryam Rajavi sia un leader speciale, è qualcosa che puoi capire appena la incontri, quando parla con grande trasporto della situazione del suo paese.
In mezzo alla folla di sostenitori che la seguono, lei è sempre al centro dell'attenzione.
Non c'è uan regina che le assomigli, sia nel modo di agire che per la folla di seguaci che l'ammirano.

Donna

Cosa non meno importante, è straordinario il fatto che sia un leader donna in un paese musulmano.
Quando si guarda al ruolo della donna nella società, lei diventa ancora più coinvolta:" Le donne giocano un ruolo importante a tutti i livelli nel nostro movimento. Le donne sono le portabandiere dell'opposizione ai mullah", dice.
Nel nuovo Iran si deve porre fine alla discriminazione delle donne, una volta per tutte.
Questo mi ha fatto decidere di venire in Norvegia.

Ma è la situzione ad Ashraf in Iraq che le sta maggiormente a cuore.
"Questa estate il regime ha provocato un bagno di sangue in Iraq a Camp Ashraf. Il regime ha fissato il 15 Dicembre come termine per ripulire il campo. Temiamo un massacro e un'infinita varietà di crimini contro l'umanità contro i 3500 che vivono li".

La Norvegia è un paese che ha importanza nel mondo.
Chiedo a voi norvegesi con tutta la forza che ho di prendervi a cuore questa situazione in ogni occasione possibile.è fondamentale non voltarsi dall'altra parte di fronte a quello che succede", ha detto.

Minacce

Rajavi continua a parlare di Tehran, e della minaccia alla pace mondiale che essa costituisce.
"Quello che sta accadendo è che un regime islamico fanatico e fondamentalista sta ottenendo armi nucleari. L'Occidente ha fatto finta di essere ingenuo e ha cercato di giungere ad accordi. Con la scusa di fare dei negoziati i mullah hanno in realtà continuato a produrre armi nucleari . I mullah hanno ragione di sorridere. Questa tattica è lontana dall'ottenere dei successi nei confronti del regime".

Ma le rivolte avvenute in Iran in estate e in autunno vogliono capovolgere le sorti e Maryam Rajavi lo crede fermamente: " La paura per le soppressioni dei mullah è scomparsa. è cominciato il conto alla rovescia. Penso che il regime non abbia davanti a sè nemmeno un anno di sopravvivenza".

 

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