lunedì, Febbraio 6, 2023
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Iran: Il procuratore federale tedesco incrimina due agenti del MOIS per aver spiato il PMOI e il CNRI

L’8 Aprile 2016, il procuratore federale tedesco ha annunciato con un comunicato, di aver accusato ufficialmente due agenti dell’intelligence del regime iraniano di aver spiato l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK) e il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) in base all’art. 99 par. 1 no. 1 del Codice Penale tedesco. Nel comunicato si afferma che vi sono sufficienti sospetti per stabilire che Maysam Panahi, dal Gennaio 2013 e Saeid Rahmani da Agosto 2014, abbiano lavorato per i servizi segreti iraniani. La loro missione era quella di ottenere informazioni sul PMOI e sul CNRI. L’8 Aprile 2016, il procuratore federale tedesco ha annunciato con un comunicato, di aver accusato ufficialmente due agenti dell’intelligence del regime iraniano di aver spiato l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK) e il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) in base all’art. 99 par. 1 no. 1 del Codice Penale tedesco. Nel comunicato si afferma che vi sono sufficienti sospetti per stabilire che Maysam Panahi, dal Gennaio 2013 e Saeid Rahmani da Agosto 2014, abbiano lavorato per i servizi segreti iraniani. La loro missione era quella di ottenere informazioni sul PMOI e sul CNRI In particolare hanno passato informazioni sui membri del PMOI in Germania e in altri paesi dell’UE, ai loro interlocutori in questo servizio di intelligence. Secondo il comunicato del procuratore, Panahi è detenuto dal 28 Ottobre 2015. Nel comunicato del procuratore del 28 Ottobre si afferma che Panahi ha ricevuto denaro dall’intelligence iraniano (MOIS) in cambio delle sue attività di spionaggio. 1. La Resistenza Iraniana in un comunicato del 28 Ottobre ha annunciato: “Panahi e i suoi complici sono stati espulsi da Camp Liberty ad Aprile 2012. Dopodiché si sono recati al Mohajer Hotel di Baghdad che si trova sotto il controllo del MOIS del regime iraniano e della forza terroristica Qods. Al Mohajer Hotel, un veterano agente del MOIS e membro della forza Qods (QF), di nome Kiyanmehr, noto con lo pseudonimo di Sajjad, li ha istruiti sulla loro missione. Già in precedenza il Comitato Sicurezza e Anti-Terrorismo del CNRI aveva emesso un comunicato il 26 Febbraio 2014 nel quale svelava il ruolo di Sajjd e la funzione del Mohajer Hotel quale sede del MOIS e della QF a Baghdad. 2. Da un lato questi agenti in Germania hanno ricevuto ordini sulle attività di spionaggio da Sajjad, e dall’altro erano in contatto con elementi del MOIS in Germania e in altri paesi europei. Il loro capo Sajjad, che teneva i contatti con questi agenti tramite Facebook, sotto il nome di Ali Shomali e Ali Saheli, di recente ha cercato di stabilire contatti con diverse altre persone in Germania allo scopo di reclutarle, usando il nome di Ali Chenarehi e Ali Rastgou. 3. Sajjad lavora per l’apparato spionistico del regime da 30 anni ed è coinvolto nelle operazioni terroristiche nella regione. Sono ormai molti anni che è impegnato a cospirare contro il PMOI mentre lavora all’ambasciata del regime di Baghdad, insieme ad altri agenti del MOIS e della QF. Tutti lavorano all’ambasciata del regime sotto la supervisione del brigadiere generale della QF Nasseri. Sajjad recluta quelli che vanno al Mohajer Hotel minacciandoli o lusingandoli. Poi il MOIS li manda in Europa con passaporti e visti falsi o direttamente da Baghdad o dopo che sono stati trasferiti in Iran. 4. Sajjad ha anche reclutato Massoud Dalili Dakhel dopo che aveva lasciato Ashraf ed era andato al Mohajer Hotel, di modo che facesse da guida alle truppe che hanno attaccato Ashraf il 1° Settembre 2013, quando 52 membri del PMOI sono stati uccisi con le mani legate dietro la schiena. Per cancellare le loro tracce dopo questo enorme crimine, la truppa d’assalto ha ucciso anche Dalali e gli ha bruciato la faccia con l’acido di modo che non potesse essere riconosciuto. Sajjad controlla e gestisce anche questi mercenari in Europa ed è in contatto costante con i responsabili delle stazioni del MOIS in Germania (Abbas Jafari) e in Francia (Ahmad Zarif, noto con lo pseudonimo di Hamid Ebadi). 5. Dopo la scoperta delle spie del MOIS a Ottobre scorso, il MOIS ha costretto i suoi agenti a scrivere numerosi articoli e lettere a scopi propagandistici e per fare pressioni sulla magistratura tedesca per cercare di evitare la presentazione del caso degli agenti davanti al tribunale e la conseguente cattura di altri mercenari del MOIS. I siti web affiliati al MOIS e i suoi agenti hanno scritto, in maniera ridicola, che l’arresto di Panahi era dovuto alle lusinghe di “alcune fazioni e correnti presenti all’interno dell’apparato della sicurezza e della magistratura tedesca” e che era “il nuovo piano del PMOI per spaventare altri membri del PMOI”. Hanno scritto al procuratore federale tedesco che “le false accuse di spionaggio, di aver passato informazioni al regime e di minaccia alla sicurezza” contro Panahi “sono state fabbricate dal PMOI” e che “egli è una delle migliaia di vittime del PMOI… Loro etichettano chiunque si opponga minimamente a questa organizzazione come un agente del MOIS”. Questa retorica assurda dimostra la paura del regime che venga scoperta la sua rete di spionaggio e di mercenari, nonché le sue cospirazioni contro la Resistenza Iraniana. Nel frattempo il regime iraniano ha iniziato a raccogliere denaro attraverso i suoi agenti in Germania e in Francia per assumere un avvocato per la spia ormai scoperta, per far credere che non avesse legami finanziari con il MOIS. 6. I servizi di intelligence tedeschi, in particolare l’Ufficio Federale per la Protezione della Costituzione, hanno sottolineato molte volte in passato che le attività del MOIS in Germania sono tutte concentrate sul PMOI e sul CNRI. Hanno dichiarato che il MOIS ha il compito sistematico di raccogliere informazioni sulle attività di questa organizzazione e di infiltrarsi nel PMOI e nel CNRI. Il MOIS cerca di screditare il PMOI ed il CNRI attraverso attività di propaganda. Acquisire informazioni sui membri del PMOI, soprattutto su quei membri che hanno lasciato l’Iraq per l’Europa, è il punto centrale delle attività di spionaggio e sorveglianza del regime iraniano. La Resistenza Iraniana è lieta che il procuratore tedesco abbia portato il caso dello spionaggio contro il PMOI e il CNRI all’attenzione della giustizia e chiede al governo tedesco e agli uffici competenti di rivelare e rendere pubblici i dettagli del caso di spionaggio e delle attività illegali del regime iraniano e dei suoi agenti in Germania. Questo è un passo assolutamente necessario per prevenire queste attività criminali. La Resistenza Iraniana mette poi decisamente in guardia contro il pericolo rappresentato dalla presenza degli agenti del MOIS nei paesi europei e negli Stati Uniti per la sicurezza dei rifugiati iraniani. In particolare esorta la Germania e gli altri stati membri dell’UE a dare seguito alla decisione dell’Aprile 1997 del Consiglio dell’UE, di processare, condannare ed espellere gli agenti dell’intelligence e i mercenari del fascismo religioso al potere in Iran. Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana 9 Aprile 2016

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