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Iran: il prigioniero politco, Sattar Beheshti, coraggioso blogger, ucciso dalle torture degli scagnozzi del regime dei mullah

Il prigioniero politico Sattar Beheshti, 35 anni, è stato ucciso sotto tortura otto giorni dopo il suo arresto dagli scagnozzi del regime dei mullah. Martedi 30 Ottobre a mezzogiorno, agenti del Ministero dell’Intelligence dei mullah (MOIS), spacciandosi per la Polizia Postale, ha fatto irruzione nella sua casa arrestandolo e portandolo in una località segreta. Era stato arrestato durante le manifestazioni studentesche del 1999 e dopo il suo rilascio era odiato dal fascismo religioso al governo in Iran a causa della sua presa di posizione anti-regime.
I suoi carnefici lo hanno sottoposto alle torture più terribili allo scopo di estorcergli una confessione, tanto che alcuni testimoni hanno detto che il suo corpo era “pesto” a causa dei segni delle torture. Nonostante questi segni fossero assolutamente evidenti su tutto il corpo di Sattar, gli scagnozzi del regime hanno attribuito ad una malattia la causa della sua morte, anche se secondo i suoi parenti il ragazzo era in buona salute.
Sattar Beheshti, aveva scritto nel suo blog prima del suo arresto: “Ieri mi hanno minacciato di dire a mia madre che presto dovrà indossare un vestito nero (a lutto) se non ti tappi la bocca … noi facciamo quello che vogliamo …. Ti devi stare zitto e non dire niente a nessuno altrimenti verrai strangolato, in segreto!… giorno e notte le telefonate minacciose non si fermano… Come iraniano dico che non posso rimanere zitto di fronte a tutte queste sofferenze. Io dico che parlate troppo e dite cose incredibilmente assurde, avete distrutto il paese. Io non rimarrò in silenzio anche quando arriverà il momento della mia morte. Ovunque mi trovi nel mondo e da chiunque arrivino le minacce, non è importante per me. Ragazzi, chiudetevi la bocca, non ci opprimete così noi non lo riveleremo.
… Ogni giorno arresti, torture, prigioni ed esecuzioni di massa non vengono menzionate. Pongono i prigionieri politici nelle situazioni peggiori per spezzarli … dicono che arresteranno le ragazze e i familiari. Questo è il loro slogan. Noi arrestiamo, torturiamo…. perché non rinunciate a questa regola?… Non arrestate, non torturate, non massacrate e noi non lo faremo sapere. Altrimenti non solo lo faremo sapere, ma sappiate anche che presto il vostro sistema oppressivo crollerà sulle vostre teste … Dobbiamo capire che si nasce una volta sola e si muore una volta sola, perciò meglio vivere con dignità e morire con orgoglio.”
La Resistenza Iraniana rende omaggio a questo prigioniero politico ed esprime la sua solidarietà alla famiglia, mette in guardia contro le minacce alla vita dei prigionieri politici detenuti nelle prigioni dei mullah, sollecita la presentazione al Consiglio di Sicurezza dell’ONU del dossier sulle terribili violazioni dei diritti umani del regime iraniano e il processo ai suoi leaders sanguinari presso la Corte Internazionale per i Crimini Contro l’Umanità.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
8 Novembre 2012

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