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Iran: Gli Usa proteggono un gruppo iraniano di opposizione in Iraq

di Michael Ware
CNN, 6 aprile 2007

."L’ICRC ha detto chiaramente che i residenti di Camp Ashraf non devono essere consegnati, espulsi, o rimpatriati", secondo una lettera dell’ICRC.

ImageBAGHDAD – Un gruppo iraniano di opposizione basato in Iraq, etichettato come organizzazione terrorista dagli Stati Uniti, riceve protezione dalle forze armate Usa .
Gli Usa considerano i Mujahidin-e-Khalq, o MEK, una fonte preziosa di informazioni sull’Iran.
Al gruppo viene inoltre attribuito il merito di avere contribuito a smascherare il programma nucleare segreto iraniano.

Il Dipartimento di Stato Usa lo considera una organizzazione terrorista – il che significa che nessun americano può averci rapporti; che le banche Usa devono congelarne i beni; e che qualsiasi americano dia sostegno ai suoi membri commette un reato.
Le forze armate Usa, tuttavia, scortano regolarmente il tragitto dei rifornimenti tra Baghdad e la sua base, Camp Ashraf.
"Anche i viaggi per l’approvvigionamento delle necessità logistiche avvengono sotto il controllo e la protezione della Polizia militare", dice Mojgan Parsaii, vice presidente del MEK e leader di Camp Ashraf.
Questo perché, secondo documenti Usa, le forze della coalizione considerano gli appartenenti al MEK come persone protette in base alle Convenzioni di Ginevra.
"La coalizione rimane profondamente impegnata nei confronti della sicurezza e dei diritti della gente protetta di Ashraf", scriveva nel marzo 2006 il Generale Usa John D. Gardner.

Il gruppo gode inoltre della protezione del Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC).
"L’ICRC ha detto chiaramente che i residenti di Camp Ashraf non devono essere consegnati, espulsi, o rimpatriati", secondo una lettera dell’ICRC.
"Li consideriamo ancora una organizzazione terrorista", dice l’ex ambasciatore Usa  Zalmay Khalilzad.
Quando gli Usa invasero l’Iraq nel 2003, i Berretti Verdi arrivarono a Camp Ashraf, trovandovi giardini e monumenti, assieme a oltre 2.000 carri armati in ottimo stato, blindati per il trasporto di personale, artiglieria, armi anti-aeree, e veicoli.
Tutti e 3.800 i residenti del campo vennero interrogati dagli americani. Non ci furono arresti, e il campo si arrese rapidamente sulla base di un accordo di cessate il fuoco – un accordo che ne garantiva anche la sicurezza.

"Tutte le entrate e le uscite dal campo sono controllate dalla Polizia militare Usa", dice Parsaii.
Il MEK nega di essere un gruppo terrorista. Sia l’Iran che il governo iracheno, tuttavia, lo accusano di attacchi terroristi che continuano, e il governo iracheno dominato dagli sciiti vuole che se ne vada.
"Abbiamo dato a questa organizzazione sei mesi per lasciare l’Iraq, e abbiamo informato la Croce Rossa", dice Shirwan al-Wa’eli, ministro iracheno per la Sicurezza nazionale. "E presumibilmente, i nostri amici, gli americani, rispetteranno la nostra decisione, ed essi non resteranno sul territorio iracheno".
Per adesso, tuttavia, gli Stati Uniti continuano a proteggere il MEK.
"Ci sono anche pressioni in senso contrario", dice Khalilzad. "C’è chi dice: ‘No, dovrebbe esser loro consentito di restare qui’. E, come sapete, nel mondo ci sono persone che hanno opinioni differenti nei loro confronti".

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