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Iran: Gli agenti del primo ministro iracheno inaspriscono il blocco sanitario a Camp Liberty

Le forze irachene di stanza a Camp Liberty, affiliate al primo ministro iracheno, usano svariati pretesti per ostacolare il puntuale trasferimento dei pazienti in ospedale, impedendo anche l’ingresso al campo alle ambulanze, inasprendo così il blocco sanitario imposto ai rifugiati iraniani.

 

Domenica 8 Giugno, le forze irachene di stanza nel campo hanno impedito l’accesso ad un’ambulanza arrivata per un ricovero di emergenza e l’hanno fatta ritornare a Baghdad. E ciò nonostante il medico iracheno della clinica del campo avesse chiesto che Fatema Nourani, colpita da un ictus, venisse rapidamente trasferita in ospedale.

Questo atto criminale delle forze irachene ha fatto sì che questa paziente in gravi condizioni venisse trasferita in ospedale solo diverse ore dopo, con un ritardo che ha posto gravi rischi alla sua salute e che, certamente, si ripercuoterà sulla sua guarigione.

Inoltre, sempre domenica, le forze irachene hanno improvvisamente e all’ultimo minuto cancellato due nomi dalla lista dei pazienti che dovevano essere portati in ospedale a Baghdad, facendoli ritornare al campo.

Poi, senza nessuna ragione plausibile, le forze irachene hanno chiesto che l’accompagnatore di uno dei pazienti, Hossein Moradi, in gravi condizioni, venisse rimpiazzato. E ciò nonostante questo interprete di lingua araba fosse anche l’infermiere del paziente.

I residenti hanno acconsentito a questa richiesta per evitare che l’appuntamento venisse cancellato, ma gli agenti iracheni si sono rifiutati di accettare anche il suo rimpiazzo. Perciò l’ambulanza ha lasciato il campo diverse ore dopo perché si è dovuto cercare un terzo rimpiazzo.

Con un altra misura repressiva, mentre i pazienti stavano aspettando al cancello di entrata del campo di essere portati a Baghdad, un agente dell’ufficio del primo ministro, un certo Mohammad, ha insultato e minacciato i pazienti e i loro accompagnatori.

Mohammad prende ordini dal maggiore iracheno Ahmed Khozair, di servizio al campo, che è stato direttamente coinvolto nel massacro dei residenti in passato.

Questo agente del primo ministro ha minacciato e tormentato i pazienti per costringerli ad usare solo un’ambulanza per il loro viaggio. E questo nonostante vi fossero troppi pazienti e che due di loro dovessero stare distesi nell’ambulanza, per via delle loro condizioni, per poter essere trasferiti.

Questo stesso individuo ha anche insultato uno dei residenti il giorno prima, usando un linguaggio volgare,gli ha anche torto una mano minacciando che lo avrebbe strozzato.

E’ ormai da molto tempo che elementi del primo ministro iracheno hanno inasprito il disumano blocco sanitario e intensificato le misure restrittive a Camp Liberty.

Quotidianamente e senza nessuna ragione, impediscono agli infermieri e agli interpreti di accompagnare i pazienti, ritardano la partenza delle ambulanze e ostacolano il trasferimento dei pazienti a Baghdad per ricevere cure mediche.

Questo criminale blocco sanitario e la mancanza di libero accesso ai servizi sanitari imposti ad Ashraf e a Camp Liberty, negli ultimi cinque anni e mezzo hanno portato alla morte di venti membri del PMOI.

La Resistenza Iraniana mette in guardia sulle conseguenze di questo disumano blocco sanitario a Camp Liberty, nonché sul comportamento disumano delle forze irachene che insultano e minacciano i pazienti e chiede alle Nazioni Unite e al Governo degli Stati Uniti, visti i loro impegni riguardo alla sicurezza e all’incolumità dei membri del PMOI a Camp Liberty, di adottare provvedimenti immediati per porre fine a questo disumano blocco sanitario e rimuovere da Camp Liberty gli elementi responsabili della repressione e della tortura psicologica dei residenti.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

9 Giugno 2014

 

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