lunedì, Novembre 28, 2022
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Iran – Francia, Comunicato di William Bourdon, avvocato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana: Un querelante, morto 9 anni fa, ha tentato di manipolare la magistratura francese

Nel tentativo di manipolare la magistratura francese, per conto di una persona morta nove anni fa, è stato presentato un ricorso contro la sentenza di non luogo a procedere emessa dopo 13 anni di indagini giudiziarie in un caso riguardante i dissidenti iraniani. 

Tredici anni di indagini, in particolare contro alcuni membri del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI), sono finite in due sentenze di archiviazione secondo le richieste del procuratore.

Per quanto riguarda il primo ordine di archiviazione, riguardante l’accusa di terrorismo, la sentenza è definitiva e non sono previsti appelli.

Tuttavia, nei confronti della seconda archiviazione del 16 Settembre 2014, riguardante varie accuse finanziarie, è stato presentata richiesta di appello da un unico querelante, Ziaedin ABDOLRAZAGHI.

Ziaedin ABDOLRAZAGHI aveva infatti dichiarato che, più di 10 anni prima, era rimasto vittima di una imitazione da parte di un sostenitore del CNRI.

La natura totalmente bizzarra di questa azione in sede civile fu approfondita nei dettagli a quel tempo dagli avvocati dell’accusato.

Bisogna precisare che il 16 Settembre 2014, il magistrato che ha esaminato il caso ha evidentemente respinto l’accusa di imitazione evidenziando l’incredibile divario tra le varie caratteristiche del querelante e quelle del presunto usurpatore. Il magistrato ha anche ricordato che le movenze dell’accusato corrispondono a malapena a quelle del querelante.

Inoltre e specificatamente, i difensori dell’accusato hanno in numerose occasioni precisato che tutti i fatti indicavano che questo strano querelante privato era solo uno strumento del servizio segreto iraniano.

Questa truffa è stata ora completamente scoperta dato che, a seguito di vari studi, è ora certo che Ziaedin ABDOLRAZAGHI è morto 9 anni fa, ad Ottobre 2005, come dimostrato da un certificato di morte ottenuto dalle autorità britanniche.

I legali degli imputati, nel loro esposto alla Corte di Appello di Parigi, hanno anche precisato il fatto che una richiesta di appello da parte di qualcuno morto 9 anni fa rappresenta inevitabilmente una manipolazione (del sistema giudiziario).

Questi fatti di per sé meritano una indagine appropriata, dato che testimoniano la permanenza di un attivismo delle autorità iraniane in Francia allo scopo di cercare di sostenere, anche a costo di gravi manipolazioni, la colpevolezza dei clienti degli avvocati che si firmano in calce.

Questi fatti non possono rimanere senza risposta. E ora spetta alle autorità giudiziarie francesi l’onere di trarre tutte le conclusioni da quanto su esposto e di determinare le condizioni in base alle quali una persona, deceduta nove anni fa, possa regolarmente presentare un appello contro un ordine di archiviazione che ha posto fine ad un processo risalente a più di 10 anni fa.

 

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