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Iran e diritti umani: Raccolte da Zapping 200 mila firme

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GR1 – Zapping, 9 dic 2006 – Oltre 200 mila firme sono state raccolte da Zapping per la campagna “No alle bombe nucleari, si alla democrazia e ai diritti umani in Iran”.

Fra le firme raccolte nei dodici mesi della campagna quelle di circa 300 sindaci, di numerosi presidenti di province, regioni e parlamentari, di centinaia di personalità della cultura e dello spettacolo, di centinaia di associazioni, politiche, religiose e culturali, scuole, aziende, uffici professionali ed enti pubblici.

Fra gli spot di sostegno alla campagna, quelli di Luca Carboni, Sergio Castellitto, Lucio Dalla, Arnoldo Foà, Giuliano Gemma, Claudia Gerini, Margherita Hack, Bruno Lauzi, Luigi Malerba, Dacia Maraini, Alda Merini, Milva, Sandra Mondaini, Franco Nero, Veronica Pivetti, Daniela Poggi, Maria Luisa Spaziani, Ricky Tognazzi, Ornella Vanoni, Albano, Giuseppe Conte, Paolo Limiti, Oliviero Toscani, Piero Chiambretti, Lucrezia Lante Della Rovere, Mimmo Locasciulli, don Luigi Ciotti, Mario Capanna, Michele Mirabella.
Ogni sera, per circa un anno, parlamentari, rappresentanti di organizzazioni umanitarie, studiosi e politici si sono alternati nella trasmissione del Gr1 (condotta da Aldo Forbice), per denunciare le sistematiche violazioni della repubblica islamica sui diritti umani. L’intensificazione della repressione degli oppositori da parte del regime, che si esprime anche con numerose condanne ed esecuzioni capitali di minorenni, fanno aumentare la tensione all’interno del paese e la preoccupazione nel mondo. Il regime disumano dei mullah non ha tenuto conto delle 52 risoluzioni approvate dai diversi organismi delle Nazioni Unite che lo hanno condannato severamente per le continue violazioni dei diritti umani.

L’Iran rimane al centro delle iniziative umanitarie di “Zapping”. Da quasi tre mesi è in corso una campagna per salvare la vita di Kobra Rahamanpour, una donna di 26 anni, condannata per aver ucciso la suocera per legittima difesa, nel corso di un litigio. La famiglia della donna uccisa non vuole concedere il perdono che, secondo la sharia, si chiama “il prezzo del sangue”. Le autorità iraniane, in seguito alla mobilitazione, promossa da Zapping (oltre 50 mila e-mail e due fiaccolate davanti alla sede dell’ambasciata iraniana di Roma), hanno rinviato l’esecuzione – inizialmente prevista per lo scorso 12 ottobre – ma non hanno ancora preso una decisione definitiva sul destino di questa ragazza da sette anni incarcerata e torturata nel carcere di Evine (Teheran).

8 dicembre 2006