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Iran – Documento: La storia di Rouhani

Gennaio 2016

Chi è Hassan Rouhani e cosa rappresenta? E ancor più importante, quale è stata la condotta del regime iraniano durante la sua presidenza?

L’esame che segue, di alcune questioni-chiave, è indicativo.

Diritti Umani

La situazione dei diritti umani in Iran è spaventosa.

•Ci sono state oltre 2000 esecuzioni in Iran nei due anni di carica di Rouhani, più che in qualunque altro periodo degli ultimi 25 anni. Tra le vittime ci sono dissidenti politici, come Gholamreza Khosravi, un attivista del principale movimento di opposizione iraniano, l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI or MEK), impiccato unicamente per aver fornito aiuto finanziario ad una stazione televisiva satellitare che sostiene l’opposizione.

 

•Il 20 Aprile 2014 Rouhani ha definito queste esecuzioni “Comandamenti di Dio” e “leggi del parlamento che appartiene al popolo”.

•L’Iran detiene il record del maggior numero di esecuzioni pro-capite del mondo ed è il maggior boia di delinquenti minorenni. Il 14 Ottobre 2015, Amnesty International ha annunciato: “L’esecuzione di due delinquenti minorenni in soli pochi giorni è una sfida al sistema giudiziario minorile”. Il 19 Ottobre il Segretario Generale delle Nazioni Unite  Ban Ki-moon ha condannato l’esecuzione dei due minorenni esprimendo la sua preoccupazione per l’aumento delle esecuzioni in Iran. L’ufficio stampa di Ban Ki-moon in un comunicato ha affermato che il Segretario Generale teme che queste esecuzioni “riflettano un trend preoccupante in Iran”. “Oltre 700 esecuzioni sembra siano avvenute finora quest’anno, tra queste almeno 40 in pubblico, il totale più alto registrato negli ultimi 12 anni”, dice il comunicato.

•Il 23 Luglio Amnesty International ha fornito un rapporto scioccante: “La sconcertante furia omicida dell’Iran”. Il rapporto dice che quasi 700 persone sono state messe a morte in Iran dal regime in soli sei mesi. Il che equivale a giustiziare più di tre persone al giorno. E aggiunge: “Lo sconcertante conto delle esecuzioni in Iran per la prima metà di quest’anno, fornisce un’immagine sinistra di un apparato dello stato che compie omicidi premeditati e legalmente giustificati su vasta scala”.

•Il detenuto politico iraniano Shahrokh Zamani è stato rinvenuto morto nella sua cella il 13 Settembre con la bocca piena di sangue e la testa fracassata. Zamani, imbianchino e sindacalista di 51 anni, era stato arrestato a Giugno 2011 e rinchiuso nella prigione di  Gohardasht (Rajai Shahr) a Karaj, a nord-ovest di Tehran. Zamani difendeva i diritti dei lavoratori iraniani. Gli aguzzini del regime l’avevano ripetutamente minacciato di morte.

•Le esecuzioni degli appartenenti a minoranze etniche e religiose sono drammaticamente aumentate. Secondo Amnesty International, il 26 Agosto Behrouz Alkhani, un uomo di 30 anni appartenente alla minoranza curda iraniana, è stato giustiziato nonostante fosse in attesa della sentenza della Suprema Corte di Appello. Il 9 Agosto il prigioniero politico curdo Sirvan Najavi è stato impiccato nel carcere centrale di Tabriz. I suoi aguzzini non hanno notificato l’esecuzione al suo avvocato e impedito alla sua famiglia di poter vedere un’ultima volta il figlio. Sirvan Najavi, abitante a Sardasht, era stato arrestato a Luglio 2011 nella città di Karaj e condannato a morte con per il falso reato inventato dai mullah, di “Moharebeh” (inimicizia verso Dio).

•Le autorità di un carcere di Mashhad, Iran nord-orientale, il 4 Agosto hanno amputato la mano destra e il piede sinistro a Mehdi R. e costretto un altro detenuto a guardare. La condanna è stata eseguita il giorno dopo che a un altro uomo, identificato solo come Rahman K., era stata amputata la mano destra e il piede sinistro dalle autorità della stessa prigione, ha riferito il quotidiano di stato Shahr Ara il 5  Agosto. Tutti e due questi uomini erano stati accusati dal regime di aver commesso  una rapina in banca e condannati dalle autorità per “moharebeh,” o “aver dichiarato guerra a Dio”. Secondo il quotidiano di stato Khorasan tutti e due dovranno scontare anche un’estensione di pena.

•Il 1° Agosto, il regime ha condannato un ragazzo di 27 anni, Hamed, ad essere accecato. Hamed aveva raccontato in un tribunale del regime che a Marzo 2011, quando aveva 23 anni, aveva involontariamente ferito ad un occhio un altro ragazzo durante una rissa in strada, secondo quanto riferito dal quotidiano di stato Iran.

•Il 28 Giugno il regime ha amputato le dita a due prigionieri in un carcere di Mashhad.

•L’Iran è la più grossa prigione per giornalisti di tutto il Medio Oriente. Decine di giornalisti si trovano a tutt’oggi in carcere.

•L’Iran è uno dei 10 paesi in cui viene praticata la maggior repressione contro i cristiani. Ci sono diversi casi di sacerdoti cristiani arrestati unicamente per aver seguito le loro pratiche religiose. Saeed Abedini, un pastore cristiano irano-americano, si trova in carcere in Iran dall’estate del 2012 per aver praticato la sua fede

•Il regime iraniano ha arrestato un gruppo di cristiani iraniani praticanti il giorno di Natale in una chiesa domestica nella città di Shiraz, Iran meridionale. Questo gruppo di cristiani iraniani si era riunito il 25 Dicembre per celebrare il Natale, quando agenti in borghese del famigerato Ministero dell’Intelligence e della Sicurezza (MOIS) del regime hanno fatto irruzione nella loro chiesa domestica.

•Il 30 Dicembre è stato rivelato che le autorità di Tehran hanno in programma di trasformare i terreni confiscati illegalmente alle chiese in “centri di preghiera islamici”. Il terreno appartenente alla comunità della Chiesa Cattolica Caldea assira iraniana, in Patrice Lumumba Street, nella zona ovest di Tehran, è stato confiscato illegalmente due anni fa con la scusa di dover costruire un luogo di preghiera islamico e le autorità si sono rifiutate di restituirlo.

•L’Iran è uno dei più grossi acquirenti di apparecchiature per il filtraggio e la censura di Internet. Inoltre blocca circa cinque milioni di siti web dedicati alle arti, alle questioni sociali e alle notizie, e fa di tutto per filtrare i contenuti dei blogs e dei social media.

•La misoginia è il fulcro del potere teocratico del regime iraniano. Ad Ottobre 2014 bande organizzate, legate al regime, hanno sfregiato con l’acido ragazze e donne iraniane rimanendo nella totale impunità. Queste bande criminali legate al regime iraniano hanno aggredito con l’acido almeno 25 donne nelle città di Isfahan, Kermanshah e Tehran.

•Ad Ottobre 2014, a dispetto di tutti gli appelli internazionali, il regime iraniano ha giustiziato Rayhaneh Jabbari, una ragazza di 26 anni il cui crimine era quello di essersi difesa da un agente dell’intelligence che aveva cercato di violentarla. Amnesty International definì questa esecuzione “un’altra macchia di sangue nella storia dei diritti umani in Iran”.

•Atena Farghadani, un’artista di 28 anni, è stata processata il 19 Maggio 2015 per aver disegnato una vignetta. E’ stata processata con accuse come “diffusione di propaganda contro il sistema” e “insulti ai membri del parlamento attraverso ritratti”. E’ stata condannata a 12 anni e nove mesi di carcere. E’ difficile immaginare che una ragazza possa essere messa in prigione per 12 anni per aver disegnato una vignetta. Ma questa è la realtà della teocrazia al potere in Iran.

Composizione del governo Rouhani:

Nell’estate 1988, 30.000 prigionieri politici, principalmente membri ed attivisti dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI o MEK) furono massacrati nel giro di pochi mesi. E’ significativo che Mostafa Pourmohammadi, uno dei tre che sedevano nella “commissione della morte” a Tehran, che mandò questi prigionieri politici al patibolo, sia il Ministro della Giustizia di Hassan Rouhani.

24 Agosto 2015: il Mullah Mahmoud Alavi, Ministro dell’Intelligence e della Sicurezza del governo Rouhani, in un’intervista alla TV di stato ha detto: “I ministri che (Rouhani) ha scelto sono sia Guardie Rivoluzionarie, che membri del consiglio centrale di Jahad Sazandegi (un organo repressivo legato all’IRGC), o provengono da altre istituzioni rivoluzionarie come la magistratura, o sono agenti del ministero dell’intelligence … questa combinazione è risultata una composizione aderente agli ideali…”.

La condanna dell’ONU

La dichiarazione di apertura dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Zeid Ra’ad Al Hussein, alla 30a sessione del Consiglio sui diritti Umani del 14 Settembre 2015:

“Esorto l’Iran a fare  adeguati progressi nei diritti umani. Il sempre maggior utilizzo della pena di morte, i timori sul diritto ad un giusto processo ed il continuo arresto di giornalisti, bloggers e difensori dei diritti umani restano le prime cause di preoccupazione”.

A Dicembre 2015, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha condannato le palesi violazioni dei diritti umani commesse dal regime iraniano. La risoluzione ha criticato l’uso fatto dal regime iraniano di pene disumane come la fustigazione e le amputazioni. La 61a risoluzione sulla violazione dei diritti umani in Iran condanna anche la dittatura dei mullah per l’aumento delle esecuzioni, delle impiccagioni pubbliche e le esecuzioni di minorenni.

“Quando il governo iraniano si rifiuta persino di ammettere la reale portata delle esecuzioni avvenute, dimostra un ostinato disprezzo sia per la dignità umana che per le leggi internazionali sui diritti umani”, ha detto Ahmed Shaheed, l’Inviato Speciale dell’ONU sui diritti umani in Iran. Il rapporto di Ahmed Shaheed dice che il regime di Tehran sta giustiziando individui appartenenti a minoranze etniche e religiose “per aver esercitato i loro diritti garantiti, come la libertà di espressione e di associazione”.

Ahmad Shaheed ha precisato che con il cosiddetto “presidente moderato” Hassan Rouhani “la situazione complessiva è peggiorata”.

Armi di Distruzione di Massa 

Il regime iraniano ha testato missili balistici in grado di trasportare un’arma nucleare il 12 Ottobre 2015. Il missile a propellente liquido Emad, ha una portata di 1.700 chilometri (1.056 miglia). Questo missile potrebbe trasportare un carico utile di 750 chilogrammi (1.653 libbre).

La Commissione di Esperti del Consiglio di Sicurezza dell’ONU sull’Iran ha detto in un rapporto confidenziale del Dicembre 2015, che il lancio ha dimostrato che il missile ha tutti i requisiti per essere considerato un missile in grado di trasportare un’arma nucleare. “Sulla base della sua analisi e delle sue scoperte, la Commissione conclude che un missile è in grado di trasportare un’arma nucleare”. “Sulla base della sua analisi e delle sue scoperte la Commissione conclude che il lancio dell’Emad è una violazione dell’Iran del paragrafo 9 della risoluzione 1929 del Consiglio di Sicurezza”, ha detto la Commissione.

Il regime iraniano ha eseguito un secondo test su missili balistici il 21 Novembre. Il missile a propellente liquido, ha una portata di 1.900 km (1.180 miglia) ed è stato in grado di trasportare una testata nucleare.

In una lettera al ministro della difesa del 31 Dicembre 2015, Rouhani ha ordinato un espansione del programma missilistico del regime iraniano. “… Le forze armate hanno bisogno di un veloce e significativo aumento della loro capacità missilistica”, ha scritto Rouhani in una lettera al Ministro della Difesa Hossein Dehghan, pubblicata dall’agenzia di stampa statale IRNA.

Continuo supporto al terrorismo ed esportazione dell’estremismo islamico

2 Gennaio 2016: Gli agenti del regime iraniano hanno saccheggiato e dato alle fiamme l’ambasciata dell’Arabia Saudita a Tehran. Hanno anche attaccato il consolato saudita a Mashhad, Iran nord-orientale.

Ultima settimana di Dicembre 2015: L’IRGC ha lanciato un test missilistico “altamente provocatorio” a circa 1500 iarde dalle navi da guerra statunitensi e dal traffico commerciale che attraversa lo Stretto di Hormuz.

30 Novembre 2015: Secondo il movimento di opposizione del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, il regime iraniano ha inviato 5.000 elementi dell’IRGC e alcuni suoi alti comandanti in Siria, per difendere il dittatore siriano Bashar al-Assad. Inoltre Tehran ha inviato circa 25.000 di suoi mercenari non iraniani in Siria.

28 Settembre 2015: Intervista di Hassan Rouhani alla CNN: In Siria “non abbiamo altra soluzione se non rafforzare l’autorità centrale, il governo centrale di quel paese in quanto sede centrale del potere”.

Associated Press sulla conferenza stampa di Hassan Rouhani a New York, il 25 Settembre 2015: “Rouhani ha difeso il governo del presidente Bashar Assad dalle accuse di brutalità nei confronti dei suoi oppositori. Ha negato qualunque conoscenza dell’utilizzo dei ‘barili-bomba’ contro i civili nella guerra civile siriana”.

2 Gennaio 2016: Il Bahrein ha detto di aver catturato una cellula filo-iraniana che progettava attentati sul suo territorio. “Un complotto terroristico segreto, coadiuvato dalle cosiddette Guardie Rivoluzionarie Iraniane e dall’organizzazione terroristica Hezbollah, è stato sventato”, ha riferito l’agenzia di stampa di stato del Bahrein BNA. “Voleva colpire la sicurezza del regno del Bahrein (progettando) di portare a termine una serie di pericolosi attentati”, ha aggiunto. La BNA ha detto inoltre che il principale sospettato, Ali Ahmed Fakhrawi, si era recato in Libano e si era incontrato personalmente con il capo del gruppo militante sciita Hezbollah, che gli aveva dato 20.000 dollari per aiutare la cellula.

14 Agosto 2015: Le autorità del Kuwait hanno sequestrato un grosso carico di armi contrabbandato dall’Iraq e nascosto sotto alcune case nei pressi del confine, arrestato tre sospetti membri di una cellula militante che stava complottando di destabilizzare il paese, hanno detto i media locali. Un totale di 19.000 kg di munizioni, 144 kg. di esplosivi, 68 armi e 204 granate sono state sequestrate in tre proprietà, ha detto l’agenzia di stampa di stato Kuna. I tre uomini arrestati erano i proprietari delle case, ha detto. Il quotidiano in lingua araba del Kuwait, Al-Anba, ha detto che il carico era stato contrabbandato dall’Iraq e custodito dai membri di una cellula legata al gruppo filo-iraniano Hezbollah. “Questo piano di elementi legati ad Hezbollah era tenuto sotto sorveglianza da molto tempo”, ha riferito il giornale.

13 Agosto 2015: Il capo della polizia del Bahrein ha detto che cinque sospetti con legami con l’Iran sono stati arrestati perché complici di un attentato che il mese scorso ha ucciso due poliziotti e ferito altri sei, ha riferito l’Associated Press. Il Magg. Gen. Tariq Al Hassan dice che gli investigatori hanno collegato i sospetti al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Iraniano (IRGC), e ad Hezbollah, il gruppo armato e finanziato dall’Iran in Libano. L’attentato del 28 Luglio ha colpito un bus che trasportava i poliziotti nella zona sud della capitale. Uno dei sospetti ha detto di essere stato portato con altre persone dal Bahrein in Iran dove ha incontrato tre persone che sembra fossero membri delle Guardie Rivoluzionarie Iraniane. Il gruppo del Bahrein è stato trasferito nella città iraniana di Qum prima di essere portato in Iraq dove è stato portato in un campo di addestramento a circa due ore da Baghdad. “Là”, ha detto, “gli è stato fatto un addestramento intensivo sull’uso delle armi durato diversi giorni”. Il sospetto ha poi spiegato come, una volta rientrati nel Bahrein, hanno piazzato la bomba. Gli altri sospetti, apparsi sulla TV del Bahrein, hanno fornito dettagli su come hanno fatto esplodere la bomba che ha colpito il bus carico di poliziotti.

 

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