giovedì, Dicembre 1, 2022
HomeNotizieResistenza IranianaIran: Creata una stazione dell'intelligence nell'ambasciata del regime in Albania contro i...

Iran: Creata una stazione dell’intelligence nell’ambasciata del regime in Albania contro i membri del PMOI e i residenti di Camp Liberty

I leaders e gli esponenti del regime teocratico hanno spesso minacciato diversi paesi a non accettare i membri del PMOI e i residenti di Camp Liberty, dichiarando di non volere il trasferimento dei membri del PMOI ma la loro resa o il loro annientamento dato che “i membri del PMOI devono essere spazzati via dalla faccia della terra”.

 

Ed è seguendo questa politica che il Ministero dell’Intelligence dei mullah (MOIS) ha subito minacciato il governo albanese quando ha accolto molti membri del PMOI, per far sì che smettesse di accogliere i membri del PMOI:

• Seyyed Bagher Hosseini, parlamentare del regime, rivolgendosi al governo albanese ha detto che i membri del PMOI “non sono solo pericolosi per i loro interessi nazionali, ma che possono mettere in pericolo l’intera regione” (18 Maggio 2012).

• Mohammadreza Sani, presidente del Comitato per la Sicurezza del parlamento del regime, ha detto: “Accogliere i membri del PMOI… non solo non aumenta la levatura dell’Albania, ma a lungo andare avrà delle conseguenze per la sicurezza di quel paese” (23 Giugno 2012).

• Il network delle news del regime ha riferito: “I paesi dei Balcani assisteranno in futuro ad attentati e sabotaggi che andranno a beneficio degli Stati Uniti e del regime sionista”. (17 Maggio 2013)

E perciò di conseguenza, l’intelligence dei mullah ha deciso di creare una “stazione di intelligence” contro il PMOI nell’ambasciata del regime in Albania. A questo scopo, nell’inverno del 2013, il regime ha inviato uno dei suoi elementi, di nome Fereydoun Ali Abadi, in Albania sotto copertura diplomatica per gestire questa stazione dell’intelligence.

Il famigerato ministero dell’intelligence, prima ha fatto lavorare Zandi al Ministero degli Esteri, per creare una copertura per le sue attività di intelligence e spionaggio, e poi lo ha mandato in Albania come primo segretario dell’ambasciata.

Zandi è in stretto contatto con il capo della stazione del MOIS in Iraq con lo pseudonimo di “Sajjad”e con “Haj Ali Navidi”, l’agente del MOIS in Turchia. Zandi coordina le sue missioni contro il PMOI in Albania con la sezione del MOIS in Iraq.

Tra i compiti di questo agente del MOIS c’è quello di stabilire contatti con alcuni rifugiati iraniani, sotto varie sembianze, e di convincerli a collaborare con il MOIS minacciandoli, attirandoli con l’inganno e dandogli del denaro.

Questo agente criminale, che si presenta al telefono e durante gli incontri come Haji, sta cercando di raccogliere informazioni contro i membri del PMOI e le loro famiglie. Per stabilire i contatti ed incontrarsi con gli altri a Tirana, utilizza tutta una varietà di metodi tra cui quello dell’autista di taxi.

Un altro agente del MOIS scoperto in Albania è Ehsan Biedi, il quale incoraggia ed facilita i contatti con Zandi.

Nel 1997, dopo la sentenza del tribunale sul caso degli omicidi al ristorante “Mykonos” di Berlino, nella quale il leader supremo dei mullah, il suo presidente, i suoi ministri degli affari esteri e dell’intelligence del tempo furono dichiarati responsabili dell’assassinio dei dissidenti all’estero, l’UE adottò una risoluzione che chiedeva l’espulsione degli agenti del MOIS del regime iraniano dai suoi stati membri. Questa risoluzione rende ancor più impellente la necessità di fermare le attività degli elementi del MOIS contro i rifugiati iraniani in Albania e la loro espulsione da questo paese.

Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

Commissione Sicurezza ed Anti-terrorismo

1° Dicembre 2014

 

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,633FollowersFollow
40,408FollowersFollow