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Iran – Commemorazione dei martiri dell’attacco missilistico a Camp Liberty – Parigi – Auvers-sur-Oise:

Maryam Rajavi: “Il regime iraniano non può evitare di essere rovesciato commettendo crimini contro l’umanità a Liberty. Gli Stati Uniti e l’ONU devono abbandonare questo comportamento irresponsabile e rispettare i loro impegni per la sicurezza di Liberty”

Domenica 1° Novembre 2015, si è svolta la cerimonia in memoria dei 23 martiri del criminale attacco missilistico a Camp Liberty, residenza dei membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI) in Iraq, nella sede del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana ad Auvers-sur-Oise.

 La Presidente eletta delle Resistenza Iraniana, Maryam Rajavi, durante questo incontro ha dicharato: “L’era del post-accordo nucleare è il momento per il popolo iraniano di sollevare le sue più fondamentali richieste, in cima alle quali sta la libertà. La nazione iraniana chiede libertà e sta gridando forte che non vuole questo regime. Khamenei massacra il PMOI con scariche di missili e commettendo un tale crimine contro l’umanità cerca, invano, di salvare il suo regime da una certa caduta. Il rovesciamento del regime del Velayat-e Faqih è la richiesta più urgente del popolo iraniano e su questo non c’è alcun dubbio”.

 Maryam Rajavi ha parlato delle misure prese dal regime teocratico per preparare il terreno all’attacco missilistico, come l’invio delle squadre del Ministero dell’Intelligence ai cancelli di Camp Liberty. Ed ha aggiunto: “Il Governo dell’Iraq e le Nazioni Unite sono formalmente e legalmente responsabili perché quattro anni fa hanno firmato un Memorandum d’Intesa dichiarando Camp Liberty un ‘Luogo di Transito Temporaneo (TTL)’. Tuttavia noi riteniamo che gli agenti del regime iraniano all’interno del Governo dell’Iraq siano i responsabili di questo attacco, proprio come dei sei precedenti bagni di sangue nei campi Ashraf e Liberty, e che gli Stati Uniti e le Nazioni Unite siano pienamente consapevoli di questo fatto.

 Nel sottolineare che questo crimine avrebbe potuto essere evitato, se gli Stati Uniti e l’ONU avessero rispettato il loro impegno a garantire la sicurezza e l’incolumità dei residenti di Camp Liberty, Maryam Rajavi ha chiesto loro di abbandonare questo atteggiamento irresponsabile che li porta ad ignorare, nonostante i numerosi avvertimenti, che Camp Liberty viene ancora gestito dagli assassini dei residenti di Ashraf e da agenti legati al regime iraniano e che i residenti vengono privati dei loro più essenziali mezzi di protezione e sicurezza. Intanto il processo di trasferimento in altri paesi, una promessa non mantenuta dalle Nazioni Unite e dagli Stati Uniti, viene ora ostacolato e intralciato. Maryam Rajavi ha ribadito che Camp Liberty deve essere riconosciuto come campo per rifugiati e posto sotto la supervisione dell’Alto Commissario dell’ONU per i Rifugiati.

 In un altra parte del suo discorso Maryam Rajavi ha posto l’accento sulla necessità di provvedere ai bisogni urgenti dei residenti di Camp Liberty, come le cure mediche per i feriti, il dislocamento di una squadra di medici specialisti nel campo, la fornitura di strumenti, attrezzature e materiali necessari alla costruzione di rifugi e alla ricostruzione delle zone devastate. La fornitura di mezzi di protezione, come la ricollocazione dei muri a T, la fornitura di giubbotti e caschi di protezione, le attrezzature mediche e quelle necessarie per la cura dei feriti. Inoltre ha chiesto un’indagine dell’ONU su questo selvaggio attacco e la condanna dei responsabili.

Sottolineando le promesse false e fuorvianti di Rouhani, la Presidente eletta della Resistenza Iraniana ha detto: “C’è solo un modo di ristabilire la democrazia e la libertà in Iran, per salvarlo dalla povertà, dalla miseria e dall’arretratezza ed è rovesciare per intero il regime del Velayat-e Faqih.

E’ esattamente per questa ragione che Khamenei, lo sconvolto leader del regime, lancia attacchi missilistici contro gli eroi e le eroine che reggono lo stendardo del rovesciamento del regime più in alto e più saldamente che mai.

 Negli ultimi mesi gli apologeti del regime teocratico, interessati al proseguimento del governo dei mullah, stanno lottando per creare l’illusione di una dittatura religiosa che si muove verso la moderazione e il riavvicinamento, dopo l’accordo sul nucleare. Affermano che le promesse di moderazione di Rouhani si materializzeranno al più presto. Il più alto numero di esecuzioni dell’ultimo quarto di secolo, aggressioni con l’acido contro le nostre sorelle ad Isfahan, l’uccisione dei sunniti, i prigionieri politici torturati a morte, sono anche questi i segnali di questa moderazione?”.

 Parlando della responsabilità di Rouhani nel crimine contro l’umanità a Camp Liberty, dato che è lui il capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, ha chiesto: “Perché i governi europei srotolano il tappeto rosso davanti a questi individui? Perché cercate quelli che il popolo iraniano vuole siano condannati?” 

 Gli altri oratori sono stati Sid Ahmed Ghozali, ex-Primo Ministro d’Algeria; Ingrid Betancourt, ex-candidata alle presidenziali della Colombia; Alejo Vidal-Quadras, ex-Vice Presidente del Parlamento Europeo e Presidente del Comitato In Search of Justice (ISJ); Peter Mathews, MP dall’Irlanda; Haitham Maleh, capo del Comitato Legale della Coalizione Siriana; Michel Kilo, esponente dell’opposizione siriana; Jean Pierre Muller, membro del Consiglio Generale della Val d’Oise; Sylvie Fassier, Sindaco di Le Pin; Anissa Boumediene, giurista ed esperta di Islam, ex-First Lady d’Algeria e Mehdi Abrishamchi, illustre esponente della Resistenza e capo del Comitato Sicurezza del CNRI il cui fratello, Hossein Abrishamchi, è stato ucciso nell’attacco missilistico del 29 Ottobre. Il Dr. Manouchehr Hezarkhani, Presidente della Commissione Cultura del CNRI; il Dr. Kazem Rajavi, Presidente del Comitato per la Pace; Zeinat Mir-Hashemi, membro del Comitato Centrale della Guerriglia dei Fedaii del popolo e membro del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana e Azar Akbarzadegan, membro del Consiglio Centrale del PMOI.

Tra i momenti più importanti della cerimonia in memoria dei martiri ci sono stati una mostra commemorativa dei 23 martiri del PMOI, la deposizione dei fiori su un monumento funebre e l’accensione di lampade votive 

 Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

1° Novembre 2015

 

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