domenica, Novembre 27, 2022
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Iran: Come può aiutare Trump nel conflitto in Siria

Il 12 Dicembre dello scorso anno, il Presidente eletto Donald Trump ha detto a Gerald Seib del Wall Street Journal che, durante la sua presidenza gli Stati Uniti “smetteranno di guardare abbattere regimi e rovesciare governi”. È possibile tuttavia, che Trump possa essere d’aiuto nella situazione della Siria o, quantomeno, impedire che peggiori, senza cercare di abbattere un regime o rovesciare un governo.

Trump potrebbe sollecitare i paesi che hanno dei foreign fighters in Siria, ad andarsene. Con Aleppo nelle mani del regime, la Russia potrebbe facilmente abbandonare il suo appoggio per Assad e agevolare una transizione pacifica in Siria.

L’Iran sta cercando di mantenere Assad al centro della sua strategia regionale e lo sta facendo dal 2011, quando è iniziata la guerra civile siriana. Il comandante della forza speciale Quds iraniana, Qassem Suleimani, ha il compito di garantire che la Russia resti in Siria, cosa che ha fatto.

Perché il regime iraniano cerca così disperatamente di rimanere in Siria. Beh, principalmente perché il regime iraniano non ha praticamente nessuna legittimità nel suo stesso paese. Il popolo dell’Iran è stato represso fino all’estremo e il regime gode di pochissima popolarità in patria. Perciò ha mantenuto la sua immagine dura in un altro modo e all’estero.

In Iran la popolazione è giunta al limite della sopportazione e l’opposizione è più forte che mai. Nel 2009 ci fu una enorme repressione sui dimostranti e i sostenitori dell’opposizione. Molti di quelli uccisi erano membri del PMOI/MEK (l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano). I membri del PMOI stanno aumentando e il regime si sta rendendo conto che è inutile cercare di attaccare il suo potere e il sostegno di cui gode in tutto il mondo.

Nel 1988 la Repubblica Islamica ordinò l’esecuzione di oltre 30.000 prigionieri politici, nella speranza di distruggere il MEK. Ma il MEK è ancora in giro ed ha più appoggio che mai. Infatti costituisce la maggior parte del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) ed è amico dell’opposizione siriana.

Il 3 Dicembre dello scorso anno, il Presidente Obama ha preso le distanze da Israele e si è avvicinato all’Iran al voto delle Nazioni Unite. Ci si aspetta che Trump abbia un atteggiamento diverso. Lui “distruggerà” i terroristi invece di attaccarne i leaders con i droni.

Se Trump mantenesse le stesse politiche adottate da Obama, l’opposizione siriana non sarebbe mai in grado di sopravvivere. Ma se Trump riesce a tirare via tutte le influenze straniere dalla Siria e lontano da Assad, l’opposizione ha una possibilità di sopravvivere. Dovrà essere una guerra giusta, nella quale Assad non abbia l’appoggio di decine di migliaia di milizie iraniane.

 

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