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Iran: Come il Consiglio dei Ministri dell’ UE sta ignorando la sentenza del Tribunale dell’UE

L’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo è un’organizzazione terroristica?

Frankfurter Allgemeine Zeitung

ImageDi: Sigmund Tilber

3 giugno Copenhaghen: Il Parlamento danese ha una Commissione per l’UE che il 2 giugno ha esaminato la decisione del Consiglio dei Ministri dell’UE. Secondo i membri di questa commissione ignorare la sentenza del tribunale dell’UE sulla rimozione dell’organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI) dalla lista terroristica è una scelta disastrosa.

La maggior parte dei membri di questo comitato proviene da partiti facenti parte della coalizione di governo. Hanno votato insieme al partito d’opposizione, il Partito della Gente. Hanno preteso che al fine di garantire l’accuratezza della lista terroristica dell’ UE, il governo sia maggiormente attivo e non basi la sua valutazione sulle limitazioni di politica estera dell’ UE. Il giudizio dovrebbe essere basato sul sospetto dell’esistenza di atti di terrorismo.

I Mojahedin insieme con i Parlamentari dell’ UE hanno organizzato un congresso a Copenhaghen in cui Lord Slynn di Hadley, ex giudice della corte dell’ UE ha criticato acutamente la decisione del Consiglio dei Ministri.

Dopo gli attentati terroristici dell’11 settembre, i paesi membri dell’ UE hanno coordinato le loro attività contro il terrorismo ed una delle loro decisioni è stata quella di congelare i conti in banca di quelli nella lista. La decisione sull’inclusione nella lista terroristica viene presa “nel punto di raccolta centrale documenti„ dove s’incontrano i rappresentanti delle agenzie di sicurezza. Viene discussa nel congresso degli ambasciatori e finalmente passa nel Consiglio dei Ministri dell’ UE. Dovrebbero normalmente presentare documenti sugli atti di terrorismo recenti commessi dall’organizzazione. La decisione viene rivista ogni 6 mesi. Il PMOI è stato incluso nella lista terroristica dell’ UE nel maggio 2002 ed ci rimane da allora nonostante abbia condannato dopo l’11 settembre le attività violente. Contrariamente a quanto ha affermato Jack Straw l’ex ministro degli esteri della Gran Bretagna, non c’è alcuna prova della partecipazione del PMOI a complotti finalizzati ad assassini in Inghilterra o in qualsiasi altro luogo. La loro “resistenza„ si è circoscritta soltanto all’interno dell’ Iran e contro l’ Ayatollah Khomeini.

I Mojahedin hanno sempre saputo che a causa di vasti interessi economici, Tehran avrebbe forzato la Gran-Bretagna ad includere il loro nome nella lista. Un altro incentivo per l’UE era di non importunare l’Iran durante trattative sensibili e di sostenere i cosiddetti “moderati„ quale l’ex presidente Khatami. Subito dopo l’UE non ha voluto neanche compromettere i colloqui nucleari con l’Iran . Il PMOI ha citato e vinto il caso nel Tribunale dell’ UE nel dicembre 2006. L’UE si è rifiutata di presentare alcuna prova e soprattutto non ha informato il PMOI della procedura per l’inclusione nella lista. Quella del 2005 e tutte le decisioni seguenti dei ministri dell’ UE sono state annullate come se non fossero mai state prese. Ma alla fine del gennaio 2007 il Consiglio dei Ministri ha annunciato che la sentenza si applicava ai giudizi del dicembre 2005 ed alle decisioni successive, mentre quelle prese a partire dal maggio 2006 dal Consiglio dei Ministri erano ancora valide. Lord Slynn ha definito questa cosa come“idiozia nella legge„ particolarmente per il fatto che i Mojahedin non siano stati mai interpellati circa questa valutazione.

Alla fine di gennaio il Consiglio dei Ministri dell’ UE ha deciso di correggere il suo errore procedurale e i Mojahedin sono stati informati della decisione sul perché venivano tenuti “nella lista degli individui e delle organizzazioni che hanno partecipato ad atti terroristici„. Ma gli avvocati del PMOI sostengono che la lettera ed i documenti del Consiglio dei Ministri dell’ UE con i quali veniva affermata questa cosa non includono alcuna prova sugli atti di terrorismo perpetrati dal PMOI—particolarmente dopo il 2001.„

Il PMOI accusa l’UE che inserirli nella lista è una decisione politica ed è basata sulle pressioni del regime di Teheran. In primo luogo negli incontri con i funzionari di Teheran, la Gran-Bretagna e la Francia hanno dichiarato che avrebbero fatto tutto il possibile per mantenere l’opposizione nella lista terroristica malgrado la sentenza della corte dell’ UE. In seguito gli avvocati hanno presentato un’altra causa alla corte perché il Consiglio dei Ministri dell’ UE si è rifiutato di rimuovere il PMOI dalla lista. Hanno chiesto i danni sostenendo che i loro diritti dell’uomo quali il loro diritto d’associazione e la libertà d’espressione, come mostrato dalla Germania e dalla Francia, è stato violato.

Lord Slynn ha fatto obiezione al fatto che il ragionamento del Consiglio dell’ UE circa la sentenza ora si basa sulla procedura. Questa regola è collegata con i codice della legge in quei paesi. Se i funzionari si rifiutano di presentare qualunque prova in merito agli atti terroristici anche a porte chiuse, insidieranno il controllo e l’equilibrio del sistema giudiziario. È deplorevole che il Consiglio dei Ministri non accetti la sentenza. Anche con l’attuale codice sul terrorismo dell’UE e con le attività “attuali„ ed i 6 mesi passati di check and balances della lista, devono essere intraprese politiche salde che facciano in modo che i funzionari non aggiungano le organizzazioni alla lista soltanto a causa di un desiderio personale.

Nel frattempo i parlamentari di tutta Europa stanno protestando. Più di 1000 Parlamentari dei quali circa 100 sono membri del Parlamento dell’UE si stanno opponendo attivamente a questa decisione contro il PMOI presa dal Consiglio dei Ministri, decisione che Alejo Vidal Quadras vice presidente del Parlamento dell’ UE denota irosamente come una palese violazione della legge europea. Lord Russell-Johnston, politico liberale britannicoha dichiarato a Copenhaghen: “forse gli amanti danesi della libertà potrebbero correggere l’errore fatto dai Britannici. Un voto di “no„ nel Consiglio dei Ministri dell’ UE è abbastanza buono. La pressione dei Parlamentari danesi sul loro governo si sicuro aumenterà.