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Iran: Catastrofico aumento dei suicidi per protestare contro l’oppressione, la povertà e le privazioni

CNRI – Lunedi 17 Febbraio, quando Hassan Rouhani è entrato nel palazzo del Ministero del Petrolio a Tehran, un impiegato in pensione dell’industria petrolifera si è dato fuoco per protestare contro le condizioni vergognose in cui sono costretti a vivere i pensionati dopo essere stati sfrattati dalle case della compagnia per cui lavoravano e dopo che le loro richieste sono state ignorate dai funzionari del regime.

 

La barbara repressione e le politiche disumane e anti-iraniane del regime teocratico che hanno fatto sì che la disoccupazione, la povertà e la corruzione dilagassero fino a raggiungere un livello senza precedenti, hanno portato ad un netto aumento  del numero dei suicidi. Ecco alcuni esempi di questo fenomeno avvenuti nelle scorse settimane:

il 21 Gennaio, una donna di mezza età si è data fuoco di fronte alla stazione di polizia nella città di Mobarakeh, ad Isfahan. Questa povera madre, i cui sforzi per far liberare il figlio innocente sono risultati vani, si è cosparsa di benzina e si è data fuoco per protestare contro l’arresto e le torture subite dal figlio.

Sempre il 21 Gennaio, un giovane venditore ambulante si è suicidato gettandosi sotto un treno per protestare contro la confisca della sua povera mercanzia da parte delle guardie municipali. Il suo corpo è stato orribilmente tranciato a metà dal treno in corsa. Questo incidente scioccante è avvenuto alla stazione della metropolitana di Golbarg a Tehran dopo che gli agenti del regime, che sono soliti estorcere e rubare le proprietà dei lavoratori, hanno sequestrato a questo povero giovane la sua merce, del valore di meno di tre dollari, che era l’unico mezzo di sostentamento per la sua famiglia. Il giovane l’aveva detto agli agenti che se non gli avessero restituito la merce si sarebbe buttato sotto un treno, ma loro non hanno gli hanno prestato attenzione.

Il 26 Gennaio, Khossrow Haidarian di Najafabad (Isfahan) dopo essere stato licenziato dalla fabbrica  Fouland Mobarakeh, è saltato dal quinto piano di un palazzo in costruzione per protestare contro il suo licenziamento e le sue povere condizioni, perdendo la vita. Prima di suicidarsi ha lanciato dal tetto del palazzo un centinaio di copie di una lettera dove aveva scritto: “Tutti dovranno sapere che il grande capo di questo paese è responsabile della mia morte. Nonostante lavori 14 ore al giorno, non riesco a pagare i miei debiti”.

Il 1° Febbraio una donna di 29 anni della città di Andimeshk, nella provincia del Khuzestan, una delle provincie del paese più ricche di petrolio, si è data fuoco ed è morta dopo che suo marito era stato licenziato dalla sua azienda. Era la madre di una bambina di sette anni.

Il 2 Febbraio un uomo di 35 anni originario di Kangan, nella provincia di Bushehr, si è impiccato in casa sua e la sua morte ha scatenato la rabbia della gente del luogo.

Il 3 Febbraio un uomo di nome Hossein residente ad Ilam, si è dato fuoco non potendo più sopportare la povertà in cui viveva. Era sposato ed aveva tre bambini.

Il 5 Febbraio è stato dato ampio risalto alla scioccante immagine del suicidio di povero giovane di Ahvaz.

Poi il 6 Febbraio Arash Pashaei, un ragazzo di 27 anni che si trovava nella sezione 4 della prigione di Ghezel Hessar, si è impiccato dopo nove anni di sofferenza passati dietro le sbarre.

Il popolo iraniano sta lottando contro tremende difficoltà mentre centinaia di miliardi di dollari della loro ricchezza vengono sprecati dal regime dei mullah nel loro orribile progetto nucleare, nell’esportazione del terrorismo e per fomentare la guerra in altre nazioni della regione come la Siria, l’Iraq, lo Yemen e il Bahrein.

Enormi somme vengono inoltre distolte con frodi astronomiche ed inviate nei conti bancari dei mullah e dei loro compari.

Questa è la catastrofica situazione che i sostenitori della politica dell’accondiscendenza fanno finta di non vedere, per difendere un illusione di “moderazione” su Hassan Rouhani contribuendo perciò a far sì che continui l’oppressione in Iran.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

19 Febbraio 2014

 

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