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Iran: Appello per la revoca della condanna all’accecamento di un trentunenne

In tre giorni, giustiziati 10 prigionieri, tra cui due ragazzi e uno impiccato in pubblico.

La Resistenza Iraniana si rivolge a tutte le organizzazioni per i diritti umani, in particolare all’Alto Commissario per i Diritti Umani, all’Inviato Speciale sulla Tortura e all’Inviato Speciale sulla Situazione dei Diritti Umani in Iran, perché condannino le pene crudeli applicate in Iran e sollecita misure immediate ed efficaci per impedire che Mojtaba Saheli, 31 anni, detenuto nella sezione 2 del carcere di Gohardasht (Rajai Shahr) nella città di Karaj, venga privato dell’altro occhio. 

Con un’atrocità inaudita gli aguzzini del regime hanno accecato con l’acido un occhio di questo prigioniero il 2 Marzo dell’anno scorso e ora, dato che 14 mesi dopo non è stato in grado di pagare il diyeh (il prezzo del sangue) stabilito dalla Sharia dei mullah, sta per perdere anche l’altro occhio.

L’applicazione di questa pena brutale, non è altro che una piccola dimostrazione della catastrofica situazione dei diritti umani in Iran. Infatti, mentre il cappio della crisi interna ed internazionale si sta stringendo attorno al collo di questo regime rivoltante, le sue violazioni dei diritti umani si intensificano, sia nella portata che nella gravità. Questi crimini, che stanno avvenendo in concomitanza con le visite dei rappresentanti occidentali in Iran, indicano che queste relazioni non solo non sono riuscite a migliorare i diritti umani in Iran, ma hanno invece incoraggiato il fascismo religioso al potere in Iran a perpetuare le sue sistematiche e barbare violazioni dei diritti umani, tanto che il numero delle esecuzioni dei detenuti ad Aprile è arrivato a 55 e tra questi ci sono anche quattro donne.

Questo trend criminale sta proseguendo velocemente. Solo nei primi tre giorni di Maggio sono stati impiccati 10 prigionieri tra cui due ragazzi di 25 e 28 anni. Queste esecuzioni sono state compiute nelle carceri di Ghezel-Hessar, Fashafouyeh, nel carcere centrale di Ardebil, a Mashhad e Nahavand mentre un prigioniero è stato impiccato in pubblico nella contea di Nour.

La Resistenza Iraniana chiede al popolo iraniano, ed in particolare ai giovani, di protestare contro queste atrocità del sistema del velayat-e faqih. Invece di espandere le relazioni con i torturatori al potere in Iran, la comunità internazionale dovrebbe assicurarli alla giustizia per i crimini contro l’umanità che hanno commesso durante i quattro decenni del loro governo.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

6 Maggio 2016

 

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