venerdì, Febbraio 3, 2023
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Iran: 300 mila dollari di premio per l’esecuzione di Salman Rushdie da parte di aziende affiliate all’IRGC e di altre istituzioni del regime

CNRI – Secondo l’agenzia di stampa della forza terroristica Quds, Tasnim, il 19 Febbraio i partecipanti alla quarta mostra chiamata “I media digitali della Rivoluzione Islamica”, tenutasi in occasione dell’anniversario della condanna per apostasia contro Salman Rushdie, hanno fissato una ricompensa di oltre un miliardo di toman per la sua morte.

Tasnim ha anche ricordato una frase di Khomeini a questo proposito, che all’epoca disse: “Temo che fra 10 anni, alcuni analisti vorranno mettere in discussione questa sentenza per principi diplomatici”.

Così, impedire che questa sentenza venga dimenticata è la ragione principale per cui i partecipanti a questa mostra hanno fissato una ricompensa di un miliardo di toman per chiunque uccida Rushdie.

Il premio di un miliardo e ottantuno milioni di toman (circa 300.000 dollari) è finanziato da oltre 40 istituti governativi e non-governativi.

Bisogna ricordare che anche lo scorso anno i media ufficiali del regime iraniano avevano riferito che 40 testate ufficiali avevano offerto una nuova taglia di 600.000 dollari per la testa dello scrittore britannico Salman Rushdie. L’annuncio venne dato in coincidenza con l’anniversario della fatwa emessa da Ruhollah Khomeini, il fondatore della Repubblica Islamica.

Mansour Amini, capo della Saraj Cyberspace Organization e Segretario della Terza Mostra sui Media Digitali della Rivoluzione Islamica, il 17 Febbraio 2016 ha annunciato i nomi delle testate che avevano contribuito a finanziare il fondo. L’agenzia di stampa ufficiale Fars, strettamente legata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), è stata uno dei più grossi donatori. Amini disse che la Fars aveva devoluto un miliardo di rial, quasi 30.000 dollari.

Anche Cyberban aveva devoluto un miliardo di rial, mentre Tehran Press News 300 milioni, quasi 10.000 dollari, e la Saraj Cyberspace Organization, insieme alla Sede per la Difesa della Virtù avevano devoluto 500 milioni di rial ciascuno per l’eventuale assassinio.

Shahin Gobadi, del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) ha dichiarato: “Questo dimostra chiaramente ancora una volta che il terrorismo è interconnesso proprio all’esistenza di questo regime, in quanto uno dei pilastri sui cui poggia la sua sopravvivenza.

Il semplice fatto che persino i cosiddetti media di questo regime abbiano allocato un budget per il terrorismo, dimostra che tutte le istituzioni del regime sono destinate ai suoi nefandi obbiettivi. È semplicemente ridicolo pensare si possa guardare a qualche componente della teocrazia al potere per giungere alla moderazione”.

Khomeini emise la fatwa contro Rushdie, accusandolo di blasfemia, il 15 Febbraio 1989, per nascondere la sconfitta dei suoi obbiettivi nella guerra Iran-Iraq e per creare una crisi che fuorviasse l’attenzione dai problemi del regime e dalle richieste del popolo dopo la guerra Iran-Iraq.

Il leader supremo Ali Khamenei, ed altri esponenti del regime, hanno ribadito questa fatwa in numerose occasioni negli ultimi 27 anni. Khamenei ha sottolineato la sua validità il 20 Ottobre 2015.

 

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