HomeNotizieIran NewsIran: 143 esecuzioni dopo le elezioni del giugno scorso

Iran: 143 esecuzioni dopo le elezioni del giugno scorso

– esecuzione collettiva di cinque detenuti a Qom

– Il governo Rohani rifiuta la visita del relatore ufficiale dell’ONU sui diritti umani in Iran

Il regime inumano dei mullah ha proceduto all’esecuzione collettiva di cinque prigionieri il 26 agosto scorso nella città di Qom, in Iran. Da allora, segnatamente il 19 e il 22 agosto seguenti, in sei serie di esecuzioni collettive, 26 prigionieri sono stati impiccati ad Arak (Iran occidentale); ad Orumieh (nord est); a Karaj (sobborgo di Teheran) e Mashad (ancora a nord est). Ed ancora in questi ultimi giorni, un prigioniero ad Ispahan (Iran centrale) ed altri tre ad Ahwaz (nel sud est).  Ed è appena giunta la notizia dell’esecuzione di tre prigionieri che erano stati trasferiti il 15 agosto in una centrale di recente edificazione, la prigione del Gran Teheran, sulla strada Hassan-Abad presso Qom. In questa stazione di fermo sono installate le aule giudiziarie che servono ad emettere le sentenze direttamente sui prigionieri ivi trattenuti.

In questo modo, il numero delle esecuzioni, dopo la farsa elettorale di giugno, risale ad almeno 134, delle quali 40 dopo l’ingresso nell’esercizio delle sue funzioni del mullah Rohani.

Il 27 agosto, il governo Rohani ha rigettato la richiesta di Ahmad Sciahid, il relatore ufficiale dell’ONU sulle violazioni dei diritti umani in Iran. Il portavoce del ministro degli Affari esteri ha dichiarato che costui “non è imparziale”.

Durante questi due ultimi anni, nei quali Ahmad Sciahid è stato relatore ufficiale dell’ONU sulle esazioni in Iran, i mullah al potere non lo hanno autorizzato ad entrare nel Paese ed hanno tacciato i suoi rapporti come “accuse senza fondamento” o “ terroristi e controrivoluzionarii”.