martedì, Febbraio 7, 2023
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Ira – Appello Donne democratiche iraniane: Salviamo la vita dei 36 ostaggi Iraniani

Image(Roma) Una lettera inviata Ministro degli Esteri italiano, On. Franco Frattini, per ricordare che lo scorso 1° ottobre, le forze di oppressione dell’Iraq hanno fatto una violenta irruzione nella prigione della città di Khalis per trasferire a Bagdad con la forza i 36 ostaggi, componenti dei Mojahedin del popolo. I 36 rifugiati iraniani erano stati sequestrati dalle forze d’aggressione irachene in seguito all’attacco violento al campo di Ashraf, dove risiedono i rifugiati iraniani, attacco che ha causato 11 morti e più di 500 feriti”.

A lanciare l’appello, l’Associazione Donne Democratiche iraniane, che ricorda come “I Mojahedin del popolo, sono ostaggi indifesi nelle mani delle aggressive forze irachene, appellandosi alla terza sentenza della magistratura di Khalis che riafferma la loro liberazione, hanno opposto resistenza al trasferimento forzato. La magistratura irachena aveva confermato, per la terza volta, il 28 settembre, di aver “ordinato a tutte le stazioni di polizia di liberarli ovunque si trovassero”. Ma i vili mercenari iracheni hanno nuovamente commesso un grave crimine contro l’umanità ed hanno selvaggiamente picchiato gli ostaggi indifesi al loro 65° giorno di sciopero della fame. Gli ostaggi, debilitati per lo sciopero della fame, svenuti e accasciati a terra, sono stati ammanettati e caricati sulle automobili degli aggressori iracheni e trasferiti in un luogo ignoto.

Il settembre, molti parlamentari iracheni hanno espresso la loro forte preoccupazione per i 36 rifugiati di Ashraf e hanno dichiarato: “Impedire l’esecuzione della sentenza della magistratura è un atto arbitrario che viola le leggi e i diritti dei cittadini iracheni e che offende la sacralità della legge e della giustizia. Questo vuol dire togliere libertà a persone la cui innocenza è dimostrata, questa violazione è perseguibile dalla legge ”.

La Resistenza Iraniana, considerando che i Mojahedin del popolo residenti ad Ashraf hanno consegnato le loro armi e firmato un accordo con le forze americane in Iraq, le quali si sono impegnate a tutelare la loro vita, ritiene che l’ambasciata statunitense a Bagdad e le forze statunitensi siano responsabili della salvaguardia della vita dei 36 ostaggi e pertanto sono loro che devono attivarsi, senza indugi, a farli tornare nella loro residenza al campo di Ashraf.

La signora Maryam Rajavi, Presidente eletta del CNRI, in una lettera al presidente Barack Obama e alle autorità politiche e militari statunitensi ha ricordato l’urgenza e la necessità di una loro iniziativa per porre fine a questa tragedia.

Chiediamo al Governo italiano e a Lei, come Responsabile della politica estera, di intervenire con la massima tempestività presso il governo iracheno per evitare cha si perpetui una catastrofe umanitaria annunciata”.

L’appello firmato (nome, cognome, professione e città) si può inviare a: [email protected]

Questa settimana, tutti giorni, ci saranno Sit-in o manifestazioni a Roma in diversi punti della città. Per info: 334.977.55.54

([email protected] Anno VII, N 181 del 6 ottobre 2009)

 

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