CNRI – L’intensificarsi delle criminali restrizioni mediche contro i residenti di Ashraf, l’impossibilità del trasporto dei malati terminali in ospedale e delle operazioni chirurgiche da parte delle forze armate irachene sono viste dalla signora Maryam Rajavi, Presidente eletta del CNRI, come un preciso complotto del regime iraniano per torturare e uccidere i membri dell’OMPI ad Ashraf, oltre che una evidente violazione delle convenzioni e leggi internazionali. La Presidente descrive queste misure inumane come “Crimini contro l’Umanità” i cui responsabili devono essere giudicati da un tribunale internazionale.
Il regime clericale e disumano al potere in Iran appoggia pienamente la candidatura di Maliki alla presidenza irachena, a cui si oppone largamente la popolazione irachena e le loro forze nazionaliste; questo per intensificare la repressione e soppressione dei residenti di Ashraf. Per cui, dopo la visita di Maliki a tehran, le pressioni e la repressione, incluso il negato accesso alle cure mediche, sono aumentate a un livello senza precedenti. Nello stesso periodo, le forze irachene hanno ferito ventinove residenti nei tre attacchi di Ottobre e Novembre; hanno inoltre impedito l’ingresso ai beni di prima necessità, tra cui benzina e olio necessari per i generatori, frighi e freezer di Ashraf.
La Presidente Rajavi ha aggiunto che le restrizioni mediche affrontate negli ultimi due anni sono state ripetutamente portate all’attenzione delle Nazioni Unite, delle forze armate e del Governo Statunitense e di altre autorità internazionali. La Resistenza Iraniana chiede alle suddette autorità un intervento immediato per prevenire una catastrofe umanitaria. I nomi e le cartelle cliniche dei pazienti terminali, insieme alla richiesta di trasferimento in Europa, sono stati consegnati alle autorità internazionali, incluse le Nazioni Unite, nel Novembre 2009 e Aprile 2010.
Il segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana ha ieri comunicato che forze irachene sotto il comando di Nouri al-Maliki hanno impedito il trasferimento in ospedale della signora Elham Fardipour, malata di cancro alla tiroide. Questo fa parte di un piano disumano delle forze irachene per privare i residenti delle cure mediche per poterli torturare e massacrare.
Ieri, sotto scuse fittizie, Omar Khalid Tamimi, direttore iracheno dell’ospedale di Ashraf che porta avanti le istruzioni della commissione per la soppressione di Ashraf, ha impedito gli interventi chirurgici di tre residenti di Ashraf. Con un atto disumano è entrato in sala operatoria e ha fermato i chirurghi i cui pazienti aspettavano il loro turno da più di due settimane.
Omar Khalid, che si mostra come medico ma persegue gli obiettivi inquietanti dei mullah, ha minacciato un ortopedico e un neurochirurgo avvisandoli di non essere più autorizzati ad entrare ad Ashraf. Questo succede perché tutti i medici possono entrare ad Ashraf solo sotto supervisione della commissione soppressiva del gabinetto del primo ministro e di Omar Khalid.
In aggiunta ai fatti sopracitati, nelle ultime due settimane Omar Khalid si è rifiutato di far passare i medicinali comprati dai residenti di Ashraf. Per la seconda volta ha impedito l’ingresso a una sedia speciale per un malato di cancro prescritta da un medico dell’ospedale.
La signora Rajavi ha chiesto alla Segreteria Generale delle Nazioni Unite, al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, ai rappresentanti speciali della Segreteria Generale e dell’UNAMI, oltre che al governo e alle forze Statunitensi, di agire immediatamente per rimuovere l’assedio disumano su Ashraf e in particolare tutte le restrizioni all’accesso medico.
12 Novembre 2010
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
