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Appello urgente a sostegno dei pazienti ad Ashraf

ISJL’assedio disumano del campo di Ashraf in Iraq, che ospita 3.400 membri dell’Organizzazione di opposizione del Mojahedin del Popolo Iraniano, si è intensificato nelle ultime settimane. Provvedimenti criminali che limitano l’accesso ai servizi medici per i residenti del campo si sono intensificate a seguito di una visita a Teheran lo scorso ottobre da parte di Nouri al-Maliki, Primo Ministro iracheno. Queste misure hanno indignato tutti i democratici e la gente alla ricerca della libertà in Europa e in tutto il mondo.

 
I residenti di Ashraf in genere soffrono di carenze di servizi medici. Centinaia di loro hanno bisogno di attenzione da medici specialisti o devono essere curati in ospedali specializzati. A causa di ostacoli creati dalle forze armate irachene, decine di malati terminali e di cancro sono in condizioni critiche.
 
Il dolore e l’angoscia visti nel volto dei pazienti, che continuano con la loro resistenza incrollabile alla dittatura clericale al potere in Iran, nonostante le loro sofferenze, riflettono l’impatto distruttivo dell’inerzia e del silenzio da parte dei governi e delle organizzazioni internazionali nei confronti dei crimini del regime iraniano e del governo iracheno sotto la sua influenza. I volti dei pazienti ci ricordano la nostra responsabilità umana e politica a questo riguardo.
 
Il Comitato Internazionale In Cerca di Giustizia (ISJ), compresi 4.000 parlamentari di tutto il mondo, ribadisce che i residenti di Ashraf sono persone protette ai sensi della Quarta Convenzione di Ginevra e niente può cambiare il loro status. Sulla base dell’articolo 45 della Convenzione, il trasferimento della protezione dei residenti di Ashraf al governo iracheno era illegittimo e secondo quest’articolo gli Stati Uniti sono obbligati a riassumere la responsabilità della loro protezione.
 
Il Dott. Alejo Vidal-Quadras, vicepresidente del Parlamento europeo e presidente della ISJ, in una conversazione telefonica con i residenti di Ashraf il 1 ° novembre ha ottenuto rapporti di prima mano della situazione sanitaria di Ashref e ha dichiarato che le restrizioni mediche imposte ai residenti del campo, violano il diritto internazionale e sono considerate un crimine contro l’umanità.
 
L’ISJ dichiara il suo pieno sostegno alla richiesta dalla signora Maryam Rajavi, Presidente eletto della Resistenza iraniana, di rimuovere l’assedio su Ashraf, in particolare le restrizioni imposte in materia di accesso ai servizi medici dei suoi abituanti. Invita inoltre tutti i parlamenti, i legislatori, le organizzazioni dei diritti umani e le personalità filantrope ad avviare azioni urgenti e adottare le misure seguenti:

1 – Condannare il governo iracheno per i suoi crimini e sottolineare i suoi obblighi internazionali, in particolare quelli riguardanti i diritti dei residenti di Ashraf sotto la Quarta Convenzione di Ginevra, e chiedere la fine dell’assedio disumano su Ashraf.

2 – Invitare gli Stati Uniti e le Nazioni Unite ad assumere la protezione dei residenti di Ashraf e rimuovere l’assedio criminale al campo.

3 –  Formare ad hoc commissioni o gruppi a sostegno dei malati terminali di Ashraf.
 
Il Comitato Internazionale In Cerca di Giustizia (ISJ)
16 novembre 2010

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