CNRI – Su richiesta del regime iraniano il governo iracheno è intenzionato ad impossessarsi indebitamente delle centrali dell’acqua corrente e della corrente elettrica e dei macchinari di Ashraf. Si è appositamente costituto un comitato dell’ente dell’acqua nella regione di Dayala che, con la fabbricazione di falsi documenti, pretende che le centrali, i macchinari e le autobotti dell’acqua appartengano al governo iracheno e ne impedisce il trasferimento al campo Liberty.In base ai documenti esistenti, i residenti del Campo Ashraf hanno sostenuto le spese per le due stazioni di pompaggio e per la rete idrica da Zarganiah (30 km ad ovest di Ashraf) a Mafue (6 km ad est di Ashraf) che ammontano a più di 15 milioni di dollari, così come hanno pagato le spese per la rete idrica, per le apparecchiature interne e per i vari macchinari e le autobotti, per un ammontare di milioni di dollari.
Il governo iracheno impedisce anche il trasferimento al campo Liberty di 6 generatori da 1 MW installati nella stazione dei generatori di Ashraf ed acquistati dai residenti di Ashraf; l’ente dell’elettricità della regione Dayala pretende di impossessarsi dei generatori. Le forze irachene da tempo non consentono agli ingegneri di Ashraf di accedere alle stazioni dei generatori. L’acquisto e l’installazione dei generatori, costati più di 10 milioni di dollari, che compensavano l’interruzione della corrente ad Ashraf, è stato fatto completamente a spese dei residenti del Campo Ashraf. I residenti di Ashraf hanno pagato 2 milioni di dollari per la rete speciale di corrente elettrica dalla città di Khalis ad Ashraf.
La Resistenza Iraniana chiede all’ONU e agli Stati Uniti di condannare fermamente queste palesi violazioni dei diritti di proprietà dei residenti del Campo Ashraf, e di prendere i provvedimenti necessari affinché siano rispettati tali diritti, in modo che i residenti abbiano la facoltà di trasferire o vendere i loro patrimoni mobili o immobili.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
11 maggio 2012
