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In una conferenza la maggioranza dell’Assemblea Nazionale francese ha annunciato il proprio sostegno al Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

Parigi, 18 maggio 2011
Comunicato stampa

Comitato Parlamentare per un Iran democratico e laico
La conferenza tenuta il 18 maggio alla Maison de la Chimie a Parigi ha diffuso una dichiarazione in sostegno di una maggioranza di parlamentari di tutte le forze politiche dell’Assemblea Nazionale. La dichiarazione chiede al governo francese di “riconoscere la resistenza contro la dittatura religiosa in Iran e di considerare lo stabilimento di un dialogo con il Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran”. Questa iniziativa parlamentare, che è particolarmente importante nelle attuali condizioni del Medio Oriente e mentre è in corso la ‘Primavera Araba’, giunge nella settimana in cui i giudici delle indagini anti-terrorismo in Francia hanno annullato, dopo un procedimento durato dieci anni, tutte le accuse di terrorismo o finanziamento del terrorismo che erano state mosse contro 24 membri e simpatizzanti del Consiglio Nazionale della Resistenza dell’Iran. La loro ordinanza riconosce il diritto legittimo di resistenza contro la tirannia e annulla un decennio di disinformazione, ispirata dal regime iraniano contro la resistenza.
Nella dichiarazione, i parlamentari francesi evidenziano che “il regime iraniano è il principale ostacolo alla democrazia nella regione e tenta di deviare le rivolte di liberazione verso il fondamentalismo islamico”.
In tale contesto, di fronte al coraggio del popolo iraniano e alla sua ammirevole resistenza, appare necessario bloccare le politiche espansionistiche dei mullah all’estero e il loro spietato comportamento contro il popolo all’interno dell’Iran. Pertanto, tenendo presente il fallimento della politica di condiscendenza verso il regime e rigettando qualsiasi intervento militare straniero, i parlamentari sostengono la Terza Opzione proposta da Maryam Rajavi, presidente-eletta del CNRI, che chiede un Cambiamento Democratico guidato dal popolo iraniano e dalla sua resistenza organizzata.
L’8 aprile, forze irachene su mandato dei mullah hanno lanciato un attacco contro Camp Ashraf (in Iraq) dove risiedono 3.400 membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell’Iran, il principale movimento di opposizione iraniano, con l’intenzione di annientare la resistenza organizzata. L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha condannato l’attacco, che ha lasciato 35 morti fra i residenti indifesi, e ha chiesto un’indagine indipendente.
Per molti mesi, parlamentari francesi avevano messo in guardia l’Eliseo e il Ministero degli Affari Esteri circa i rischi di un disastro umanitario nel campo. La tragedia dell’8 aprile sfortunatamente ha provato che essi avevano ragione. Il governo francese ha il dovere di compiere ogni sforzo per evitare ulteriore spargimento di sangue nel campo.
I membri del Comitato Parlamentare per un Iran democratico e laico sostengono quindi l’appello della signora Maryam Rajavi al Presidente Sarkozy perché prenda l’iniziativa della protezione internazionale per i residenti inermi di Ashraf, in un contesto umanitario.
Dichiariamo inoltre il nostro sostegno al piano proposto dalla delegazione del Parlamento Europeo che ha visitato l’Iraq guidata dal parlamentare europeo Struan Stevenson e lo consideriamo compatibile con le opinioni della maggioranza dei parlamentari sulla protezione dei residenti di Ashraf. Questo piano prevede l’apertura di negoziati fra tutte le parti in causa per giungere al ristabilimento dei residenti di Ashraf in Paesi terzi dove la loro sicurezza sarà garantita. Chiediamo quindi il ritorno alla normalità per Ashraf come condizione preliminare per facilitare la realizzazione di tale piano. Dal nostro punto di vista, qualsiasi trasferimento dei residenti di Ashraf all’interno dell’Iraq sarebbe solo un nuovo pretesto per ulteriori uccisioni. Chiediamo alle Nazioni Unite di proteggere la sicurezza dei residenti in accordo con questo piano.
La rimozione dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell’Iran (OMPI) dalla lista delle organizzazioni terroristiche dell’Unione Europea nel 2009 e la cancellazione delle accuse di terrorismo mosse contro la resistenza iraniana in Francia nel 2011 indicano che i parlamentari francesi che confidano nei valori della Repubblica hanno lavorato per assicurare diritti e libertà e hanno contribuito in modo significativo al raggiungimento di questi progressi.
Comitato Parlamentare per un Iran democratico e laico
Jean-Pierre Brard (gruppo comunista)
Emile Blessig (gruppo UMP)
Alain Neri (gruppo socialista)