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Impedita la consegna del carburante, dei generi alimentari e delle medicine a Camp Liberty per il quarto giorno consecutivo

Giovedì 30 Giugno 2016, per il quarto giorno consecutivo, il Comitato Governativo incaricato della repressione dei residenti di Camp Liberty, ha impedito l’ingresso al campo alle cisterne cariche di carburante e di olio per i generatori, nonché ai camion che trasportavano generi alimentari, prodotti per l’igiene e medicine. Gli agenti hanno rispedito indietro le cisterne e i camion dopo averli tenuti fermi per un po’ di tempo. Questa misura disumana, iniziata il 27 Giugno, creerà rapidamente una crisi nel campo. 

La solita scusa per giustificare queste azioni disumane è il mancato aggiornamento dei documenti dei veicoli da parte della ditta che fornisce questi servizi al campo. E ciò nonostante, in base ad un accordo prestabilito, la stessa ditta stia fornendo i beni necessari ai residenti di Camp Liberty da 4 anni e mezzo e che i suoi veicoli siano sempre entrati nella zona dell’aeroporto. Inoltre, la ditta ha aggiornato tutti i documenti necessari solo due settimane fa, inviandoli alle competenti autorità irachene.

Dato che tutti i sistemi vitali del campo, come la depurazione dell’acqua, le fognature, il condizionamento dell’aria, le cucine e la refrigerazione del cibo sono elettrici e che l’unica fonte di energia sono i vecchi generatori del campo, impedire la consegna del carburante porterà velocemente al blocco di tutti i sistemi, creando una crisi pericolosa nel campo.

Impedendo la consegna del carburante, del cibo e delle medicine con una temperatura di 50°C nel mese del Ramadan, il Comitato Governativo incaricato della repressione dei residenti di Camp Liberty, vuole esercitare la massima pressione sui residenti del campo, tormentandoli fisicamente e psicologicamente. Queste azioni rappresentano una massiccia violazione di molte convenzioni internazionali ed in particolare del MOU, firmato dal Governo dell’Iraq e dalle Nazioni Unite il 25 Dicembre 2011 e i responsabili devono essere perseguiti nei tribunali internazionali.

La Resistenza Iraniana ricorda i ripetuti impegni presi per iscritto dalle Nazioni Unite e dagli Stati Uniti promettendo di garantire la sicurezza e l’incolumità dei residenti di Camp Liberty e chiede il loro intervento immediato per porre fine a questo blocco disumano imposto a Camp Liberty, riprendere la consegna dei beni necessari ai residenti del campo, in particolare quella del carburante, del cibo e delle medicine.

La Resistenza Iraniana chiede inoltre alle organizzazioni internazionali per i diritti umani, all’UNHCR, al Consiglio per i Diritti Umani, alle agenzie ONU competenti e ai vari inviati speciali, di condannare questo blocco criminale imposto a Camp Liberty e di costringere il Governo dell’Iraq a porre fine a questo assedio.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

30 Giugno 2016

 

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