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Il vice-capo dei Pasdaran ribadisce il ruolo del regime iraniano nell’attentato alla caserma dei marines americani a Beirut

CNRI – Il 3 Novembre, nell’anniversario dell’occupazione dell’ambasciata americana a Teheran, Hossein Salami, vice-comandante in capo del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), ha detto: “Il potere dei mullah oggi arriva fino a nord del Mar Rosso a Bab-el-Mandeb, è presente nello Yemen e si estende geograficamente fino al Nord Africa”. Salami ha anche ammesso che “la presenza del regime in Siria, Libano, Iraq e Yemen… serve a tenere lontano il pericolo dalla nostra patria”.

Salami ha parlato anche del ruolo dell’IRGC nell’attentato alla caserma dei marines americani avvenuto in Libano nel 1983. “Nel 1983 le fiamme della rivoluzione islamica sono divampate tra la gioventù libanese per la prima volta e, con un atto coraggioso, un giovane musulmano ha seppellito 260 marines americani nell’est ribelle del Mar Mediterraneo”, ha detto.

Questi commenti riflettono quelli fatti da Mohsen Rafighdoost, ex-ministro dell’IRGC, il 20 Luglio 1987: “Gli Stati Uniti conoscono gli esplosivi che, uniti all’ideologia, hanno mandato all’inferno 400 ufficiali e marines nella caserma dei Marines. Sia il TNT che l’ideologia che ci sta dietro sono arrivati dall’Iran” (quotidiano ufficiale Resalat – 20 Luglio 1987).

Salami, in un’altra parte del suo discorso e per nascondere la crisi e i fallimenti del regime all’indomani dell’accordo sul nucleare, ha minacciato in maniera ridicola gli Stati Uniti, dicendo che se non rispettano i loro impegni “le centrifughe saranno di nuovo attive, ma questo non sarà un ritorno alla posizione in cui eravamo quando abbiamo cessato le nostre attività nucleari. Noi progrediremo e di nuovo il processo nucleare risusciterà completamente in questo paese”.

Salami ha anche accusato gli Stati Uniti di essere la fonte principale delle violazioni dei diritti umani nel mondo e la culla dei gruppi terroristici. Ma ha anche ammesso che la sopravvivenza del regime teocratico è dovuta alle guerre dell’America nella regione. “La rivoluzione islamica… trae beneficio dagli sviluppi per cui gli Stati Uniti pagano”, ha detto. “Gli Stati Uniti hanno offerto grossi progressi alla Repubblica Islamica attraverso le loro conquiste in Afghanistan e Iraq, e ne hanno pagato un pesante prezzo”.

Il giorno prima delle dichiarazioni di Salami, Ali Khamenei aveva ammesso che “le nuove generazioni stanno perdendo fiducia nel futuro e nella rivoluzione e si stanno allontanando dal cammino dell’imam (Khomeini)”. Ed aveva continuato dicendo: “Scendere a compromessi con gli Stati Uniti non risolve assolutamente i problemi del paese. Nessun problema economico o politico, i problemi della sicurezza e i problemi morali non verranno risolti. Verranno solo ingigantiti. Ci sono decine di motivi per questo. Più di una dozzina di motivi si possono trovare a questo scopo. L’accordo sul nucleare è l’ultimo di questi”.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

4 Novembre 2016

 

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