L’ex sindaco di New York Rudy Giuliani ha condannato come ‘omicidi a sangue freddo’ l’attacco con razzi contro Camp Liberty che ha ucciso sei persone e ne ha ferite almeno 100.

Giuliani – che era sindaco di New York anche durante gli attacchi terroristici del 2001 – ha detto che le Nazioni Unite dovrebbero licenziare il loro inviato in Iraq Martin Kobler per avere consentito che Camp Liberty divenisse un ‘campo di uccisioni’. L’ex sindaco ha detto, in una conferenza cui hanno partecipato 1.500 iraniano-americani a Washington DC sabato, che avrebbe voluto inizialmente parlare del risultato della cancellazione della resistenza iraniana dalla lista delle organizzazioni terroristiche straniere, e del suo riconoscimento come un’alternativa al brutale regime al potere in Iran.
Tuttavia, ha detto: “Oggi tragicamente siamo costretti a occuparci di qualcosa di più immediato. Oggi siamo costretti a occuparci di omicidi, omicidi a sangue freddo, avvenuti solo poche ore fa. Vergogna alle Nazioni Unite e vergogna agli Stati Uniti. Vergogna”.
Egli ha aggiunto: “Questi omicidi non avrebbero dovuto aver luogo. Quelle persone erano state trasferite su pressione delle Nazioni Unite e del Segretario di Stato degli Stati Uniti. Erano sotto la protezione delle Nazioni Unite e degli Stati Uniti. Non c’era ragione per tale trasferimento. Lo dicemmo un anno fa. Quelle persone vivevano ad Ashraf. Potevano essere trasferite da Ashraf in un Paese terzo; ma le Nazioni Unite, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, il governo iracheno insistettero.”
Camp Liberty non è solo un campo di concentramento, è un campo di uccisioni
Giuliani ha detto che un anno fa aveva detto al signor Kobler che Camp Liberty sarebbe divenuto un campo di concentramento, aggiungendo: “Ecco, Martin Kobler, non è solo un campo di concentramento, è un campo di uccisioni. E lei, Martin Kobler, lo ha osservato divenire un campo di concentramento. Lei ha permesso che divenisse un campo di concentramento e ha permesso che divenisse un campo di uccisioni. Lei non dovrebbe dimettersi. Ban Ki-moon dovrebbe licenziarla oggi stesso.
“Martin Kobler, io sono personalmente indignato perché lei ha mentito a me, ha mentito al giudice Mukasey, ci ha mentito proprio stando di fronte a noi. Lei ha mentito alla signora Rajavi. Lei è un bugiardo e il sangue di quelle persone è sulle sue mani.”
Giuliani ha detto che gli Stati Uniti devono condividere la responsabilità per Camp Liberty perché avevano promesso di proteggere i suoi residenti. Egli ha detto ai delegati: “Prima di tutto, quando quelle persone cedettero le proprie armi, le consegnarono a forze armate degli Stati Uniti. E fu loro solennemente promessa la protezione degli Stati Uniti d’America. Dov’erano gli Stati Uniti per confermare con fatti la loro promessa di protezione?”.
Sebbene le Nazioni Unite siano state ‘praticamente inutili’ per la soluzione dei problemi del mondo, la parola degli Stati Uniti d’America era ‘solenne e preziosa’ e quella parola è stata ‘violata ripetutamente’, ha detto.
Giuliani ha aggiunto: “Non solo era stata loro promessa protezione, ma nell’ottobre del 2011 il Segretario di Stato Hillary Clinton ha detto al Congresso degli Stati Uniti che l’America aveva un buon piano che consisteva nel trasferire i residenti di Camp Ashraf a Camp Liberty. Il Segretario Clinton, nella sua dichiarazione del 25 dicembre 2011 sulla ricollocazione a Camp Liberty, affermò che gli Stati Uniti – cito – salutavano ‘con favore tale importante passo verso una soluzione umana della situazione di Ashraf’. Ella affermò anche che ‘funzionari dell’ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad’ avrebbero visitato Camp Liberty ‘regolarmente e frequentemente’. Essi non hanno compiuto visite regolarmente e frequentemente. E mentre l’attacco aveva avuto luogo questa mattina e delle persone venivano uccise e dei razzi erano lanciati nel campo, dove erano gli Stati Uniti per confermare con fatti la loro promessa di protezione? In nessun luogo in vista. Questo è disonorevole. Gli Stati Uniti devono mantenere le loro promesse. Il presidente degli Stati Uniti dovrebbe guidare dal fronte, non da dietro”.
Rudy Giuliani ha inviato le proprie condoglianze a tutti coloro che hanno perso i propri cari e i propri amici nell’attacco, e ha detto: “Noi siamo dalla vostra parte ora con ancor maggiore convinzione e con anche maggiore determinazione affinché quelle vite non siano perse invano. E questo porterà sotto la leadership della signora Rajavi e della vostra organizzazione a un Iran che sia libero e democratico, a un Iran che rispetti i diritti umani e a un Iran che sia pacifico e non-nucleare. Noi raddoppiamo il nostro impegno. Noi triplichiamo il nostro impegno. E noi non ci fermeremo fino a quando questi obiettivi non saranno raggiunti”.
