giovedì, Gennaio 26, 2023
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L’inversione di marcia e il ritorno dei veicoli di servizio a Campo Ashraf quando erano già a metà strada per Camp Liberty sotto gli occhi di osservatori dell’ ONU è un disgustoso trucco e un tradimento che mira al trasferimento del quinto gruppo

a Liberty dove non c’è acqua, carburante, né veicoli di servizio
 Maryam Rajavi ha richiesto un immediato intervento del Segretario Generale delle Nazioni Unite e dei funzionari degli Stati Uniti e ha annunciato che fino a quando questo problema non sarà stato risolto e tutti gli accordi non saranno completamente attuati, non consiglierà a nessuno di trasferirsi a Liberty da Ashraf
 
CNRI – Dopo due settimane di faticosi colloqui e dopo aver cambiato otto volte la bozza d’accordo con Martin Kobler, Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per l’Iraq, che era in violazione di tutti gli accordi e le  disposizioni del MOU e dei precedenti accordi con il governo dell’Iraq, alla fine, più di 400 residenti di Ashraf sono partiti per Liberty alle 20:00 circa, ora locale.

La perquisizione dei beni e delle persone è durata 8 giorni, sotto un caldo insopportabile, da venerdì 27 aprile fino alla sera di oggi 4 maggio. Il trasferimento della metà dei beni dei residenti è stato lasciato ad una fase successiva. Il trasferimento del quinto gruppo ha avuto luogo su insistenza del Consigliere Speciale per Ashraf del Dipartimento di Stato Americano e del Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite. Si è svolto contrariamente alle numerose lettere ed e-mail dell’Ambasciatore Kobler. Le autorità irachene si sono persino opposte al trasferimento dei veicoli speciali e delle roulottes per i disabili. Dopo due settimane di intense trattative e comunicazioni, è stato concordato che uno solo minibus per 400 m, sei veicoli di servizio (3 autobotti, 2 cisterne per le acque reflue e 1 cisterna per il carburante) accompagneranno il quinto convoglio.
Ma poche ore dopo che il convoglio aveva lasciato Ashraf in presenza dell’osservatore delle Nazioni Unite, i residenti si sono resi conto che non c’era nessun veicolo di servizio nella colonna. Hanno immediatamente chiamato e informato i loro amici ad Ashraf. Per un’ora, né residenti in viaggio né i residenti di Ashraf sono riusciti a contattare gli osservatori dell’ONU.  Successivamente si è saputo che, su ordine delle autorità irachene, tutti i veicoli di servizio con un residente di Ashraf a bordo erano stati fatti ritornare ad Ashraf.
 
L’inversione di marcia e il ritorno dei veicoli di servizio ad Ashraf quando erano già a metà strada per Liberty sotto gli occhi di osservatori delle Nazioni Unite è un disgustoso trucco e un tradimento che mira al trasferimento del quinto gruppo a Liberty, dove non c’è acqua, carburante, né veicoli di servizio.
Viene riferito che, mentre si recava a Campo Liberty, il gruppo ha contattato il Rappresentante Speciale per l’Iraq del Segretario Generale per le Nazioni Unite e le autorità statunitensi chiedendo il loro immediato ritorno a Campo Ashraf.
La signora Maryam Rajavi, su richiesta della quale il quinto gruppo aveva accettato di lasciare Campo Ashraf per Liberty, ha richiesto un immediato intervento del Segretario Generale delle Nazioni Unite e dei funzionari degli Stati Uniti e ha annunciato che fino a quando questo problema non sarà stato risolto e tutti gli accordi non saranno stati completamente attuati, non consiglierà a nessuno di trasferirsi a Liberty da Ashraf.
In diverse dichiarazioni successive, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati ha ripetutamente sottolineato il diritto alla libera circolazione per i residenti di Camp Liberty, ma il campo rimane una prigione circondata da veicoli blindati.
 
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
4 maggio, 2012

 

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