CNRI – L’ispezione dei beni del quinto gruppo di residenti di Ashraf che ha avuto inizio il 27 aprile secondo le richieste e gli accordi presi con le Nazioni Unite è durata sette giorni, fino al 3 maggio a causa degli intenzionali ritardi e l’ostruzionismo delle forze irachene. La perquisizione delle persone, che ha avuto inizio nel pomeriggio del 3 Maggio, è continuata fino a Venerdi 4 Maggio. 1. Di nuovo in questo gruppo, molti pazienti, inclusi quelli con le gambe paralizzate o paraplegici che richiedono un trattamento speciale, non sono potuti andare a Liberty a causa della mancanza delle minime strutture necessarie e del divieto del governo iracheno di trasferire i loro veicoli e roulottes speciali. Questo nonostante il fatto che in diverse lettere ed e-mail, le Nazioni Unite si fossero impegnate a fare tutto il possibile per soddisfare le esigenze umanitarie di questi pazienti. Ma a quanto pare il regime iraniano ha impedito a Nouri-al-Maliki e al suo Consigliere per la Sicurezza, durante il loro recente viaggio a Teheran, di rispettare gli impegni presi con Nazioni Unite2. Durante l’ispezione del quinto gruppo, le forze irachene hanno insistentemente usato le video camere per riprendere dei primi piani dei volti dei residenti. Questo palese atto di spionaggio, che porterà all’arresto di altri familiari dei membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano nel Paese, ha suscitato le forti proteste dei residenti di Ashraf. Nel novembre del 2011, la Resistenza Iraniana ha fornito alle Nazioni Unite e alle autorità statunitensi una lista di 177 residenti di Ashraf i cui familiari sono stati arrestati in Iran.
3. Secondo i rapporti che i rappresentanti dei residenti di Ashraf hanno inviato alle Nazioni Unite, Giovedi 3 Maggio, mentre il quinto gruppo era pronto per l’ispezione alle 8 del mattino, il Capitano Ahmad, un ufficiale iracheno agente del regime iraniano, ha portato 40 agenti del Ministero dell’Intelligence e della Sicurezza dei mullah (MOIS) in prossimità del luogo dell’ispezione in modo tale che avrebbero potuto identificare e insultare i residenti e lanciare pietre contro di loro. Gli agenti del MOIS erano presenti anche lungo il percorso dei residenti verso il cimitero Ashraf. E’ ovvio che le informazioni riguardanti i tempi di ispezione e di trasferimento dei residenti erano già state fornite alla Gestapo dei mullah dal governo iracheno.
4. Il trasferimento di decine di articoli e strutture necessari ai residenti di Liberty non è stato permesso. Questi articoli includono: la bandiera iraniana, sacchi a pelo, sedie a rotelle, assi e tavole di legno, vernice, rice-trasmettitori, lettori CD, registratori, stampanti, fotocopiatrici, cuffie, antenne TV, toner per fotocopiatrici, stoppini, biciclette, scarpe, racchette. Tutte queste cose sono state gettate fuori dai containers sotto gli occhi degli osservatori delle Nazioni Unite.
5. Durante l’ispezione, le forze irachene hanno rubato molti oggetti appartenenti ai residenti, tra cui elettrodomestici, dispositivi elettrici, telefoni cellulari e attrezzature informatiche. Molti degli scatoloni in cui erano state messe queste cose, si sono rotti a causa di un furto frettoloso o perché gettati a terra. Gli osservatori dell’UNAMI hanno scattato delle foto delle scatole e delle borse vuote o semi-vuote. Le forze irachene hanno provato a dare la colpa a innocenti autisti iracheni che si trovavano kilometri di distanza.
6. Tutti i rapporti delle forze irachene, così come le loro promesse, sono completamente falsi. Ad esempio, inizialmente avevano affermato che c’erano roulottes pronte e completamente attrezzate per ogni paziente a Liberty e che non c’era bisogno di trasferire le roulottes dei pazienti stessi. Persino la squadra delle Nazioni Unite aveva scritto che la parte irachena avrebbe designato una roulotte completamente attrezzata per ciascuno dei pazienti a Liberty. Ma questo non era affatto vero. Di conseguenza, il comandante iracheno aveva inviato diversi individui a Liberty per scattare foto delle false roulottes e portarli ad Ashraf per essere messi a confronto con le roulottes e le attrezzature di Ashraf. Nella mossa successiva, ha sostenuto che il PMOI non aveva lasciato entrare il suo fotografo e il cameraman a Liberty: un’assoluta bugia.
7 – In pratica, le dichiarazioni e gli accordi raggiunti direttamente con il Rappresentante Speciale del Segretario Generale dell’ONU per l’Iraq e persino il Memorandum d’Intesa firmato dal governo iracheno e dalle Nazioni Unite, non ha nessun valore per la parte irachena. Gli osservatori delle Nazioni Unite, che trovano il comportamento della parte irachena irritante, non possono evitarlo. La presenza diretta del regime dei mullah, dei suoi agenti e spie in questo progetto sta diventando sempre più evidente. Tale coinvolgimento è un limite per i residenti di Ashraf e di Liberty e per tutti i membri e sostenitori della Resistenza Iraniana, pertanto non vi cederanno mai.
8 – Le agenzie di stampa di Stato del regime iraniano, Fars e Mehr, attraverso i loro famigerati agenti in Iraq, sostengono che tutti i beni mobili e immobili dei residenti di Ashraf appartengano al governo iracheno. La Fars ha citato Adnan Shahmani, noto agente del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), affermando che il governo iracheno non deve acconsentire alle richieste del PMOI, in particolare perché hanno chiesto che tutti i loro beni mobili e immobili ad Ashraf, che raggiungono il valore di 500 milioni di dollari, dovrebbero essere rimborsati dal governo iracheno.
9 – Nel frattempo, Salim al-Jabouri, il capo della Commissione per i Diritti Umani nel parlamento iracheno ha annunciato che “non c’è nessuna legge o ordine esecutivo che consenta che le proprietà dei residenti di Ashraf vengano confiscate e tali richieste non sono approvate dal Parlamento iracheno o da eventuali altri organi competenti “. Ha anche aggiunto che mosse di questo genere, con particolare riguardo alle proprietà dei residenti di Ashraf, violano i diritti delle persone e quindi non sono consentite. Ha detto che qualunque tentativo di confiscare le loro proprietà è in violazione delle convenzioni delle Nazioni Unite nonché dei Diritti Umani e della Quarta Convenzione di Ginevra, perché essi sono rifugiati in Iraq e quindi dobbiamo rispettare queste leggi. Al-Jabouri si è rivolto al Governo iracheno affinché non ceda alle pressioni del regime iraniano sulla questione dei rifugiati iraniani ad Ashraf e Liberty, poiché questa riguarda gli affari interni dell’Iraq.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
4 Maggio 2012
