HomeNotizieIran NewsIl regime iraniano, non ci sono esecuzioni politiche in Iran !!

Il regime iraniano, non ci sono esecuzioni politiche in Iran !!

Radio Deutsche Welle ha diffuso un servizio sulle recenti dichiarazioni  del ministro degli esteri del regime iraniano, " non ci sono esecuzioni politiche in Iran".

ImageLunedì 30 agosto, Manouchehr Mottaki, ministro degli esteri dei mullah, ha dichiarato al settimanale tedesco Der Spiegel che, “nessuno in Iran  è stato immpiccato per ragioni politiche„.

In reazione a quest'enorme menzogna, Deutsche Welle ha riportato che nel mese di giugno, la Corte suprema del regime iraniano ha confermato la condanna a morte di Mohammad Ali Haj Agha'i e Jafar Kazemi per la loro collaborazione con il principale partito d'opposizione, Mojahedin del Popolo Iraniano(OMPI).

La radio tedesca ha aggiunto che i due uomini erano stati fermati dopo le manifestazioni di giugno 2009. “Nassim Ghanavi, che è l' avvocato di Jafar Kazemi, racconta a Deutsche Welle che il suo cliente è stato fermato nel settembre 2009. Era stato per 10 anni in prigione  sino al 1991 per  le sue attività politiche  . Secondo la signora Ghanavi, la condanna a morte del suo cliente può essere  eseguita  in qualsiasi momento. „

La Sig.ra Ghanavi ha dichiarato alla radio che “(Jaffar Kazemi) è stato condannato a morte a causa dei contatti con l'OMPI. Abbiamo fatto appello alla 28° camera del tribunale della rivoluzione e l'appello è stato rinviato alla 36° camera di una corte di appello della provincia di Teheran. Purtroppo, la decisione  è stata confermata e può essere attuata in qualsiasi momento. „

La radio aggiunge che gli altri due condannati, Mohammad-Ali Saremi e Farah Vazehan, arrestati in occasione di una manifestazione il 27 dicembre 2009, sono anche  loro stati condannati a morte. La Sig.ra Vazehan è madre di due bambini ed è stata fermata per aver scatato delle fotografie durante la manifestazione.  La Deutsche Welle  ha inoltre dichiarato che lo scorso mese il processo della signora Vazehan si  è concluso con la  condanna morte per avere avuto contatti con l'OMPI.