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Il regime iraniano intensifica la campagna di disinformazione contro il PMOI e i residenti di Camp Liberty per preparare il terreno ad un altro massacro

Un sito web sospetto chiamato Veterans Today, rappresentato dalla TV del regime iraniano Press TV di Tehran, ha pubblicato il 6 Marzo una storia ridicola e assolutamente falsa, citando una non meglio identificata “fonte ben informata della sicurezza” che avrebbe detto: “La Polizia federale irachena a sventato un attacco suicida di un gruppo di terroristi del MKO che cercavano di colpire un meeting di illustri religiosi sunniti”.

Questo sito web ha già in diverse occasioni vomitato accuse completamente assurde contro l’opposizione iraniana, create dal Ministero dell’Intelligence e della Sicurezza.

E proseguiva dicendo: “Confessioni rese in precedenza da membri dell’ISIS arrestati, dimostrano a quale enorme livello l’MKO stia collaborando con il cosiddetto Stato Islamico” e “gli avanzi di questo gruppo terroristico sono uno valido strumento per l’ISIS per assassinare figure-chiave irachene”.

MKO è il termine dispregiativo utilizzato dal regime iraniano per riferirsi all’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK).

Con un’altra affermazione assurda lo stesso sito web scrive: “Frustrata dalle recenti sconfitte militari, Riad cerca di alimentare gli scontri etnici in Iraq portando a termine attacchi terroristici, utilizzando l’ISIS e l’MKO, per liquidare i principali leaders sunniti, puntando poi il dito contro l’esercito e la resistenza irachena”.

La falsa natura di queste affermazioni, che sono una replica amatoriale delle bugie create e diffuse dai media e dagli esponenti del regime iraniano, non faranno altro che suscitare disprezzo e derisione in chiunque abbia una conoscenza anche  minima della situazione in Iraq, in Iran e del PMOI. Persino un novellino non può essere ingannato su queste questioni.

Il Comitato Affari Esteri del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana sottolinea che queste bugie sono chiari esempi di accuse, per le quali gli autori e il sito web che le pubblica, possono essere legalmente perseguiti.

Il Comitato Affari Esteri del CNRI vuole attirare ulteriormente l’attenzione su quanto segue per mettere le cose in chiaro:

1. Questa non è la prima volta che il regime teocratico e i suoi elementi, iraniani e non, e i suoi prezzolati, ricorrono a tali falsità contro il PMOI e i residenti dei campi Ashraf e Liberty. L’obbiettivo di queste bugie è unicamente quello di aprire la via al massacro dei residenti di Camp Liberty.

2. Queste affermazioni vengono fatte nonostante i residenti di Ashraf e Liberty siano stati sotto il totale controllo delle forze statunitensi dal 2003 al 2009 e delle forze irachene dal 2009. Inoltre, negli ultimi sette anni, secondo le testimonianze di organizzazioni internazionali competenti, essi sono stati tenuti in uno stato di detenzione. Dopo aver condotto studi obbiettivi ed imparziali, il Gruppo di Lavoro dell’ONU sulle Detenzioni Arbitrarie, ha pubblicato due rapporti attestanti che le condizioni di Camp Liberty equivalgono a quelle di una prigione. Persino le trasferte per scopi sanitari avvengono dopo lunghi ritardi e solo se accompagnate dagli ufficiali iracheni. (https://documents-dds-ny.un.org/doc/UNDOC/GEN/G12/154/32/PDF/G1215432.pdf?OpenElement e  https://documents-dds-ny.un.org/doc/UNDOC/GEN/G12/182/65/PDF/G1218265.pdf?OpenElement)

3. Già in passato la Habilian Association, una ramificazione del ministero dell’intelligence del regime iraniano (MOIS), aveva dichiarato che “E’ assolutamente necessario che il Governo dell’Iraq, in concomitanza con i suoi sforzi per sradicare i terroristi di al-Qaeda, pensi di approfittare della seria ed importante opportunità di porre fine al sostegno fornito dal MKO a questi terroristi”. Il servizio di intelligence del regime iraniano ha aggiunto: “Non c’è dubbio che la lotta al terrorismo in Iraq dovrà prevedere di colpire le sue fonti finanziarie,  i suoi focolai e le reti di comunicazione e propaganda, oltre a colpire pesantemente i terroristi, a distruggere le loro sedi e quartier generali” (sito web Habilian – 8 Gennaio 2014).

4. A luglio 2015, con una serie di storie false e assurde, la forza terroristica Qods e il MOIS hanno affermato che il PMOI “ha fornito all’ISIS informazioni di valore. Queste informazioni sono state fornite all’ISIS con il coordinamento dell’Ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad e riguardavano l’aeroporto di Baghdad, compresi i video ripresi dalle telecamere di sicurezza dell’aeroporto di Baghdad alle stazioni di controllo, alle sale di imbarco, alle piste dell’aeroporto, alle stanze di controllo e alla torre di controllo dell’aeroporto” (agenzia di stampa Tasnim affiliata alla forza Qods – 29 Luglio 2015).

5. Il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) ha emesso un comunicato il 17 Settembre 2015 per dichiarare: “Secondo alcune notizie giunte da fonti interne iraniane… il MOIS ha informato il Comitato Governativo incaricato della repressione dei residenti di Camp Liberty e altri organi militari e della sicurezza iracheni, che un gruppo appartenente al PMOI sta progettando di dirottare un aereo all’aeroporto di Baghdad. La ragione che sta alla base di queste bugie è provocare l’inasprimento dell’assedio e dei provvedimenti presi contro Camp Liberty e ostacolare il trasferimento dei residenti fuori dall’Iraq”.

Il comunicato elenca una serie di bugie diffuse dal regime iraniano e dai suoi complici iracheni contro il PMOI e dice: “La Resistenza Iraniana ricorda gli impegni presi dagli Stati Uniti e dalle Nazioni Unite riguardo alla sicurezza all’incolumità dei residenti di Liberty. Vuole portare alla loro attenzione le macchinazioni del regime iraniano e chiede che venga fornita e garantita la loro sicurezza fino a che l’ultimo residente non avrà lasciato l’Iraq”.

6. Il 28 Dicembre Tabnak, un sito web legato a Mohsen Rezaee, ex-comandante del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) del regime iraniano ed attuale Segretario del Consiglio del Discernimento dello Stato, ha parlato delle “numerose prove di intelligence e della collaborazione sul campo tra il PMOI e l’ISIS in Iraq” ed ha scritto: “Il PMOI ha fornito all’ISIS documenti d’intelligence e mappe di alcune regioni dell’Iraq”. Poi è ricorso ad altre bugie citando un oscuro comunicato del PMOI e dicendo che il PMOI “è ricorso ad un evidente sostegno all’ISIS”, dichiarando poi che “le azioni contro l’ISIS sono una palese violazione degli accordi del Consiglio di Sicurezza”.

7. Alcuni siti web stranieri legati al regime iraniano, erano stati incaricati all’epoca di far riecheggiare quelle bugie. Tra questi c’era il sito web http://www.sentinelassam.com che, citando la TV di regime Press TV, il 29 Dicembre aveva detto: “Il gruppo terroristico anti-iraniano, Mujahedin-e Khalq Organization (MKO), ha apertamente espresso il suo appoggio ai militanti dello Stato Islamico (IS) e ai loro atti di terrorismo, rivelando chiaramente la sua rabbia per la collaborazione Iran-Iraq contro il gruppo”.

8. Un altro sito web, http://www.examiner.com, il 30 Dicembre ha scritto: “Anche le agenzie di stampa iraniane stanno riferendo che il gruppo terroristico anti-iraniano Mujahedin-e Khalq Organization (MKO), sta fieramente esprimendo il suo appoggio all’ISIS e alle operazioni terroristiche del gruppo in Iraq e Siria”.

9. In una lettera ai funzionari delle Nazioni Unite e degli Stati Uniti, il 1° Gennaio 2015 il rappresentante dei residenti di Camp Liberty riferendosi alle suddette storie ha detto: “Ci giungono notizie preoccupanti dal regime teocratico in Iran, le quali dicono che il regime sta progettando di attribuire, mentendo, la morte di diversi comandanti della forza Qods e di altri ad essa affiliati in Iraq, come Hamid Taqavi e Wathiq al-Battat, al PMOI/MeK e di usare questo come scusa per vendicarsi colpendo Camp Liberty con un altro attacco criminale per provocare un altro massacro”.

10. Dopo il massiccio attacco missilistico sferrato dalle forze irachene contro Camp Liberty il 26 Dicembre 2013, che ha provocato quattro martiri e oltre 70 feriti, il CNRI ha scritto nei suoi comunicati dell’8 e 10 Gennaio 2014: “Come da direttive emesse da Qasem Soleimani, comandante della forza terroristica Qods, allo scopo di giustificare questo attacco contro il PMOI, faranno riferimento al terrorismo, ad al-Qaeda e al Daesh nella propaganda del governo iracheno!”. I comunicati aggiungono: “Per impedire un altro massacro, la Resistenza Iraniana chiede l’intervento immediato del Presidente degli Stati Uniti, del Segretario di Stato e alla Difesa, del Segretario Generale dell’ONU, dell’Alto Commissario per i Rifugiati, dell’Alto Commissario per i Diritti Umani e dell’Alto Rappresentante dell’Unione Europea perché vengano attuate le necessarie misure di sicurezza, dislocati gli osservatori dell’ONU ed una squadra di Caschi Blu 24 ore su 24 all’interno di Camp Liberty”.

Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, Comitato Affari Esteri

6 Marzo 2016

 

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