domenica, Dicembre 4, 2022
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Il regime iraniano impiccherà per la seconda volta un prigioniero sopravvissuto ad una prima esecuzione

CNRI – Un prigioniero in Iran verrà impiccato per la seconda volta, quando “si sarà rimesso”, dopo essere sopravvissuto ad una prima impiccagione. Il trentasettenne Alireza M era stato impiccato nella prigione di Bojnourd mercoledi scorso. La sua famiglia vi si era recata il giorno dopo per riavere il corpo ma ha scoperto che respirava ancora.

Uno dei familiari ha riferito al sito web di stato Jamejamonline: “Siamo andati nell’ufficio del medico legale per riavere il corpo e prepararlo per il servizio funebre. Ma lo abbiamo trovato ancora vivo. Cosa che ha reso le sue due figlie molto felici.”

Jamejamonline ha riferito che tutti si aspettavano che questo prigioniero, condannato all’impiccagione per reati di droga, venisse perdonato dopo essere sopravvissuto all’esecuzione, ma un magistrato ha detto che una condanna a morte vuol dire togliere la vita a qualcuno secondo la legge e, dato che la sua vita non era stata tolta quel mercoledi, il prigioniero doveva essere giustiziato di nuovo.Alireza M è sopravvissuto ma ora è di nuovo nel braccio della morte per essere giustiziato di nuovo  una volta ristabilitosi.

Dalle elezioni-farsa di Giugno, almeno 240 prigionieri sono stati giustiziati, comprese 10 donne. Nel frattempo, solo nella prigione di Ghezel Hessar, ci sono 3000 prigionieri nel braccio della morte. Per facilitare le impiccagioni di gruppo, il regime teocratico ha approntato nella prigione di Ghezel Hessar dei palchi per l’impiccagione simultanea di 24 prigionieri e ne giustizia un gran numero ogni settimana in segreto.

Insieme alle esecuzioni arbitrarie, pene medievali come l’amputazione delle mani, l’accecamento e il taglio dell’orecchio si accompagnano alla serie di atrocità e al terrore nel regime dei mullah. Sei condanne di amputazione della mano a Shiraz, quattro sentenze di lapidazione, comprese quelle di due donne a Tabriz ed una condanna al cavamento di un occhio e al taglio di un orecchio ad un operaio detenuto a Tehran, sono altri esempi delle atrocità commesse dagli aguzzini che governano l’Iran.

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