La Resistenza Iraniana si rivolge al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e alla Comunità Internazionale per fermare l’escalation di esecuzioni in IranCon la crisi interna al regime iraniano che va acquistando una nuova dimensione alla vigilia di una nuova elezione-farsa del parlamento, il regime teocratico ricorre ad una nuova ondata di esecuzioni per impedire una recrudescenza dell’insurrezione popolare. Durante questi primi giorni del Nuovo Anno, dal 2 al 4 Gennaio, almeno 23 prigionieri sono stati giustiziati nelle città di Tehran, Zanjan, Kerman e Arak ed almeno altri 11 prigionieri attendono la loro esecuzione.
Il 2 e 3 Gennaio, tre prigionieri sono stati impiccati nelle città di Zanjan e Arak.
Il 3 Gennaio 10 prigionieri sono stati impiccati tutti insieme nella prigione di Evin a Tehran.
Il 4 Gennaio, i seguaci del regime hanno impiccato un gruppo di 5 prigionieri in una prigione della città di Kerman.
Nello stesso giorno un altro gruppo di cinque prigionieri è stato impiccato in una prigione della città di Zanjan.
Secondo i resoconti, 7 altri prigionieri sono in attesa di esecuzione nella prigione di Evin a Tehran.
L’agenzia giornalistica di Stato Mehr, collegata al Ministro dell’Informazione e della Sicurezza del regime iraniano (MOIS), ha riferito oggi che altri quattro prigionieri saranno impiccati il 5 Gennaio, in pubblico, nella città occidentale di Kermanshah.
La Resistenza Iraniana si rivolge alla Comunità Internazionale ed in particolare al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, all’Unione Europea e agli Stati Uniti affinché vengano prese misure immediate e vincolanti contro l’escalation di esecuzioni in Iran; imposte sanzioni definitive contro il regime iraniano e portati di fronte ad una corte di giustizia i responsabili dei crimini contro l’umanità in Iran.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
4 Gennaio 2012
