mercoledì, Dicembre 7, 2022
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Il regime iraniano è il principale perdente al summit Stati Uniti-Paesi islamici

RIYADH, Arabia Saudita — Domenica 21 Maggio 2017, il Presidente Trump ha voluto riunire i leaders di tutto il mondo musulmano e nell’ambito di una nuova campagna contro l’estremismo, ha respinto l’idea che questa lotta sia uno scontro tra religioni.

Il re saudita Salman e il presidente americano Donald Trump domenica hanno anche parlato di collaborazione tra il mondo musulmano e gli Stati Uniti, allo scopo di fermare il terrorismo e l’estremismo nel mondo, nel corso del summit arabo-islamico-americano di Riyadh.

“Noi collaboreremo per porre fine al terrorismo e all’estremismo di ogni genere e forma”, ha detto il re. “L’Islam è stata e continuerà ad essere una religione di tolleranza e di pace”.

“I poteri che governano l’Iran rappresentano ‘la prima linea’ del terrorismo globale”, ha detto il re saudita Salman in un discorso tenuto durante la visita del presidente americano Donald Trump nel regno.

“La nostra responsabilità di fronte a Dio, al nostro popolo e a tutto il mondo è di rimanere uniti per combattere le forze del male e dell’estremismo ovunque siano… Il regime iraniano rappresenta la prima linea del terrorismo globale”.

Il re ha anche detto in un discorso alla TV, che l’Arabia Saudita non sarà indulgente nel processare chiunque finanzi il terrorismo.

“Non saremo mai indulgenti nel processare chiunque finanzi il terrorismo, in ogni modo e con ogni mezzo, con tutta la forza della legge”.

Trump ha chiesto a tutti i paesi di lavorare insieme per isolare l’Iran, accusando la Repubblica Islamica di alimentare “il fuoco del conflitto settario e del terrore”. Ed ha dichiarato: “Affamare i terroristi nel loro territorio, colpire i loro finanziamenti e la falsa allure della loro ideologia codarda, queste saranno le basi per sconfiggerli.

Ma nessuna discussione su come sradicare questa minaccia sarebbe completa senza menzionare il governo che da’ ai terroristi tutti e tre: rifugio sicuro, appoggio finanziario e lo status sociale necessario al reclutamento. E’ un regime che è responsabile di tutta questa instabilità nella regione. Sto parlando naturalmente dell’Iran.

Dal Libano, all’Iraq, allo Yemen, l’Iran finanzia, arma e addestra terroristi, milizie e altri gruppi estremisti che diffondono distruzione e caos in tutta la regione. Per decenni l’Iran ha alimentato il fuoco del conflitto settario e del terrore.

Questo è un governo che parla apertamente di omicidi di massa, che ha giurato di distruggere Israele e morte all’America e la rovina di molti leaders di nazioni che si trovano in questa stanza.

Tra gli interventi più tragici e destabilizzanti dell’Iran c’è stato quello in Siria. Sostenuto dall’Iran, Assad ha commesso crimini inenarrabili e gli Stati Uniti hanno intrapreso un’azione decisa in risposta all’uso di armi chimiche vietate da parte del regime di Assad, lanciando 59 missili tomahawk contro la base aerea siriana da cui è partito questo attacco omicida.

Le nazioni responsabili devono lavorare insieme per porre fine alla crisi umanitaria in Siria, per sradicare l’ISIS e riportare la stabilità nella regione.

La prima vittima, che soffre da lungo tempo per colpa del regime iraniano, è il suo popolo. L’Iran possiede una storia e una cultura ricca, ma il popolo dell’Iran ha subito privazioni e disperazione a causa della crudele corsa dei suoi leader verso il conflitto e il terrorismo.

Fino a che il regime iraniano non sarà disposto ad essere un partner per la pace, tutte le nazioni di coscienza dovranno lavorare insieme per isolare l’Iran, per negargli i fondi per il terrorismo e pregare per il giorno in cui il popolo iraniano avrà il governo giusto e onesto che merita.

In un altro episodio Adel Jubair, ministro degli esteri saudita, durante una conferenza stampa a Riyadh ha annunciato: “L’Arabia Saudita e l’America lavoreranno insieme contro le politiche ostili del regime iraniano e il sostegno del regime al terrorismo. Noi e l’America abbiamo opinioni congiunte sui problemi della regione, come sulla Siria, sull’Iraq e lo Yemen. Questo incontro porterà importati risultati”.

Il ministro degli esteri saudita ha aggiunto: “Noi, insieme ai nostri partnes nella regione, e soprattutto agli Stati Uniti, collaboreremo per fermare le attività di ingerenza dell’Iran nella regione. Gli americani hanno fornito ulteriori forze di assistenza nella regione. Noi lavoreremo con loro anche per garantire la sicurezza sui mari. Tutte queste misure sono necessarie per respingere l’ostilità iraniana nella regione. Anche questa politica dovrà cessare del tutto”.

Ha detto inoltre che il regime iraniano è diventato più ostile dopo l’accordo sul nucleare. “Questo regime sta colpendo le nostre città con i missili e la sua interferenza in Siria e in Iraq e il suo supporto al terrorismo è più che palese. Il Presidente Trump vuole combattere queste azioni del regime iraniano nella regione e anche noi vogliamo fare la stessa cosa”.

 

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