
CNRI – Il Comitato Internazionale In Search for Justice (ISJ) ha appena pubblicato il suo nuovo rapporto dal titolo “L’attività del Ministero dell’Intelligence iraniano in Europa”. ISJ è stato creato nel 2008 ed è diventato ufficialmente un’organizzazione no-profit nel 2014. Ha sede a Bruxelles e gode del sostegno di migliaia di parlamentari eletti, di ex-funzionari e di personalità politiche. Il suo scopo è quello di promuovere i diritti umani, la libertà, la pace e la stabilità e di ottenere giustizia per l’opposizione democratica iraniana.
Nel suo ultimo rapporto, ISJ fornisce informazioni su diversi casi di spionaggio su cui hanno indagato i servizi di contro-spionaggio in Europa.
All’inizio di quest’anno un iraniano è stato accusato di aver spiato un professore di economia franco-israeliano ed un avvocato tedesco. L’Alta Corte di Germania lo ha condannato e il fatto è stato descritto come un chiaro tentativo di omicidio. Un altro iraniano è stato condannato in Germania per aver spiato l’opposizione iraniana.
ISJ dice che i servizi di intelligence in Germania hanno rivelato che il regime iraniano è ampiamente coinvolto nella diffusione di false informazioni sui suoi oppositori. Ha rivelato inoltre che ha reclutato ex-membri dell’opposizione.
“Il caso di Masoud Dalili (Bahman Afrazeh) ne è un chiaro esempio. Dalili era un ex-affiliato del PMOI che aveva lasciato Camp Ashraf, già residenza di diverse migliaia di membri del PMOI in Iraq. In seguito è stato reclutato dal MOIS e interrogato dalla forza Quds in Iraq che poi lo ha utilizzato come guida per l’attacco in stile commando a Campo Ashraf il 1° Settembre 2013, che ha provocato la morte di 52 membri del PMOI e la cattura di altri sette. Anche Dalili è stato ucciso dai commandos alla fine dell’operazione. Gli hanno bruciato la faccia per impedire che venisse riconosciuto”.
Il regime iraniano ha anche infangato l’immagine dei dissidenti, mirando in particolare ai parlamentari. Vuole screditare l’unica opposizione sostenibile con bugie e informazioni false.
“La disinformazione si concentra sul PMOI. I responsabili hanno creato diverse associazioni fasulle e si rivolgono ai parlamentari di vari paesi europei fingendo di essere oppositori del regime e attivisti per i diritti umani. Nella maggior parte dei paesi europei, sono stati praticamente respinti dai parlamentari”.
Il rapporto parla anche dell’assassinio di Saeed Karimian, 45 anni, avvenuto ad Aprile. Karimian era un dirigente della sede di Londra della TV iraniana. E’ stato assassinato mentre si trovava in Turchia per affari e si è scoperto che un tribunale di Teheran lo aveva condannato in contumacia a sei anni di reclusione per atti contro la sicurezza nazionale e diffusione di propaganda.
Il rapporto conclude che i servizi di intelligence iraniani, come confermato dai servizi di sicurezza europei, sono più attivi che mai in Europa. Sottolinea poi che i suoi principali modi operativi sono l’eliminazione fisica, la diffamazione e l’intimidazione. Evidenzia inoltre che il principale obbiettivo è l’opposizione iraniana che sta lavorando per un Iran libero e democratico. Vengono presi di mira anche i suoi sostenitori.
Si conclude inoltre che l’esecuzione di tali atti è stata favorita dall’accordo sul nucleare iraniano.
