mercoledì, Febbraio 8, 2023
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Il portavoce dell’opposizione iraniana a Sky News: “Fidarsi dei mullah è imprudente”

CNRI – “L’amministrazione Obama ha fatto concessioni senza garanzie durante i negoziati sul nucleare con il regime teocratico”, ha detto a Sky News il portavoce dell’opposizione iraniana Shahin Gobadi.

In un’intervista live rilasciata mercoledì Shahin Gobadi, del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI), ha detto: “A questo punto non bisogna farsi illusioni. Il regime iraniano sta cercando di ottenere armi nucleari da almeno tre decenni. Questo programma ha tutte le caratteristiche e gli ingredienti di un programma per gli armamenti e non c’è nessun altra ragione logica perché il regime iraniano sia così insistente nel voler portare avanti questo programma. Perché secondo le stesse valutazioni del regime, che noi abbiamo ottenuto, non ha alcun senso dal punto di vista economico”.

“L’uomo che deve prendere la decisione finale è Ali Khamenei, il leader supremo del regime iraniano”, ha detto.

Gobadi ha detto che i colloqui sul nucleare si sono trascinati per lunghi periodi “semplicemente perché Khamenei è in un enorme stallo. E’ in un enorme impasse”.

“Negli ultimi due decenni e mezzo ha investito così tanto nella corsa alle armi nucleari  come garanti della sopravvivenza del suo regime. Dall’altro lato negli ultimi anni le sanzioni economiche hanno iniziato a bruciare e si è reso conto che il popolo iraniano è più insofferente che mai. Teme moltissimo le rivolte popolari, come quella a cui abbiamo assistito nel 2009. Per farla semplice, si trova tra l’incudine e il martello. Vuole la botte piena e la moglie ubriaca”.

Quando gli è stato chiesto se ci si può fidare del regime iraniano nei negoziati, Gobadi ha respinto il concetto di fidarsi dei mullah e ha detto: “Dobbiamo essere molto chiari su questo punto. La chiave qui è la trasparenza, non la fiducia. Che voglio dire? Il regime iraniano deve essere chiaro sui passati aspetti militari del suo programma nucleare. E’ là che si nascondono gli scheletri nell’armadio, perché sa che se consente le ispezioni a sorpresa e il sistema di verifica, la gente scoprirà che questo è un programma sulle armi nucleari, tutti i loro bluffs verranno scoperti e la vera natura di questo programma sarà nota a tutti. Ecco perché i mullah continuano a ripetere la frase costruire fiducia, costruire fiducia, ma la parola-chiave qui è trasparenza”.

“Come ha detto tante volte Maryam Rajavi, la Presidente eletta della Resistenza Iraniana, a meno che non ci sia il totale accesso a qualunque sito militare e non, l’accesso per l’AIEA agli scienziati iraniani, il chiarimento dei passati aspetti militari, fintantoché le scorte nucleari iraniane non verranno trasferite fuori dall’Iran e fino a che le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU non verranno applicate, non c’è modo di garantire che tutte le vie alla bomba siano state chiuse”.

“I precedenti sono molto importanti qui. Negli ultimi due decenni ed in particolare negli ultimi 12 anni, da quando la Resistenza Iraniana e il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana hanno rivelato l’esistenza di un tale programma nucleare segreto e specificatamente l’esistenza di Natanz e Arak, l’atteggiamento del regime iraniano verso l’AIEA e la comunità internazionale è stato quello di ‘giocare a nascondino’ e a ‘prova a prendermi’. Non esiste un singolo sito che il regime iraniano abbia volontariamente denunciato all’AIEA. Non esiste un progetto che questo regime abbia rivelato all’AIEA volontariamente. Ha ammesso la loro esistenza solamente dopo che era stato colto con le mani nel sacco, che altre fonti, come la Resistenza Iraniana ed altri, ne avevano parlato talmente tanto che non ha avuto altra scelta. Con questo tipo di precedenti, parlare di fiducia è semplicemente fuori luogo. La questione qui è la trasparenza e a meno che queste misure non vengano prese, non c’è modo di garantire che tutte le vie alla bomba atomica siano state chiuse”.

“L’Occidente, ed in particolare gli Stati Uniti, hanno fatto già troppe concessioni. Qualunque politica di principio dovrà cercare altrove un cambiamento. La storia che o accetti la bomba o fai un accordo con i mullah, ritengo sia falsa. C’è un’altra scelta per un cambiamento dall’interno dell’Iran: rivolgersi al popolo iraniano, rivolgersi alla Resistenza Iraniana per un cambiamento democratico, per un vero cambiamento. L’unica soluzione è un cambio di regime in Iran per mano del popolo iraniano e della Resistenza organizzata. Perché l’idea di fare un accordo con questo regime, le politiche verso i suoi crimini nella regione, le sue violenze all’interno del paese, il suo sostegno al terrorismo si ridurranno, per bene che vada, a delle illusioni. Questo regime non ha intenzione di rinunciare ai suoi pilastri del potere. Facendogli delle concessioni e allentando le sanzioni non si fa altro che incoraggiarlo. Non ha intenzione di cambiare il suo corso”, ha aggiunto Gobadi.

 

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