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Il messaggio di Maryam Rajavi alla manifestazione degli iraniani di fronte alla sede dell’ONU a New York

CNRI – Mercoledì 20 Settembre 2017, un’enorme folla di attivisti per i diritti umani, politici e membri della diaspora iraniana, si sono riuniti fuori dalla sede dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGA) a New York, per protestare contro la presenza del presidente iraniano Hassan Rouhani, all’assemblea generale dell’ONU.

Maryam Rajavi, Presidente eletta della Resistenza Iraniana, ha inviato via satellite un messaggio a questa manifestazione. Ecco il testo completo del messaggio:  

Cari compatrioti, amici della Resistenza Iraniana, vi saluto per la vostra manifestazione e la vostra perseveranza. Il popolo dell’Iran è fiero di voi.

Vorrei ringraziare le illustri personalità che si sono unite a questa manifestazione in solidarietà con la Resistenza del Popolo Iraniano.

La vostra protesta oggi, fa riecheggiare il grido dl popolo dell’Iran e la voce della società umana costernata dall’ammissione del presidente di un regime disumano all’Assemblea Generale dell’ONU. 

Quest’anno, la partecipazione di Rouhani all’Assemblea Generale coincide con il rapporto dell’Inviato Speciale delle Nazioni Unite sui Diritti Umani in Iran che, per la prima volta, ha focalizzato l’attenzione sul catastrofico massacro dei prigionieri politici in Iran del 1988.

L’Inviato Speciale dell’ONU ha ricordato l’esecuzione di migliaia di uomini e donne, avvenuta a seguito di un editto di Khomeini, seppelliti poi in fosse comuni anonime. Ha poi chiesto un’inchiesta indipendente ed efficace su questo crimine e la rivelazione della verità.

Questo rapporto, che è stato presentato all’Assemblea Generale con una nota del Segretario Generale dell’ONU, è una delle conquiste dell’Appello ad una Campagna per ottenere giustizia per le 30.000 vittime del massacro del 1988.

Questo rapporto è inoltre un valido documento che sfida l’ammissione del presidente del regime alle Nazioni Unite. La nostra richiesta, che è la richiesta della nostra nazione oppressa, è quella di espellere il presidente del regime del massacro dalle Nazioni Unite.

Non permettete che il podio delle Nazioni Unite diventi un pulpito per la difesa di uno stato sponsor del terrorismo e del suo regime brutale e tirannico. Un regime che ha violato tutte le leggi internazionali e patti dell’ONU e che ha calpestato tutti i 30 articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

Per anni il regime ha respinto le richieste degli inviati delle Nazioni Unite, soprattutto quelle dell’Inviato Speciale sui Diritti Umani, a visitare l’Iran.

Sì, il fascismo religioso che governa l’Iran non trova posto alle Nazioni Unite e deve essere cacciato dall’ONU.

Rouhani stesso ha ammesso che il regime non ha fatto altro che giustiziare e torturare negli ultimi 38 anni, e perciò non deve essere accettato dalle Nazioni Unite.

Più di 3000 persone sono state giustiziate durante il primo mandato di Rouhani. Nello stesso periodo il budget del regime per la guerra ha superato quelli degli anni precedenti. Ogni anno Rouhani ha sprecato larga parte degli introiti del paese per il massacro del popolo della Siria e per gli interventi distruttivi del regime in Iraq e Siria.

E oggi il suo governo è formato da persone che erano nelle commissioni della morte che hanno ordinato il massacro dei prigionieri politici, o ricoprivano le più alte cariche all’interno del Ministero dell’Intelligence, per occuparsi delle torture e delle esecuzioni.

L’impegno più importante di questo governo non è altro che l’espansione del programma missilistico del regime e una maggiore produzione di armi per continuare i suoi atti di guerra e terroristici nella regione del Medio Oriente.

Devo ribadire che, fino a quando la comunità internazionale, quindi anche le Nazioni Unite, lasceranno aperte le loro porte agli assassini del popolo dell’Iran, questi proseguiranno con le loro violazioni dei diritti e le loro attività belliche.

È giunto il momento che la comunità internazionale, ed in particolare i governi occidentali, smettano di essere accondiscendenti, di fare concessioni alla dittatura religiosa in Iran e di restare in silenzio e passivi di fronte ai loro crimini commessi in Iran e all’estero.

La comunità internazionale deve obbligare il regime iraniano a fermare il massacro del popolo dell’Iran e la repressione delle sue legittime proteste. Il mondo deve porre fine ai crimini del regime iraniano nei paesi mediorientali.

Il regime iraniano si trova in una posizione molto debole e ha bisogno delle sue relazioni con l’Occidente come mai prima. Il popolo iraniano si aspetta che i governi democratici del mondo condizionino ogni impegno commerciale con Teheran alla fine delle torture e delle esecuzioni.

Essi devono riconoscere il massacro dei prigionieri politici del 1988 in Iran, come un crimine contro l’umanità.

Le Nazioni Unite devono creare una commissione d’inchiesta indipendente per indagare sul massacro del 1988 in Iran.

E il Consiglio di Sicurezza dell’ONU deve creare un tribunale speciale o presentare il dossier del massacro del 1988 in Iran alla Corte Penale Internazionale, per preparare l’incriminazione dei leaders del regime.

Tutti i governi, ed in particolare gli Stati Uniti, devono bloccare ogni canale di affari con l’IRGC. Sì, cacciare il regime iraniano da Iraq, Siria e Yemen, ed espellere l’IRGC da questi paesi, è l’unica soluzione ai problemi in Medio Oriente.

Ovviamente il nostro popolo vuole abbattere la dittatura religiosa al potere nel paese. Come ha precisato una volta il leader della Resistenza Iraniana Massoud Rajavi “Finché esisterà il regime dei mullah, il suo rovesciamento sarà nostro inalienabile diritto e diritto del nostro popolo”.

Cari amici, 

oggi un cambio di regime in Iran è vicino come mai prima. Lo si può vedere nella resistenza degli eroi, nello sciopero della fame dei prigionieri politici e nel movimento del popolo del Kurdistan che protesta per la crudele uccisione dei trasportatori.

Questa preparazione sociale è ancor più evidente nelle azioni di protesta organizzate dagli insegnanti, dagli infermieri, dagli operai, dagli studenti e da coloro i cui beni sono stati saccheggiati dalle agenzie governative.

Questi fatti attestano la verità del fatto che il popolo dell’Iran anela ad un cambiamento fondamentale in Iran come mai prima. Per raggiungere quest’obbiettivo, ognuno di voi ha una grande responsabilità, quella di afferrare le opportunità e trasformarle in una forza efficace contro il regime dei mullah. Questo potrà essere possibile solo per mezzo vostro. La vostra accettazione di questa responsabilità e i vostri sforzi oggi sono significativi come mai prima. 

Io chiedo a tutti di contribuire ad espandere la campagna per il rovesciamento della tirannia religiosa dei mullah e del regime del velayat-e faqih in Iran.

Salute a tutti voi!

Viva la libertà!

 

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