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Il Governo iracheno sta manipolando l’UNAMI per imprigionare i residenti di Ashraf

Comunicato stampa del ICJDA
4 Gennaio 2012

Sta calpestando tutti i valori, norme e regole delle Nazioni Unite per compiacere il regime iraniano
L’ICJDA sottolinea di nuovo ai suoi clienti che non devono andare in un nuovo sito senza la preventiva ispezione e presenza dei loro avvocati.

Mentre 400 residenti di Campo Ashraf si preparavano a trasferirsi da Campo Ashraf verso Camp Liberty con i loro veicoli e beni mobili il 30 Dicembre (l’ ICJDA ha dei video a questo proposito) dietro richiesta di Mrs. Maryam Rajavi, Presidente eletto della Resistenza Iraniana, il governo iracheno ha iniziato a ingannare e manipolare l’UNAMI allo scopo di imprigionare i residenti di Campo Ashraf. Per questo intento, tutti gli standards  umanitari internazionali e i valori e le norme delle Nazioni Unite  vengono calpestati come un regalo fatto per compiacere il regime iraniano e per assicurarsi che esso sia soddisfatto del Primo Ministro Nouri al-Maliki.

Non una delle tre richieste di Mrs. Rajavi e dei residenti di Ashraf è stata accettata finora; per esempio: l’ispezione del nuovo sito da parte di alcuni ingegneri di Ashraf, l’immediato trasferimento di 400 residenti con i loro veicoli e beni mobili e l’accettazione di assicurazioni minime per convincere i rimanenti residenti a trasferirsi a Camp Liberty nei mesi concessi dal prolungamento dell’ultimatum.

Mentre i residenti di Ashraf sono sotto una grandissima pressione per trasferirsi frettolosamente in un luogo che non hanno visto nemmeno una volta, precisi resoconti del NCRI, indicano che si sta approntando Camp Liberty come  una “prigione camuffata”.

– i funzionari degli Stati Uniti e delle Nazioni Unite avevano detto precedentemente che il nuovo campo assegnato ai residenti di Ashraf era di circa 40 Km2 e che le forze militari statunitensi avevano lasciato sufficienti attrezzature e infrastrutture. Nella pratica invece, questo sito si è ridotto a un Km2 ed il governo iracheno, che è subentrato il 3 Dicembre, ha lasciato meno del 2,5% dell’area ai residenti di Ashraf.
– le forze irachene stanno usando molte gru per costruire velocemente una prigione installando muri di cemento pre-fabbricati, alti da tre a quattro metri, tutti intorno ad una zona che non contiene altro che vecchie roulottes lasciate dalle forze statunitensi. Tutto questo mentre i residenti non hanno il diritto di avventurarsi fuori dalle loro mura e sono privi di ricevere le visite dei loro avvocati.
– I bagni sono rotti e inutilizzabili.
– La sala da pranzo, che sarà circondata da muri, si trova fuori dalle zone giorno ed è estremamente difficile per i feriti, gli ammalati e gli anziani arrivarci.
– Secondo un resoconto mandato a Tehran dall’Ambasciata del regime iraniano a Baghdad, la polizia e la stazione di polizia saranno all’interno dell’area circondata da muri di cemento per controllare i prigionieri 24 ore al giorno 7 giorni su 7. Questo insieme di roulotte erano precedentemente una guarnigione e non sono in nessun modo adeguate per far vivere 3000 persone con i normali standard di vita.

In una lettera del 26 Dicembre al Segretario Generale delle Nazioni Unite e al suo Rappresentante Speciale per l’Iraq, i residenti di Ashraf hanno scritto: “Concorderete con noi che il disclocamento forzato è proibito dalle leggi internazionali. L’attuale volontà di trasferirci viene esercitata sotto costrizione, contro nostra libera scelta e volontà, e mentre non abbiamo la minima assicurazione per la nostra sicurezza ed incolumità”.

ICJDA vuole attirare l’attenzione del Segretario Generale delle Nazioni Unite e del suo Rappresentante Speciale, Ambasciatore  Martin Kobler, sull’inganno del Comitato per la soppressione di Ashraf dell’Ufficio del Primo Ministro iracheno. Per conto di 8500 avvocati e giuristi in Europa e in Nord America, l’ICJDA:

1. Chiede di visitare il nuovo sito.

2. Si rivolge agli Stati Uniti, all’Unione Europea e alle Nazioni Unite, in particolare al Gruppo di Lavoro sulle Detenzioni Arbitrarie per ispezionare il sito e rilasciare un certificato sulla sua compatibilità con gli standards umanitari e le norme delle Nazioni Unite prima che i residenti di Ashraf vengano trasferiti a Camp Liberty.

3. Sottolinea di nuovo ai suoi clienti ad Ashraf di non andare nel nuovo sito prima della ispezione preventiva di Camp Liberty da parte degli avvocati e del rilascio del certificato di compatibilità delle Nazioni Unite.

Comitato Internazionale dei Giuristi in Difesa di Ashraf

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