domenica, Novembre 27, 2022
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Il discorso di Kobler al Consiglio di Sicurezza: interruzione e sabotaggio dei colloqui e degli accordi per la vendita delle proprietà dei residenti di Ashraf, l’occultamento della verità, le palesi bugie e la violazione dei diritti dei rifugiati

per salvaguadare gli interessi del fascismo religioso al potere in Iran e del suo governo-fantoccio in Iraq
Il rapporto di Martin Kobler al Consiglio di Sicurezza dell’ONU il 29 Novembre 2012 riguardante Ashraf e Liberty è stato molto fazioso, pieno di bugie unite all’occultamento della verità. Le dichiarazioni di Kobler sono state talmente ostili che quelle dell’ambasciatore iracheno al confronto sono sembrate molto tenere e moderate. Kobler ha usato la sua nota tattica, minacciando per conto del governo iracheno che: “Il Governo dell’Iraq insiste a voler chiudere Campo Ashraf nei prossimi giorni”. Nascondendo la verità sulla vendita delle proprietà dei residenti, molte volte promessa, incolpando i residenti per la situazione di stallo e ha detto: “Il Governo dell’Iraq considera questo stallo come un tentativo dei residenti di ritardare il trasferimento delle 100 persone rimanenti. Perciò la pazienza del Governo dell’Iraq si sta assottigliando”.
Con un’altra palese bugia, per vendicarsi dei residenti di Liberty che avevano sollecitato il suo rimpiazzo in una lettera congiunta al Segretario Generale, Kobler ha detto: “Gli osservatori dell’ONU a Camp Hurriya controllano la situazione umanitaria e i diritti umani dei residenti quotidianamente. Tuttavia viene loro negato l’accesso ad alcune zone del campo dai residenti stessi”.
Questa affermazione falsa, fatta da Kobler l’11 Novembre per essere utilizzata nel meeting del Consiglio di Sicurezza, era stata confutata lo stesso giorno dal rappresentante dei residenti con tutti i dettagli e i retroscena. Il rappresentante dei residenti aveva scritto a Kobler:
“Questa affermazione è completamente falsa. E’ intrisa di scopi e intenzioni politiche ed è priva di qualunque raziocinio. E’ semplicemente un’insinuazione nei confronti dei residenti di Liberty, dell’Organizzazione dei Mojahedin e della leadership del campo…
In nessun meeting, qualcuno dei vostri osservatori ha mai espresso insoddisfazione ai rappresentanti del campo sulla mancanza di libero accesso.
Ci sono due questioni assolutamente inaccettabili ed insormontabili. Le chiediamo seriamente di porvi fine. Alcuni uomini (che affermano di essere osservatori o persone a protezione degli osservatori) si recano nelle zone-dormitorio delle donne. Questo è assolutamente inaccettabile per le donne musulmane di Liberty. Non può esserci alcuna scusa a giustificazione di ciò. Violare le tradizioni religiose, i principi umanitari fondamentali, i diritti umani ed in particolare i diritti delle donne protetti dalle leggi e convenzioni internazionali, è vergognoso. Posso immaginare che sia in previsione di ciò che nella sua lettera di oggi lei stia cercando di portarsi in vantaggio incolpando i residenti.
Un’altra questione scioccante è che i suoi osservatori conducono il personale di polizia nei luoghi in cui dimorano i residenti e dove la polizia normalmente non va. Tutto ciò è molto provocatorio e crea preoccupazione, poiché facilita le future misure repressive della polizia nel campo. La avverto seriamente di questo”.
Il 27 Novembre, due giorni prima del meeting del Consiglio di Sicurezza, il Comitato Internazionale “In Search of Justice” (ISJ), formato da 4000 parlamentari di Europa e America e che, basandosi sulle esperienze precedenti aveva previsto i rapporti faziosi e alterati di Kobler, aveva chiesto al Consiglio di Sicurezza di ascoltare il rappresentante dei residenti. Il Comitato ha scritto al Consiglio di Sicurezza e al Segretario Generale: “Dato che l’ostilità del GOI e del suo rappresentante alle Nazioni Unite nei confronti dell’OMPI e dei residenti di Ashraf non è un segreto per nessuno e considerando che i rapporti del SRSG su Ashraf e i suoi residenti sono di parte e ingiusti, il Consiglio di Sicurezza dovrebbe dare udienza a questo proposito, al rappresentante per conto dei residenti di Ashraf e Liberty nel suo meeting del 29 Novembre”.
Nel Febbraio scorso, per insabbiare lo scandalo del “Luogo di Transito Temporaneo” e delle foto ritoccate con Photoshop rivelato all’udienza del Congresso U.S.A. del 13 Settembre 2012, da un alto funzionario dell’UNAMI, Kobler affermò che gli stessi residenti avevano fatto esplodere le tubature di scarico e le cisterne delle acque nere ed avevano intenzionalmente sparso l’immondizia per tutto Liberty!  Kobler aveva anche affermato che i residenti si erano “limati” i polpastrelli per nascondere la loro identitità! Era una assoluta bugia e la sua falsità è stata in seguito provata dall’UNHCR.
Nel suo rapporto al Consiglio di Sicurezza, il Comitato Internazionale “In Search of Justice” (ISJ), nel dimostrare la sistematica alterazione dei fatti nei rapporti di Kobler e riferendosi alla testimonianza dell’alto funzionario dell’UNAMI responsabile del caso di Ashraf per 3 anni e mezzo, ha scritto:
“Ciò che abbiamo udito da Tahar Boumedra, incaricato del caso di Ashraf all’UNAMI fino al Maggio scorso, è stato estremamente scioccante. Egli ha specificato, sotto giuramento, al Congresso degli Stati Uniti che i principi su cui si fondano le Nazioni Unite sono stati completamente violati all’UNAMI dal SRSG. I rapporti erano alterati e censurati. Il ‘trasferimento volontario’ si è trasformato in ‘sgombero coatto’. Ai residenti furono consegnate foto di Liberty selezionate per ingannarli e l’UNAMI è stato trasformato in uno strumento nelle mani del Governo dell’Iraq (GoI) per chiudere Campo Ashraf. Veniva sistematicamente permesso al regime iraniano di essere coinvolto nel destino dei suoi oppositori e la condotta dell’UNAMI è stata attivamente e direttamente influenzata dall’ambasciata iraniana a Baghdad.”
“Rimanere in silenzio di fronte alle sistematiche violazioni dei valori delle Nazioni Unite e trasformare una sezione di questa organizzazione in uno strumento del Governo dell’Iraq e del regime iraniano per reprimere la legittima opposizione a questo regime è inaccettabile e intollerabile. Le rivelazioni di Boumedra riguardo alla condotta del SRSG non sono decisioni errate o valutazioni di un politico o di un alto funzionario delle Nazioni Unite, questi sono atti criminali dei quali qualcuno dovrà rispondere.”
Le dichiarazioni di Martin Kobler al Consiglio di Sicurezza del 29 Novembre, non hanno altro scopo se non quello di seguire i perfidi ordini del fascismo religioso al potere in Iran e del suo governo-fantoccio in Iraq. Quindi sta preparando la via alla repressione, ad un nuovo massacro e al furto delle proprietà.
D’altra parte, poche ore prima del suo discorso al Consiglio di Sicurezza, Kobler ha inviato al rappresentante dei residenti, lo stesso piano che aveva inviato il 22 Novembre, cambiando alcune parole per renderlo più attraente al Governo dell’Iraq. E questo nonostante avesse ricevuto una risposta a quel piano del 22 Novembre articolata in 30 punti, nel comunicato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana intitolato “Nuovi accordi del Governo dell’Iraq per saccheggiare i beni e negare il diritto di proprietà dei residenti di Ashraf” (Comunicato del CNRI – 22 Novembre 2012)
Questa misura estremamente sorprendente, insieme alle dichiarazioni di Kobler al Consiglio di Sicurezza, fa sorgere dei sospetti ed è indicativa di un sabotaggio e di un’interruzione dei colloqui e degli accordi legati alla vendita delle proprietà dei residenti di Ashraf, dei quali i funzionari delle Nazioni Unite, i funzionari e le personalità statunitensi sono bene a conoscenza nei dettagli. Sembra ci sia un’intenzione a che il processo di vendita delle proprietà e dei beni rimanga in una situazione di stallo, come è stato nell’anno passato.
La Resistenza Iraniana, protestando decisamente per la condotta di Martin Kobler, ancora una volta esorta il Segretario Generale Ban Ki-Moon a nominare un rappresentate competente ad indagare su questa questione.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
30 Novembre 2012

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