Asharq Al-Awsat – By Tariq Alhomayed
Il collasso del Rial iraniano è un nuovo segnale dell’eruzione che sta per avvenire in Iran, a dispetto di ciò che qualcuno ha ipotizzato, ma questo solleva diverse questioni sulla realtà del sistema politico iraniano, sia all’interno che all’esterno, ed in particolare fino a che punto questo disastro del rial influirà sul suo sistema nervoso centrale (i commercianti e i cittadini) e sugli interessi iraniani all’estero (gli agenti di Tehran). Naturalmente, come sempre, il regime iraniano farà tutto il possibile per frenare il collasso della sua valuta e perciò contrastare qualsiasi sconvolgimento politico, ma questo pone diverse questioni, come ho già detto, sulla capacità dell’Iran di affrontare ciò che sta avvenendo. L’Iran continuerà ad appoggiare il regime ormai spacciato del tiranno di Damasco Bashar al-Assad? Si è scoperto che Tehran ha fornito circa 10 miliardi di dollari ad al-Assad in termini di aiuto finanziario, attrezzature e persino personale. Anche Hezbollah, partito fondato dall’Iran, ha fornito i suoi combattenti per appoggiare al-Assad e quindi, potrà Tehran continuare con questo tipo di finanziamenti nonostante lo scontento interno che mette in serio pericolo il suo sistema politico? Oppure l’attuale situazione spingerà Tehran a chiedersi, non necessariamente in modo razionale ma pragmatico, perché dovrebbe precipitarsi a finanziare un regime in Siria che inevitabilmente crollerà, specialmente in un momento in cui le condizioni interne in Iran creano un pericolo talmente grave?
L’altra minaccia per l’Iran oggi è il suo avventurarsi nella “zona rossa” (riguardo al suo programma nucleare), come illustrato dal Primo Ministro israeliano, il quale si è guadagnato un forte appoggio da parte dell’opinione pubblica al suo discorso all’Assemblea Generale dell’ONU. E’ in grado l’Iran di affrontare un pericolo di tale grandezza mentre la sua situazione interna è così instabile e possibilmente vicina ad esplodere, specialmente con le attuali sanzioni economiche e il conseguente collasso della valuta iraniana?
Il fatto qui non è la predizione del futuro o le pie illusioni, riguarda il cercare di immaginare ciò che Tehran sta pensando in questi giorni in queste delicate circostanze che, non c’è dubbio, si è create da sé. Dopo tutto, era ovvio che la continua interferenza nella regione e l’inseguire avventure al di fuori del territorio iraniano avrebbe finito per impattare sulla situazione interna dell’Iran. Come ho già detto, la situazione siriana stessa si è trasformata in un salasso per l’Iran, economicamente e politicamente parlando. Parlando di salasso politico, l’esempio più semplice è il volume di informazioni che sta trapelando sugli incontri del Generale Qasem Soleimani con alcuni leaders iracheni, in particolare curdi. Queste rivelazioni dimostrano che qualcuno ha iniziato a girarle ai media, e specificatemente i media occidentali, per mettere in imbarazzo l’Iran e rivelare la sua lampante interferenza in Siria. Sono iniziate persino a circolare informazioni sulle pressioni che Qasem Soleimani stesso ha dovuto affrontere in Iran per non essere riuscito a fare nulla di concreto in difesa di al-Assad dopo 19 mesi!
Perciò, non è mia intenzione dire qui che l’Iran ha cambiato il suo atteggiamento, ma dire piuttosto: l’Iran è in grado di portare avanti questa sua presa di posizione, in particolare nei riguardi della Siria?
Inoltre, è in grado l’Iran di uscire dall’impiccio della “zona rossa” che Netanyahu ha presentato alle Nazioni Unite, data la sua instabile situazione interna? Dobbiamo trovare una risposta a queste domande perché questa questione ne richiederà molte, a tutti i livelli, nei giorni a venire.
Il collasso del Rial iraniano è un nuovo segnale dell’eruzione che sta per avvenire in Iran, a dispetto di ciò che qualcuno ha ipotizzato, ma questo solleva diverse questioni sulla realtà del sistema politico iraniano, sia all’interno che all’esterno, ed in particolare fino a che punto questo disastro del rial influirà sul suo sistema nervoso centrale (i commercianti e i cittadini) e sugli interessi iraniani all’estero (gli agenti di Tehran). Naturalmente, come sempre, il regime iraniano farà tutto il possibile per frenare il collasso della sua valuta e perciò contrastare qualsiasi sconvolgimento politico, ma questo pone diverse questioni, come ho già detto, sulla capacità dell’Iran di affrontare ciò che sta avvenendo. L’Iran continuerà ad appoggiare il regime ormai spacciato del tiranno di Damasco Bashar al-Assad? Si è scoperto che Tehran ha fornito circa 10 miliardi di dollari ad al-Assad in termini di aiuto finanziario, attrezzature e persino personale. Anche Hezbollah, partito fondato dall’Iran, ha fornito i suoi combattenti per appoggiare al-Assad e quindi, potrà Tehran continuare con questo tipo di finanziamenti nonostante lo scontento interno che mette in serio pericolo il suo sistema politico? Oppure l’attuale situazione spingerà Tehran a chiedersi, non necessariamente in modo razionale ma pragmatico, perché dovrebbe precipitarsi a finanziare un regime in Siria che inevitabilmente crollerà, specialmente in un momento in cui le condizioni interne in Iran creano un pericolo talmente grave?L’altra minaccia per l’Iran oggi è il suo avventurarsi nella “zona rossa” (riguardo al suo programma nucleare), come illustrato dal Primo Ministro israeliano, il quale si è guadagnato un forte appoggio da parte dell’opinione pubblica al suo discorso all’Assemblea Generale dell’ONU. E’ in grado l’Iran di affrontare un pericolo di tale grandezza mentre la sua situazione interna è così instabile e possibilmente vicina ad esplodere, specialmente con le attuali sanzioni economiche e il conseguente collasso della valuta iraniana?
Il fatto qui non è la predizione del futuro o le pie illusioni, riguarda il cercare di immaginare ciò che Tehran sta pensando in questi giorni in queste delicate circostanze che, non c’è dubbio, si è create da sé. Dopo tutto, era ovvio che la continua interferenza nella regione e l’inseguire avventure al di fuori del territorio iraniano avrebbe finito per impattare sulla situazione interna dell’Iran. Come ho già detto, la situazione siriana stessa si è trasformata in un salasso per l’Iran, economicamente e politicamente parlando. Parlando di salasso politico, l’esempio più semplice è il volume di informazioni che sta trapelando sugli incontri del Generale Qasem Soleimani con alcuni leaders iracheni, in particolare curdi. Queste rivelazioni dimostrano che qualcuno ha iniziato a girarle ai media, e specificatemente i media occidentali, per mettere in imbarazzo l’Iran e rivelare la sua lampante interferenza in Siria. Sono iniziate persino a circolare informazioni sulle pressioni che Qasem Soleimani stesso ha dovuto affrontere in Iran per non essere riuscito a fare nulla di concreto in difesa di al-Assad dopo 19 mesi!
Perciò, non è mia intenzione dire qui che l’Iran ha cambiato il suo atteggiamento, ma dire piuttosto: l’Iran è in grado di portare avanti questa sua presa di posizione, in particolare nei riguardi della Siria?
Inoltre, è in grado l’Iran di uscire dall’impiccio della “zona rossa” che Netanyahu ha presentato alle Nazioni Unite, data la sua instabile situazione interna? Dobbiamo trovare una risposta a queste domande perché questa questione ne richiederà molte, a tutti i livelli, nei giorni a venire.
