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Il Dipartimento di Stato giunge ad un’ambigua designazione di “terrorista” dell’OMPI

Di Tom Tancredo
 
22 maggio 2012 – Townhall – Quando non vengono trovate (né cercate) delle buone risposte, la gente talvolta – in effetti molto spesso – prova a mascherarsi con false informazioni. Questo è certamente il caso della recente udienza della Corte d’Appello statunitense concernente la designazione di “terrorista” dell’Organizzazione dei Mujaheddin del Popolo Iraniano (OMPI). Io ero presente all’udienza e sono rimasto attonito per il modo col quale il governo ha gestito questo caso. Questo caso si è trascinato per circa due anni, durante i quali il Dipartimento di Stato continua a boicottare gli sforzi continui dell’OMPI perché  sia esclusa da quella lista. Quegli stessi sforzi che portarono al successo nel Regno Unito e in Europa già da alcuni anni, mentre gli USA – per ragioni ancora sconosciute – continuano a resistere.
 
Finalmente, l’8 maggio scorso, i giudici della Corte d’Appello del Distretto di Columbia, hanno chiesto agli avvocati del Dipartimento di Stato perché non emettono un’ordinanza che applichi la precedente decisione del tribunale volta all’esame della suddetta designazione di organizzazione terrorista che ha l’OMPI come oggetto.
 
Una domanda semplice – ed una risposta incredibile.
L’avvocato del Dipartimento di Stato ha risposto che gli USA non hanno avuto la possibilità d’ispezionare il campo di Ashraf, la residenza irachena di 3400 oppositori iraniani, ed affermava che l’esercito americano non era stato in grado di confermare il disarmo dei residenti.
 
Si mette in atto ancora una volta la tecnica delle enormi menzogne; più grande è la menzogna e più aumentano le possibilità che sia creduta. Nel 2003, dopo che le forze di coalizione sotto comando USA ebbero rovesciato Saddam Hussein, i responsabili americani hanno interrogato individualmente ognuno dei residenti di Ashraf, hanno ispezionato il sito ed hanno accettato di assumersi la responsabilità di salvaguardare la sicurezza, dei residenti e del luogo, in virtù della IV convenzione di Ginevra.
 
Un gran numero di comandanti militari americani che ebbero responsabilità ad Ashraf, hanno tutti attestato che Ashraf è stata disarmata, che si trattava di un luogo pacifico e perfino prospero, finché gli USA non rimisero il controllo del campo al governo iracheno di Nouri Al-Maliki, che fin da allora si trovava sotto il tacco dei mullah di Teheran. Il Generale Raymond Odierno (allora comandante della IV divisione), durante una videoconferenza da Baghdad, il 18 giugno 2003, ha dichiarato che l’OMPI era stata completamente disarmata. Abbiamo preso in consegna tutte le armi di piccolo calibro e di calibro pesante.
 
In altri termini, l’avvocato del Dipartimento di Stato ha contraddetto tutti i fatti concernenti gli avvenimenti degli ultimi anni. Nulla di strano dunque se i rappresentanti dei residenti di Ashraf, dopo aver conosciuto queste dichiarazioni false, abbiano scritto al Segretario Clinton per chiederle d’inviare delle squadre d’ispezione allo scopo di indagare una volta ancora la situazione nel campo di Ashraf.
 

 

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