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Il Consiglio di Sicurezza ammonisce il regime iraniano per gli omicidi di massa e l’arresto dei manifestanti

Il diritto legittimo del popolo di rovesciare il fascismo religioso e ristabilire la democrazia deve essere riconosciuto

La Resistenza Iraniana chiede oggi al Consiglio di Sicurezza dell’ONU di difendere il legittimo e naturale diritto del popolo iraniano di rovesciare il fascismo religioso al potere in Iran e riconquistare la libertà per la quale hanno combattuto, di condannare con fermezza ed incriminare il regime dei mullah per l’uccisione di manifestanti disarmati e indifesi. Atti questi che sono una chiara indicazione di un crimine contro l’umanità e che il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha la responsabilità di affrontare.

Secondo notizie attendibili ottenute dalla Resistenza Iraniana, almeno 50 manifestanti sono stati martirizzati dal fuoco diretto delle Guardie Rivoluzionarie, dall’inizio della protesta (che dura da otto giorni) e più di 3000 sono stati arrestati. Tra i martiri ci sono anche adolescenti e ragazzi di 12-13 anni. Il vero numero dei martiri e degli arrestati è molto più alto. Una verità che il regime iraniano sta cercando in tutti i modi di nascondere.

Il regime teocratico ha bloccato i social networks in Iran sin dal primo giorno delle proteste, ha interrotto internet e applicato gravi restrizioni su di esso. Il comandante dell’IRGC, il maggiore generale Jaafary, il Ministro delle Comunicazioni Azari Jahromi e molti altri esponenti del regime teocratico hanno ammesso ufficialmente l’interruzione delle comunicazioni via internet ed hanno annunciato che le manterranno fino alla fine delle rivolte.

Accogliendo con favore la convocazione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU sulle rivolte in Iran, la Resistenza Iraniana sottolinea la necessità che vengano intraprese le seguenti azioni:

1. Riconoscimento del legittimo diritto del popolo dell’Iran di rovesciare il fascismo religioso al potere, di ristabilire la libertà e la sovranità del popolo.

2. Condannare con fermezza ed incriminare il regime iraniano per il massacro e gli arresti di massa di manifestanti disarmati e indifesi.

3. Condannare il regime per le sistematiche violazioni dei diritti umani, compreso il massacro del 1988 e le uccisioni avvenute nel corso delle attuali proteste.

4. Condannare l’interruzione di Internet e dei social networks e garantire al pubblico il libero accesso a Internet.

5. Applicare decisioni vincolanti per il rilascio di migliaia di manifestanti arrestati, per la creazione di un sistema di monitoraggio e avvertire il regime iraniano che verranno prese misure più drastiche se questo trend dovesse continuare.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana 

5 Gennaio 2018

 

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