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Il Comitato delle Donne del CNRI chiede l’abolizione della pena di morte in Iran

 

Il misogino regime dei mullah ha impiccato Amene Rezaian, detenuta nel carcere di Kashmar, il 14 Aprile, alla vigilia della visita in Iran dell’Alto Rappresentante dell’UE Federica Mogherini. Amene Rezaian, 43 anni, era in carcere da due anni. Così il numero dei detenuti giustiziati negli ultimi sei giorni è arrivato a 14.

 In questo momento almeno un’altra donna detenuta nella sezione femminile di questa prigione attende la sua esecuzione. Queste esecuzioni avvengono nonostante gli appelli della comunità internazionale per l’abolizione della pena di morte. Zeid Ra’ad al-Hussein, l’Alto Commissario dell’ONU per i Diritti Umani, ha esortato il regime iraniano il 14 Aprile, a non applicare la pena di morte ai crimini legati al narco-traffico. E ha detto: “Lo scorso anno almeno 966 persone sono state giustiziate in Iran, il numero più alto in oltre due decenni, la maggior parte per reati legati alla droga”. 

Nell’affrontare questa questione Sarvnaz Chitsaz, del Comitato delle Donne del CNRI, ha dichiarato che il numero sempre crescente di esecuzioni del fascismo religioso al potere in Iran, dimostra che ignorare la tragica situazione dei diritti umani in Iran, ed in particolare l’esecuzione dei giovani e delle donne, non ha altro scopo se non quello di incoraggiare questo regime a proseguire su questo cammino criminale. Sarvnaz Chitsaz ha poi ribadito che, condizione indispensabile per tutte le relazioni con l’Iran deve essere l’abolizione della pena di morte nel paese, in particolare per le donne e i minorenni. Comitato delle Donne del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana 15 Aprile 2016

 

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